Ftse Mib in pericolo: i target al ribasso e i titoli a rischio

Il Ftse Mib ieri ha violato un sostegno vitale, rafforzando una negatività che prelude a nuove flessioni. L'analisi e le strategie di Sante Pellegrino.

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Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Sante Pellegrino, trader indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari.

Il Ftse Mib ieri ha subito un duro colpo, scivolando pesantemente sotto quota 23.000. Come leggere questo ribasso e cosa aspettarsi ora?

Il Ftse Mib ieri ha bucato il supporto dinamico che avevamo indicato nell'ultima intervista a 23.220 punti, violando in seguito anche il sostegno vitale dei 22.860 punti.

Al di sotto di questa soglia siamo costretti ad invertire completamente il trend del Ftse Mib che mi aspettavo ribassista già diverso tempo fa.

Con la violazione dei 22.860 punti la negatività del mercato si rafforza perchè spinge l'indice a prendere una direzione più decisa al ribasso.

Il movimento in atto potrebbe condurre il Ftse Mib verso i 22.285 punti in primis e in seguito in direzione dei 21.970 punti, senza escludere estensioni ribassiste fino ai 21.570 punti, per andare a chiudere alcuni gap lasciato aperti.

L'eventuale raggiungimento di quest'ultima soglia dovrebbe avvenire con un ipervenduto sul Ftse Mib e bisognerà auspicare che le quotazioni non vadano oltre i 21.570 punti in accelerazione.

Per tornare ad essere positivi l'obiettivo è di scavalcare le doppie resistenze cicliche e statiche che si trovano a 23.585 e a 23.750 punti.

Solo il superamento di quest'ultimo ostacolo potrà scongiurare un Natale negativo a Piazza Affari.

Cosa può dirci in merito al recente andamento dell'S&P500 e del Dax30 e cosa si aspetta ora per questi due indici?

Il Dax30 non è riuscito a superare la resistenza ciclica a 13.295 punti, riportandosi al di sotto del supporto dinamico a 13.030 punti.

La conferma della tendenza rialzista in atto avverrà solo con la tenuta del supporto a 12.897 punti.

Si tratta di un livello fondamentale, perchè un abbandono dello stesso aprirà le porte ad un'accelerazione al ribasso del Dax, con possibili flessioni fino ai 12.595 punti prima e in seguito in direzione dei 12.430 e dei 12.200 punti.

Anche per l'S&P500 il forte ipercomprato si fa sentire e la resistenza ciclica a 3.156 punti ha avuto l'effetto di riportare le quotazioni verso area 3.115.

Un eventuale abbandono di questo supporto porterà l'indice in accelerazione verso i 3.075 punti prima e in seguito in direzione dei 3.025 punti.

Al di sotto di quest'ultima soglia la situazione diventerà pessima per l'S&P500 e un'evoluzione di questo tipo sarà da ricondurre probabilmente ad inasprimento dei rapporti commerciali tra Stati Uniti e Cina.

Sarà poi da verificare l'esistenza di quella corrente "trumpiana" a sostenere il futuro candidato alla Casa Bianca, perchè se Trump non sarà riconfermato si avranno ricadute negative per Wall Street.

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Cosa può dirci in merito al recente andamento di Banco BPM e Ubi Banca?

Banco BPM soffre dopo il mancato superamento della prima resistenza ciclica a 2,194 euro, da cui è stato respinto più volte.

Il titolo ieri ha abbandonato la soglia dei 2,013 euro e sotto quest'area lo scenario diventa ribassista, con prossimi target sui supporti a 1,964 e a 1,9 euro.

Questo è l'ultimo sostegno che deve contenere la discesa, perchè una violazione di area 1,9 euro farà accelerare in maniera Banco BPM al ribasso, con proiezioni fino a quota 1,72 euro.

Ubi Banca ha dato vita ad una buona performance da metà novembre in poi, visto che il superamento dei 2,94 euro è stato un segnale forte, ma ha creato uno swing e un ritorno al di sotto del suddetto livello.

Il titolo ha toccato le tre resistenze cicliche a 2,94, 3,017 e 3,1 euro, ma il ritorno sotto la prima apre uno spiraglio negativo.

Se sarà confermata ora la resistenza a 2,94 euro e al contempo verrà abbandonato il supporto dinamico a 2,89 euro, per Ubi Banca possiamo indicare un primo obiettivo ribassista a 2,82 euro e un target successivo a 2,7 euro.

Quest'ultima soglia deve essere assolutamente difesa, pensa un ritorno del titolo verso i 2,62 e i 2,53 euro. Grave sarà il cedimento dei 2,53 euro, evento che aprirà le porte ad un'accelerazione ribassista fino alla chiusura di un gap aperto a 2,28 euro.

Telecom Italia ieri ha chiuso la quinta seduta consecutiva in calo, arrivando al test di quota 0,55 euro. Qual è la sua view su questo titolo?

Telecom Italia lascia sempre un po' con il fiato sospeso, per via di una serie di considerazioni.

In primis non c'è un accordo vero e proprio sul futuro del gruppo che deve affrontare il 5G, ma ci sono già i concorrenti agguerriti su questo fronte.

Il titolo ha accelerato bene al rialzo di recenti, arrivando persino a prendere la quarta resistenza ciclica a 0,58 euro, inviando un bel segnale positivo, salvo poi tornare indietro violentemente.

Telecom Italia si è posizionato così sotto la terza resistenza ciclica a 0,5685 euro e ora la view torna negativa perchè ora l'obiettivo è quello di andare a prendere le due precedenti resistenze, ora supporto, a 0,55 e a 0,54 euro.

Al di sotto di quest'ultimo livello il titolo sarà destinato a scendere ancora verso 0,53 euro prima e 0,51 euro in seguito.

La tenuta di quest'ultimo livello sarà cruciale per Telecom Italia, onde evitare un'ulteriore caduta dei corsi fino a quota 0,478 euro.

Poste Italiane ha perso circa un euro del suo valore dai massimi storici. Questo ribasso ha creato nuove occasioni d'acquisto o è prematuro posizionarsi ora?

Segnalo che l'abbandono delle resistenze di cui abbiamo parlato prima per gli altri titoli può dare un segnale fortemente negativo al mercato.

Questo discorso vale anche per Poste Italiane che ha violato l'importante supporto dei 10,7 euro, fatto molto grave per il titolo.

Ora è attesa un'accelerazione al ribasso verso la soglia psicologica dei 10 euro prima e in seguito del supporto in area 9,75 euro.

Fca ieri si è difeso meglio del Ftse Mib, continuando però ad arretrare. Quali indicazioni ci può fornire per questo titolo?

Fca ha confermato per ora l'island reversal con un cup & handle che va in configurazione.

L'abbandono dei 13,25 euro porterà nuove vendite sul titolo per andare a chiudere il primo gap a 13 euro e il successivo a 11,95 euro.

Occhi ben aperti su Fca che potrebbe accelerare violentemente al ribasso, segnalando che l'unica condizione per una ripresa dei corsi sarà data dal superamento dei 14,78 euro, ma ritengo difficile una simile evoluzione per ora.