Ftse Mib: ancora a rischio un'inversione. I titoli in watchlist

Il Ftse Mib sembra diretto verso nuovi massimi dell'anno, ma il mese in corso potrebbe anche riservare qualche brutta sorpresa. L'analisi di Sante Pellegrino.

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Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Sante Pellegrino, trader indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari.

Il Ftse Mib ieri è arrivato ad un passo da quota 23.500, salvo fermarsi più in basso. Come leggere l'attuale scenario a Piazza Affari e quali le attese nel breve?

Il Ftse Mib ha continuato a salire dopo un bel pattern di volumi, ma non pieno, motivo per cui emotivamente propendo ancora per un'inversione nel mese di novembre.

Il mercato però ha sempre ragione e così per ora stiamo assistendo ad una prosecuzione del rialzo del Ftse Mib che ha superato i 23.030 punti, da noi indicati come obiettivo la scorsa settimana.

L'indice sembra diretto ora verso il prossimo target a 23.612 punti, ma è da segnalare che siamo ormai in forte ipercomprato.

Segnali di inversione non ce ne sono, mentre abbiamo diversi gap lasciati aperti dal Ftse Mib, ma per ora l'obiettivo sembra quello dei 23.612 punti.

L'unico motivo per il quale il mercato potrebbe tornare indietro sarà dato da una divergenza a livello di massimi che si andranno a formare, ma per assistere ad una discesa il Ftse Mib dovrà rompere l'area dei 23.030, precedente resistenza e ora supporto.

Al di sotto di questo livello l'indice andrà a chiudere il gap lasciato aperto a circa 22.840 punti, dove troviamo un supporto dinamico, rotto il quale si guarderà a quello statico a 22.650 punti.

Fino a quando il Ftse Mib si manterrà al di sopra di tale soglia l'impostazione resterà rialzista, con primo target a 23.612 punti, oltre cui avremo un obiettivo successivo a 25.140 punti.

Ovviamente il raggiungimento di quest'ultima soglia avverrà solo dopo il superamento di alcuni ostacoli che, oltre al già citato a 23.612 punti, possiamo indicare in area 24.000 e 24.500 punti, dove troviamo i massimi del 2018.

La mia idea è che a Piazza Affari permanga il rischio di un'inversione, nonostante la proiezione al rialzo verso gli obiettivi indicati prima.

Cosa può dirci in merito al recente andamento dell'S&P500 e del Dax30 e cosa si aspetta ora per questi due indici?

Per il Dax c'era un tentativo di divergenza sugli indicatori di momentum al raggiungimento del secondo massimo di ciclo a 13.084 punti.

Una volta superata questo ostacolo la strada si apre ora verso il target dei 13.430 punti, mentre in caso di ritorno sotto i 12.800 punti, dove troviamo un supporto statico e dinamico, il Dax rischierà un test del supporto a 12.600 punti.

La rottura di questa soglia aprirà le porte ad una flessione più marcata verso area 12.300.

Situazione un po' diversa per l'S&P500 che ha quasi raggiunto il target indicato per la fine del ciclo rialzista in area 3.105/3.110 punti.

L'indice è quasi alla terza resistenza a 3.103 punti e l'unico pretesto per tornare sarà la ricopertura di alcuni gap lasciati aperti nei giorni scorsi, con un primo test di area 3.050.

Un abbandono di questo supporto spingerà l'S&p500 verso il primo supporto dinamico a 3.024 punti e in direzione del supporto statico a 3.009 punti.

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Al di sotto di queste due soglie l'indice scivolerà fino ai 2.950 punti prima e e in seguito in direzione dei 2.930 punti.

Quali è la sua view su due bancari come Ubi Banca e Banco BPM?

Ubi Banca sta allungando il passo dall'area dei 2,7 euro, ma rimane al momento sotto la resistenza dei 2,87 euro. Solo con un rialzo al di sopra di tale soglia il titolo andrà a ritestare lo swing a 2,93 euro, oltre cui estenderà la salita fino a 3,061 euro.

Grave sarà un ritorno delle quotazioni sotto i 2,7 euro, evento che potrebbe far accelerare Ubi Banca al ribasso fino ad area 2,45 euro.

Anche Banco BPM sta vivendo un movimento simile a quello di Ubi Banca, con il titolo che ha rimbalzato dal supporto vitale a 2,008 euro per andare a ritestare la resistenza dei 2,14 euro.

Solo il superamento di quest'ultimo livello potrà favorire un ritorno sullo swing a 2,22 euro, con possibili allunghi fino alla seconda resistenza ciclica a 2,335 euro.

Un ritorno di Banco BPM sotto i 2,063 euro prima e i 2,008 euro dopo, condurrà ad un nuovo test del supporto in area 1,81/1,8 euro.

Generali ieri ha toccato nuovi massimi dell'anno oltre quota 18,5 euro. Cosa può dirci di questo titolo?

Generali presenta una divergenza tra i massimi toccati a metà ottobre e quelli delle ultime sedute.

Si tratta di un segnale di titubanza per il titolo che solo oltre i 18,59 euro raggiunti ieri in chiusura potrà ambire a raggiungere la terza resistenza ciclica a 18,82 euro,

Diversamente Generali tornerà a testare il supporto primario a 18,27 euro e in seguito quello dinamico a 18,15 euro. La rottura di quest'ultima soglia costringerà a spostare l'attenzione verso area 17,82/17,8 euro.

ENI ieri ha messo a segno un altro rialzo trainato dall'ascesa del petrolio. C'è ancora spazio per crescere dai livelli attuali?

ENI ha disegnato due candele grandi, pieni di volumi, proprio sul supporto vitale a 13,73 euro. Il titolo ieri nell'intraday ha raggiunto il primo obiettivo a 14,25 euro, oltre il quale si dovrebbe avere un allungo verso la seconda resistenza ciclica a 14,43 euro.

Azimut ieri ha festeggiato con un bel rally i conti trimestrali. Quali indicazioni ci può fornire per questo titolo?

Azimut segna nuovi massimi dell'anno e ieri ha superato a 19,45 euro la quarta resistenza ciclica.

Quest'ultima difficilmente viene raggiunta, ma il titolo mostra una grande forza, anche se c'è una leggera divergenza sul grafico.

In caso di ripiegamenti Azimut potrebbe scendere a testare le vecchie resistenze, ora supporti, a 18,48 euro prima e a 17,75 euro in seguito.

Fino a quando questi due livelli non saranno violati, il titolo potrà sorprendere ancora al rialzo e raggiungere i 20 euro prima e in seguito addirittura i 21,5 euro.