Se questo ritorno di forza dell'euro dovesse confermarsi, probabilmente andrebbe a coincidere con una fase di prese di beneficio sull'azionario, che resta in ogni caso in un trend palesemente forte e robusto, per quanto drogato dalle politiche e dalle parole di Trump.

In sintesi non credo che l'euro-dollaro sotto quota 1,145 faccia da market driver, magari oltre questa soglia sì, ma fino ad allora rimarrà in trading range.

A guardare dai grafici c'è un breakout di una resistenza di breve per l'euro-dollaro, con una piccola divergenza rialzista e per me questo è un segnale long fino a quando saranno mantenuti i minimi di venerdì.

Diversamente avremo un'inversione ribassista anche molto profonda, ma finchè ciò non accadrà l'euro-dollaro sarà long verso area 1,145.

Per il dollaro-yen la situazione è meno facile da leggere, per via del flash crash di inizio anno. Il grafico rimane sempre particolarmente sporco dal punto di vista tecnico, ma mi sembra che il cross si sia un po' allontanato dai recenti massimi sopra area 111, ma in maniera non decisa.

Ricordiamo sempre che il dollaro-yen misura molto bene la forza del biglietto verde e quindi del risk-on, in atto in questo momento sui mercati.

Un'eventuale chiusura del dollaro-yen sotto area 110 potrebbe essere considerata un segnale di potenziale indebolimento, diversamente il cross potrebbe sorprendere ancora, andando a toccare area 112.

Il petrolio continua a spingersi in avanti senza mostrare segnali di cedimento. Si aspetta ulteriori progressi nel breve?