Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

Il dollaro continua a rafforzarsi tanto contro l'euro quanto rispetto allo yen. Cosa può dirci di questi due cambi e cosa si aspetta nel breve?

In questo momento il driver della situazione è in questo momento il rapporto del dollaro contro l'euro, nel senso che il mercato rimane in una dinamica palesemente risk-on, quindi premia la propensione al rischio.

Quando ciò accade notoriamente si compra il biglietto verde e in effetti l'euro-dollaro da diverse sedute sta tentando un modello di inversione che però viene sempre negato.

Da otto sedute consecutive il cross in questione non riesce a realizzare dei massimi crescenti e questo è tipico di un trend ben definito anche secondo la teoria di Dow.

L'andamento dell'euro-dollaro lascia supporre che fino a quando non avremo un'inversione netta sulla variabile azionaria, difficilmente l'euro potrà  respirare al rialzo.

La discesa della moneta unica sotto certi punti di vista diventa anche una svalutazione competitiva, quindi tutto sommato se vogliamo anche gradita a livello di comunità europea.

Se l'euro-dollaro riuscisse a chiudere stabilmente sopra area 1,216/1,127 si potrebbe assistere ad un tentativo di consolidamento, ma fino a quando ciò non avverrà la moneta unica rimarrà sempre debole e i recenti minimi sono molto vulnerabili.

Con una chiusura sopra 1,126/1,127 l'euro-dollaro potrebbe trovare una spinta per almeno una figura al rialzo, pur rimanendo sempre inserito in un trend favorevole al biglietto verde.