Ftse Mib: fase critica, pericoli in vista. I titoli da valutare

Per il Ftse Mib la situazione al momento è compromessa e l'unico segnale di recupero si avrà solo oltre una soglia ben precisa. L'analisi e le strategie di Sante Pellegrino.

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Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Sante Pellegrino, trader indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari.

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Il Ftse Mib ha interrotto ieri il recupero partito dai minimi della scorsa settimana, riportandosi sotto quota 21.500. C'è da aspettarsi nuove vendite nel breve?

La scorsa settimana è partito un nuovo ciclo per il Ftse Mib e questo è stato anche il motivo per cui abbiamo avuto una tripla conferma della resistenza intorno ai 22.360 punti.

Questa soglia resta un grande ostacolo e solo il superamento dello stesso potrà far tornare il sereno sul Ftse Mib.

Ancor prima dei top dell'anno, l'indice trova sul suo cammino altre resistenze importanti, quale quella dei 21.780 e dei 21.845 punti.

Si tratta di livelli ostici da superare, per cui il Ftse Mib resta intonato per un ribasso che avrà come primo supporto i 21.100 punti, mentre il successivo lo possiamo individuare in area 20.900/20.800.

La violazione di quest'ultima soglia potrà far accelerare l'indice fino a quota 20.000, per cui la situazione al momento è compromessa e l'unico segnale di recupero si avrà solo con un ritorno sopra i 21.800 punti.

In sintesi a Piazza Affari il pericolo non è ancora scampato, motivo per cui sarebbe bene muoversi con molta cautela nel breve.

Cosa può dirci in merito al recente andamento dell'S&P500 e del Dax30 e cosa si aspetta ora per questi due indici?

Per il Dax30 abbiamo una situazione leggermente peggiore rispetto a quella del Ftse Mib, e per tornare a salire dovrà superare in primis la prima doppia resistenza a 12.135/12.170 punti.

Abbiamo poi un secondo ostacolo a 12.313 punti e un terzo a 12.490 punti, quindi fino a quando il Dax30 si manterrà al di sotto delle soglie di prezzo appena segnalata, sarà ancora in pericolo.

Segnalo un primo supporto a 11.915 punti, la cui rottura porterà verso il sostegno successivo a 11.560 punti.

La situazione è piuttosto grave per il Dax30, per cui occhi ben aperti, anche considerando che ottobre è un mese caratterizzato di solito da una certa volatilità.

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Quanto all'America, l'ulteriore inasprimento dei dazi sull'Europa, non ha fatto altro che peggiorare la situazione commerciale statunitense.

L'S&P500 è sicuramente meglio impostato rispetto al Ftse Mib e al Dax30, ma soffre di alcune resistenze, la prima delle quali è a quota 2.945 punti.

Sarà di fondamentale aiuto superare questo ostacolo, perchè potrà attrarre le quotazioni verso la resistenza successiva a 2.983 punti, oltre cui si guarderà ai 3.022 punti, sopra cui tornerà il sorriso per l'S&P500.

L'indice americano è in una situazione migliore rispetto al Ftse Mib e al Dax30 perchè si trova sopra due supporti fondamentali a 2.923 e a 2.895 punti, a sostegno di un eventuale trend laterale.

A Piazza Affari tra i bancari continuano a rimanere sotto i riflettori Ubi Banca e Banco BPM sulla scia dei ripetuti rumor circa una possibile fusione. Cosa può dirci di questi due titoli?

Ubi Banca beneficia di alcuni segnali incoraggianti sul piano fondamentale, visto che una potenziale fusione con Banco BPM sarebbe una ghiotta occasione per creare il famoso polo sostitutivo ad Unicredit.

Dal punto di vista tecnico restano in dubbio alcuni livelli di resistenza che devono essere superati.

Il titolo è meglio impostato dello stesso Ftse Mib, tant'è che si mantiene a ridosso della resistenza a 2,595 euro, oltre cui si guarderà all'ostacolo dei 2,65 euro.

In caso di sfondamento al rialzo di questo livello, Ubi Banca potrà accelerare verso i 2,73 euro.

Se la soglia dei 2,595 euro dovesse confermarsi una forte resistenza, ci sarà un doppio minimo decrescente che porterà a ribassi fino al supporto di 2,484 euro che non dovrà essere violato.

Un'eventuale rottura del livello appena segnalato spingerà Ubi Banca verso i 2,37 euro prima e i 2,3 euro in seguito.

Banco BPM nell'ipotetica fusione con Ubi Banca offrirà una visione più internazionale al gruppo, grazie alle sue controllate.

Sarà quindi un fiore all'occhiello per Ubi Banca che al contrario è più radicata nel territorio del triangolo d'oro Bergamo-Brescia-Verona.

Dal punto di vista tecnico Banco BPM è chiamato ad un test importante del supporto a 1,857 euro, la cui violazione alimenterà ribassi verso gli 1,75 euro prima e in seguito fino a 1,69 euro.

Visto che il titolo è sopra quota 1,857 euro, potrebbe spingersi verso la resistenza a 1,96 euro. Molto positivo il superamento di questo ostacolo da parte di Banco BPM che avrà in tal caso la possibilità di avanzare in direzione dei 2,016 euro in primis e successivamente fino ai 2,085 euro.

Saipem ieri è tornato a scendere dopo il rally della vigilia. Cosa si aspetta nel breve per questo titolo?

Saipem, nonostante i ribassi, sta cercando un punto di appoggio in area 4/3,94 euro, dove troviamo un minimo di swing.

Il titolo si gioca un laterale tra il supporto a 3,94 euro e la resistenza a 4,74 euro e all'interno di questo canale si muove ormai da giugno scorso.

La violazione al ribasso dei 3,94 euro aprirà le porte ad una discesa verso i 3,72 euro, sotto cui per Saipem si avrà uno scenario molto negativo, con il rischio di una discesa fino a 3,094 euro.

Se il titolo dovesse superare le resistenza a 4,22 e a 4,43 euro, sarà rialzista fino a 4,75 euro, punto di swing che una volta superato potrà attrarre le quotazioni fino a 4,91 euro e a 5,13 euro.

STM sta tornando indietro dopo aver provato a riconquistare la soglia dei 18 euro. C'è il rischio di nuovi cali ora?

STM ha performato molto bene in quest'ultima fase ed è ritornato verso la barriera resistenziale dei 18 euro.

Tra questa soglia e i 18,5 euro c'è una fascia di distribuzione molto forte che dovrà essere superata per salire fino ai 18,874 euro prima e in seguito in direzione dei 19,37 euro.

Un ritorno di STM sotto i 17 euro aprirà la strada ad un ribasso forte per andare a chiudere un gap a 16,2/16,15 euro, sotto cui si spalancheranno le porte per una flessione fino ai 14,68 euro.

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?

Sto seguendo CNH Industrial che presenta una situazione poco agevole al momento. Il titolo in questa discesa è andato a chiudere un gap, appoggiandosi sul supporto a 8,798 euro.

Il prezzo resta compresso verso il basso e potrebbe andare a colmare un altro gap con primo supporto a 8,32 euro e sostegno successivo a 7,93 euro, la cui tenuta sarà cruciale per evitare un crollo fino a quota 7 euro.

Al rialzo la strada è piuttosto difficile per CNH Industrial che deve superare delle resistenze importanti.

La prima è quella dinamica a 9,39 euro, la seconda è quella storica a 9,83 euro e poi l'ultima a 10,5 euro, oltre la quale il titolo sarà in zona di salvezza.