Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

L'indice Ftse Mib ieri ha testato nuovamente l'area dei 17.000 punti, salvo fermarsi in close al di sotto della stessa. Si aspetta nel breve una rottura di questo livello? Quali implicazioni avrebbe per il mercato?

In attesa dell'esito degli "stress test" sul settore bancario continua il trend rialzista sui principali mercati azionari con alcuni di essi che recuperano i livelli abbandonati prima del referendum inglese. Questo nonostante il calo del prezzo del PETROLIO che si è portato sui minimi degli ultimi 3 mesi.

In questo contesto a sostenere il "sentiment" degli investitori sono una serie di buoni dati societari provenienti da USA ed EUROPA, mentre al contrario poca importanza ha avuto nella serata di ieri la riunione della FED ( nulla di fatto sui tassi d'interesse che potrebbero essere alzati a fine anno) che ha anticipato di un giorno quella della BoJ, da cui sono attesi nuovi stimoli monetari per l'economia nipponica.

Poco da segnalare sul mercato valutario con l'EURO che scambiando in area 1.105 rimane sempre all'interno di un trading range in atto da qualche settimana tra gli 1.0970 e gli 1.1150.

Continua il recupero per Piazza Affari che nella giornata di ieri si è spinta fin verso l'importante soglia dei 17 mila punti.
Dal punto di vista grafico importante sarà il break di questi livelli oltre i quali il FTSE Mib proseguirebbe il suo trend rialzista innescatosi l'8 Luglio in direzione dei 17300 e a seguire dei 18mila punti.
Al ribasso primi importanti supporti posti nei pressi dei 16400 punti.