Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli.
Pietro Paciello vi aspetta il lunedì e il venerdì alle ore 16 con il Market Talk OPENING BELL - NewTraderLab. Per info clicca qui.

Il Ftse Mib oggi sta dando vita ad un poderoso rally, riprendendo la via del recupero dopo la pausa di ieri. Il peggio è alle spalle o è presto per dirlo?

Credo semplicemente che il mercato stia mettendo a segno una reazione più che legittima dopo che la Federal Reserve ha annunciato l'ennesimo piano molto aggressivo di azione.

Il Ftse Mib prosegue in ogni caso in una fase rimbalzista che aveva già intrapreso, rafforzato proprio dalla mossa della Fed.

Gli obiettivi sono quelli già segnalati nell'intervista della scorsa settimana, ossia mi aspetto che il Ftse Mib vada a realizzare un pull-back potenzialmente ribassista in area 17.800/17.700. 

Continuo a rimanere long a Piazza Affari dove sono investito al 50% e mi tengo strette le azioni che ho in portafoglio.

Credo di aver comprato i suddetti titoli a prezzi abbastanza da saldo, ma non ho una prospettiva di lungo termine e continuo a vivere alla giornata, con un trading che ha un arco temporale di massimo 1-2 sessioni di posizione.

Ben vengano i movimenti come quelli odierni, sono molto interessanti ed è facile catturarli, ma non durerà all'infinito, perchè il mercato poi presenterà il conto di quelli che sono i risvolti reali della crisi.

Consiglio quindi prudenza, fermo restando che quella attuale del Ftse Mib non è una zona prezzi dove vendere: o non si fa nulla, oppure si compra qualcosa, come sto facendo io, ma con un obiettivo temporale non da cassettisti, quanto piuttosto con una volontà di ristabilire i target giorno per giorno.

Come detto prima per il Ftse Mib ho un obiettivo in area 17.700 che è la vecchia dinamica di supporto del mercato e credo che questa sarà poi ritestata in un ipotetico pull-back ribassista.

Al momento è questo l'ostacolo più grande che l'indice ha davanti a sè e di converso, almeno per il momento non mi aspetto una violazione dei minimi segnati nei giorni scorsi poco sopra i 14.000 punti.

Perchè il Ftse Mib vada a rompere questo bottom dovrà scattare proprio una corsa indiscriminata alle vendite, ma credo che oggi non ci siano gli elementi per il panico che abbiamo già visto.

Vorresti diventare un bravo trader come Pietro Paciello?

Iscriviti da qui per rimanere sempre aggiornato sugli eventi di formazione gratuita di Trend-Online.com

Tra i bancari come valuta i recenti recuperi di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Ho già in portafoglio Intesa Sanpaolo e lo vedo realizzare un interessante tentativo rimbalzista.

Probabilmente l'andamento del titolo si correlerà in maniera stretta a quello del Ftse Mib, quindi qualora quest'ultimo dovesse avere la forza per andare verso i 17.700 punti indicati prima, credo che Intesa Sanpaolo possa regalarci un ritorno in zona 1,75 euro.

Ho comprato il titolo sui minimi della scorsa settimana, sotto cui ho piazzato lo stop loss per questo long.

Non ho comprato Unicredit perchè quando compro uno dei due big del settore bancario cerco di non sovraespormi a livello settoriale e quindi faccio sempre una scelta, come quando intervengo ad esempio su ENI e Saipem.

Su Intesa Sanpaolo vedevo una configurazione interessante a livello di divergenze ribassiste di breve, cosa che non ho trovato su Unicredit.

Ciò non toglie che anche questo titolo abbia un appiglio rimbalzista, ma ha un ostacolo più vicino, visto che a 8,42 euro ha un precedente minimo storico che potenzialmente farà un po' da tappo ad un'eventuale ascesa.

Mi sembra quindi che Unicredit abbia meno spazio di recupero rispetto ad Intesa Sanpaolo, fermo restano che il titolo andava comunque comprato con un po' di coraggio qualche giorno fa.

ENI e Saipem oggi corrono sulla scia non solo del rialzo del Ftse Mib, ma anche del petrolio. Cosa può dirci di questi due titoli?

A me è venuto molto l'appetito su ENI per due motivi: da un altro credo che il petrolio, al di là degli eccessi e dell'elevata volatilità di periodo, abbia raggiunto livelli di prezzo abbastanza sacrificati.

Questo non esclude che possa fare anche peggio, ma alle quotazioni attuali è più probabile ipotizzare un rimbalzo che nuove discese.

Non comprare ENI in area 6,5/6,4 euro, un'azienda che negli anni ha distribuito quasi 16 euro di dividendi, mi sembra quasi una follia.

Questo non vuol dire che manterrò ENI in portafoglio all'infinito e continuo nella mia strategia in base alla quale liquido tutto e cerco altre prede una volta raggiunta una performance del 10%-15%.

Guardando il grafico di ENI emerge abbastanza bene che, se alla dinamica rimbalzista dei mercati azionari, dovesse aggiungersi anche un recupero del petrolio, l'obiettivo del titolo è eclatante.

Per ENI infatti parliamo di un target a 10,2/10,3 euro prima e poi a 10,8 euro, dove troviamo il vecchio supporto statico.

In termini di puro rischio-rendimento la convenienza quindi è assoluta ed è questo il motivo per cui sono long su ENI.

Ho trascurato Saipem per il quale il mio approccio è sempre stato speculativo e quando il titolo ha rotto area 3/29 euro, ho perso qualunque riferimento su questo grafico.

Per Saipem il primo target ora è la chiusura dl gap-down a a 2,83 euro. 

Telecom Italia continua a recuperare e sta provando a riportarsi sopra quota 0,4 euro. Cosa consiglierebbe di fare ora con questo titolo?

Anche per Telecom Italia quelli che stiamo vedendo sono acquisti da ipervenduto e non ci sono soglie tecniche su cui intervenire ora.

Il rimbalzo a breve dovrebbe trovare un ostacolo importante nella chiusura del gap a 0,4315 euro e al superamento di questa soglia avrà un target obiettivo a 0,5/0,51 euro.

Quello di Telecom Italia è un working progress rialzista che va assecondato, ma io ho privilegiato titoli su grandi supporti di lungo periodo come Azimut, per il quale ho fatto scattare il buy ieri.

Su Telecom Italia non trovo questa qualità grafica, motivo per cui il titolo non è entrato nel mio portafoglio, ma non escludo che area 0,5 euro possa essere rivista in tempi anche abbastanza brevi se l'andamento complessivo del mercato lo permetterà.