Ftse Mib: in arrivo ultima gamba rialzista. I titoli da comprare

Per il Ftse Mib la view resta positiva in attesa di nuovi rialzi che dovrebbero durare fino alla metà di ottobre. La view e le strategie di Sante Pellegrino.

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Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Sante Pellegrino, trader indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari.

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Il Ftse Mib sta provando a recuperare terreno dopo il calo delle ultime due sedute. Cosa si aspetta nel breve?

Nelle interviste precedenti avevamo individuato per il Ftse Mib il possibile raggiungimento dello swing storico a 22.200-22490 punti.

L'indice si è avvicinato parecchio a questa soglia di prezzo ed è ancora in una tendenza rialzista fino quando le quotazioni del Ftse Mib non scenderanno al di sotto dei 21.560 punti prima e dei 21.190 punti in seguito.

Finchè queste soglie saranno mantenute, Piazza Affari resterà in una zona positiva e se nel breve dovesse avvenire il superamento dei 22.040 punti da parte del Ftse Mib, questo darà nuovamente spinta per un attacco ai 22.200.

Oltre questo livello l'indice punterà ad area 22.500 prima e in seguito verso i 23.080 punti, il raggiungimento dei quali è atteso con poca volatilità e momentum, al fine di creare quello che sarà un pattern ribassista per l'ultima parte dell'anno.

Visti gli ultimi eventi legati al fattore esogeno del petrolio, possiamo mantenere da una parte la view positiva sul Ftse Mib, ma al contempo è bene tenere d'occhio il livello spartiacque rappresentato dai 21.190 punti prima e dei 20.400 punti in seguito, visto che al di sotto di quest'ultima soglia il mercato diventerà ribassista.

In sintesi mantengo una view bullish su Piazza Affari dove il Ftse Mib potrà salire ancora e dare vita all'ultima gamba rialzista che dovrebbe finire a metà ottobre.

Cosa può dirci in merito al recente andamento dell'S&P500 e del Dax30 e cosa si aspetta ora per questi due indici?

Per il Dax30 il superamento dei 12.390 punti potrebbe dare l'ulteriore spinta al rialzo verso i 12.600/12.700 punti, con l'ultima gamba rialzista fino ad area 12.900.

Per l'indice tedesco torneremo ad essere negativi solo in caso di discese sotto gli 11.890 punti e ancor più degli 11.470 punti.

Con la perdita di quest'ultimo livello per il Dax30 si apriranno scenari ribassisti che potrebbero tradursi in una flessione fino ai 10.950 punti.

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Saranno importanti i due livelli spartiacque rappresentati dai 12.130 e dagli 11.890 punti, supporti fondamentali per la tenuta del trend rialzista.

L'S&P500, malgrado la discesa causata dall'impennata dal petrolio, ha dimostrato di avere ancora una tonicità rialzista.

Fino a quando l'indice non scenderà al di sotto dei 2.900 punti rimarrà orientato verso l'alto, mentre sotto il livello appena segnalato aumenterà il rischio di un calo fino ai 2.825 punti.

Con un ritorno dell'S&P500 al di sopra dei 3.025 punti si avrà un'accelerazione al rialzo verso area 3.050 prima e in seguito in direzione dei 3.111 punti, target dell'ultima gamba rialzista che mi attendo.

Come valuta l'attuale impostazione di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali indicazioni ci può fornire per entrambi?

Unicredit è stato colpito dalle vendite in maniera più decisa di Intesa Sanpaolo perchè è caratterizzato da una maggiore volatilità. La rottura del supporto a 11,12 euro ha dato spazio al raggiungimento del sostegno ancora più forte a 10,67 euro.

L'abbandono di quest'ultimo livello potrà causare una flessione di Unicredit fino ai 10,16 euro, dove si dovrà capire se gli istituzionali saranno intenzionati o meno a farlo ripartire verso l'alto.

Con un ritorno del titolo sopra gli 11,25 euro si potrà guardare allo swing storico degli 11,7 euro, per poi toccare un massimo di breve a 12,25 euro.

A 12,25/12,28 euro si andrebbe a creare una situazione positiva per Unicredit che potrebbe vivere nuovi recuperi verso i massimi dell'anno a 12,8/13 euro.

Per Intesa Sanpaolo notiamo un maggior contenimento della volatilità rispetto ad Unicredit e questo gli ha permesso di soffrire meno nella discesa registrata nelle prime due sedute della settimana.

Intesa Sanpaolo dovrà superare i 2,16 euro per garantirsi ulteriori spazio al rialzo verso i 2,2 euro prima e i 2,3 euro in seguito, per poi andare a fare l'ultima gamba rialzista entro metà ottobre verso i 2,36 euro, rotti i quali si potrà guardare ai 2,5 euro.

Lo scenario rialzista appena descritto sarà valido se Intesa Sanpaolo riuscirà a mantenere il supporto dei 2,07 euro prima e ancor più dei 2,03 euro, visto che la rottura di quest'ultima soglia potrebbe spingere nuovamente verso gli 1,88 e gli 1,83 euro.

Generali si è difeso meglio del Ftse Mib nelle ultime sedute e sta provando ad avvicinare nuovamente quota 17,5 euro. C'è spazio al rialzo nel breve?

Generali si conferma la leonessa di Piazza Affari, presentandosi al di sopra dei massimi degli ultimi due anni e questo è un grande segnale di forza.

Sempre più vicino l'allungo verso i massimi dei 17,96 euro, il raggiungimento dei quali diventerà più credibile con un ritorno di Generali al di sopra dei 17,565 euro. 

Con una spinta al rialzo entro metà ottobre, il titolo potrebbe toccare valori ben superiori al di sopra dei 18 euro, con estensioni fino ai 19,5 euro.

Per Generali sarà fondamentale non abbandonare i 17,03 euro e ancor più i 16,5 euro, perchè al di sotto di tale soglia sarà elevato il rischio di un ribasso fino ai 16,075/15,95 euro.

ENI è tornato a salire dopo il ritracciamento di ieri. Cosa può dirci di questo titolo?

ENI lunedì scorso si è lasciato alle spalle un gap-up sulla scia della forte impennata del petrolio, spingendosi fino alla resistenza ciclica dei 14,45 euro.

Da qui il titolo è tornato indietro fino al supporto dei 14,18 euro, violato ieri ma recuperato già oggi. Il ritorno di Eni al di sopra della soglia appena segnalata può favorire una spinta al rialzo per un ritorno verso i 14,45/14,5 euro, per andare ad agganciare in ipercomprato i 15 euro.

Da questo livello il titolo potrebbe andare a rivedere i massimi a 15,8 euro, realizzando così l'ultima gamba rialzista fino a metà ottobre.

Al ribasso occhi ben puntati ai 13,96 euro, sotto cui ENI potrebbe scendere verso i 13,62 euro, persi i quali la discesa proseguirà in direzione dei 13,08 prima e dei 12,78 euro in seguito.

Enel è tornato da ieri al centro degli acquisti dopo diversi segni meno. Qual è la sua view su questo titolo?

Enel dopo aver superato il massimo del primo trimestre a 5,5 euro, si è spinto fino ai massimi toccati di recente a 6,68-6,8 euro.

Ora sarà importante che il titolo riesca a superare i 6,7 e i 6,76 euro che sono rispettivamente resistenza ciclica e dinamica.

Oltre le soglie appena segnalata ci sarà spazio per un allungo di Enel verso i 6,91 e i 7,1 euro.

Il mancato superamento dei 6,7 e dei 6,76 euro sarà probabile un ritorno del titolo verso i 6,5 euro, sotto cui si apriranno le porte verso i supporti molto delicati a 6,25 e a 6,12 euro.