Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Il Ftse Mib ieri è scivolato sui minimi dell'anno da cui ha reagito con una certa vivacità. Si aspetta ulteriori recuperi nel breve o ci sono ancora rischi al ribasso?

Sono sempre i timori di un'escalation per un'eventuale guerra commerciale, uniti ai problemi politici presenti in alcuni Paesi del Vecchio Continente e riguardanti l'immigrazione, ad innervorsire e rendere volatili i principali mercati azionari internazionali. Questi ultimi rimangono sempre vicini ai minimi di periodo, nonostante il rally del petrolio abbia spinto al rialzo l'intero settore oil.

Sul mercato delle valute torna ad indebolirsi pericolosamente l'EURO che ne confronti del DOLLARO sembra intenzionato a testare i minimi di periodo situati sulla soglia degli 1.15, sotto i quali verrebbe inviato un ulteriore segnale ribassista.

Arrivando a dare uno sguardo al nostro FTSE Mib, cambia relativamente poco rispetto agli ultimi aggiornamenti in quanto i prezzi rimangono sempre vicini ai minimi del 2018 situati in area 21100 punti.

Nel breve massima importanza dovremmo dare a questi livelli perchè in caso di rottura verrebbe inviato un nuovo segnale ribassista, con possibile prosecuzione delle vendite in direzione dei 20.500 punti.
Al rialzo segnali positivi si avrebbero solo con il ritorno dei prezzi sopra la soglia dei 22mila punti.

Come valuta il recente andamento di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali indicazioni ci può fornire per entrambi i titoli?