Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

L'indice Ftse Mib ieri ha dato vita ad un rimbalzo dopo tre sedute consecutive al ribasso che lo hanno portato a ridosso dei 16.000 punti. Si aspetta ulteriori recuperi nel breve?

Rispetto alle ultime settimane non cambia il driver sui principali mercati finanziari, con l'attenzione che rimane sempre rivolta sia alla difficile situazione presente nel settore bancario che alla volatilità del prezzo del Petrolio.
Partiamo dal settore finanziario che ha visto nelle ultime giornate spostarsi l'epicentro della crisi in Germania con il caso Deutsche Bank.

Quest'ultima, sulla scia della multa avanzata dalle autorità statunitensi di 14 miliardi di dollari, potrebbe prendere in considerazione (nonostante le smentite) un possibile aumento di capitale per cercare di porre un freno a quelle vendite che hanno portato il titolo a perdere oltre il 60% da inizio anno.

Arriviamo poi al prezzo del PETROLIO che nella serata di ieri è andato incontro ad un vero e proprio rally (l'incremento più ampio degli ultimi 5 mesi) sui rumors di un accordo al meeting di Algeri per quanto riguarda un tetto alla produzione, fattore questo che potrebbe migliorare il sentiment di breve degli investitori riportando a galla il "risk on".

Sul mercato delle valute l'EURO ha arrestato il suo recupero nei confronti del DOLLARO nei pressi delle prime resistenze poste in area 1.1270, aprendo la strada a possibili prese di beneficio fin verso gli 1.1120.

Dopo 3 giornate di vendite si arresta la pressione ribassista sul nostro indice principale che grazie alla tenuta dei 16mila punti va incontro ad un mini rimbalzo. Al momento non cambia la situazione del mercato che rimane sempre critica, anche se la posibilità del recupero potrebbe proseguire fin verso i massimi della scorsa ottava situati nei pressi dei 16700 punti, oltre i quali si avrebbe un primissimo segnale di positività.