Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Nelle ultime due sedute il Ftse Mib ha rimbalzato con vivacità, riportandosi a ridosso di area 16.000. Quanto ritiene affidabile il recupero in atto e quali sono le sue previsioni per le prossime giornate?

Ci eravamo lasciati una settimana fa con i timori riguardanti una possibile BREXIT, evento che poi a sorpresa e contro tutti i pronostici si è materializzato aprendo le porte ad un pesante sell-off che ha riportato la maggior parte dei listini periferici sui minimi di periodo. E' stata così  confermata in definitiva quella view che avevamo prospettato nelle passate ottave in cui tutti i rimbalzi erano occasioni per aprire posizioni ribassiste.

Nelle ultime due sedute il forte ipervenduto e la ripresa del prezzo del PETROLIO hanno innescato un timido rimbalzo che al momento non cambia l'impostazione di fondo che rimane al ribasso in scia alla profonda incertezza che si è aperta con il risultato del referendum inglese.

In questo contesto gli acquisti hanno privilegiato i cosiddetti "safe havens" come lo YEN, il BUND ma sopratutto ORO e ARGENTO che hanno rotto delle importanti resistenze e top di periodo.

Arrivando a dare uno sguardo a Piazza Affari, il rimbalzo partito dai 15mila punti non cambia la view presente sul FTSE Mib che solo con il ritorno dei prezzi oltre l'area dei 16800-17mila punti alleggerirebbe quella pressione ribassista in atto da diversi mesi.

Questo permetterebbe di aprire le porte ad un possibile ritorno delle quotazioni sui massimi di Giugno situati sulla soglia dei 18 mila punti.
Al ribasso inutile ricordarlo che la rottura dei 15 mila punti sarebbe vista come un ulteriore segnale di debolezza con possibili affondi in direzione dei 14500 e a seguire dei 14mila punti.