Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte da Davide Pantaleo a Pietro Origlia.

L’indice Ftse Mib ha fallito il tentativo di ritorno in area 24.000 punti, riportandosi a ridosso dei 23.000 punti. C’è il rischio di ulteriori flessioni nel breve o si può confidare in una nuova ripresa dei corsi dai prezzi attuali?

Il deludente dato arrivato dal PIL USA, che nel primo trimestre è salito dello 0.2% rispetto ad attese poste all'1%, ha senza dubbio complicato nel breve l'impostazione grafica sui principali mercati azionari spingendo al ribasso il "sentiment" degli investitori. Un sentiment che già si era allontanato dai top di periodo in scia ai soliti timori riguardanti la situazione economica in Grecia,il cui accordo con i creditori internazionali sembra ancora lontano dall'essere raggiunto in mancanza di un valido programma di riforme.
In questo contesto non deve sorprendere se nelle prossime sedute potremmo assistere ad una fase di debolezza con una volatilità che potrebbe tornare a salire dopo aver toccato nelle scorsa settimana i minimi del 2006.

Sul valutario il dato USA ha avuto un impatto negativo sul biglietto verde con l'EURO che rompendo al rialzo le resistenze poste in area 1.10 ha inviato un primo segnale positivo con possibile estensione dei guadagni fin verso la soglia degli 1.15.

Fase delicata sul nostro indice principale con il FTSE Mib che scende sotto i supporti psicologici situati sulla soglia dei 23 mila punti sotto i quali aumenterebbero le possibilità di una continuazione delle vendite in direzione degli ex massimi del 2014 posti in area 22550-22600 punti.