Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte da Davide Pantaleo a Pietro Origlia.

L’indice Ftse Mib non è riuscito a confermare gli ultimi spunti rialzisti, scendendo nuovamente in direzione di area 19.000. C’è il rischio di nuovi ribassi nel breve? Quali le sue previsioni?

Dopo il rimbalzo arrivato durante la scorsa ottava, nelle ultime sedute abbiamo assistito ad una fase contrastata sui mercati azionari globali, in scia ai risultati degli STRESS TEST relativi al settore bancario e in attesa del verdetto della Fed che ha messo fine allo storico QE, confermando una politica monetaria basata su tassi bassi anche per gran parte del 2015.

Sul valutario poco da segnalare rispetto all'ultimo nostro incontro con l'EURO che passa di mano in area nei confronti del DOLLARO, confermandosi all'interno di quella fase laterale ( 1.25-1.28-1.285) oramai in atto da diverse settimane.

Fase contrastata sul nostro indice principale ( su cui ha influito pesantemente l'esito degli "stress test") che, non riuscendosi a confermarsi oltre le prime resistenze situate sui 19500 punti, è andato incontro a nuove vendite, arrestatesi sui primi importanti sostegni posizionati sulla soglia dei 19 mila punti. Se questi livelli venissero rotti, si aprirebbero le porte ad una nuova fase di debolezza con primi target sui 18500 punti.
Al contrario la tenuta dei 19 mila punti potrebbe riportare i prezzi a contatto con i 19500 e a seguire 19750-19800 punti, oltre i quali il FTSE Mib dovrebbe spingersi in direzione dei 20 mila punti dove migliorerebbe quella struttura grafica ancora precaria.