Oggi sui mercati si apre l'ultimo mese di un anno caratterizzato da eventi estremamente particolari. Come affrontarlo? Le previsioni di Stefano Masa. 

Partiamo da una anoramica generale sui mercati internazionali.

Settimana positiva per i principali indici azionari internazionali. Si evidenzia l’andamento dei listini statunitensi che grazie alle performance messe a segno nella trascorsa ottava riportano il loro saldo YTD in territorio positivo. La migliore rivalutazione settimanale (+6,46%) è quella dell’indice Nasdaq 100 seguito dal suo “simile settoriale” indice Composite (+5,64%) e dal principale e maggior rappresentativo S&P500 (+4,84%). I “saldi da inizio anno” delle altre piazze finanziarie rimangono ancora in pesante territorio negativo: le piazze europee ritornano ad una variazione negativa inferiore alle due cifre fatta eccezione della Germania e della nostra Italia. Al momento il peggior risultato del 2018 è quello riconducibile all’indice Shangai Composite (il rosso si estende oltre i 20 punti percentuali).

Nonostante nel corso della settimana si siano registrati importanti ritorni di prezzo sopra livelli fondamentali (v. quotazioni dello S&P500 ormai prossimi alla media mobile a 200 periodi), gli scambi si sono caratterizzati per l’attesa del G20 e delle conclusioni che trarranno i leader soprattutto in tema di scambi commerciali (v. Usa e Cina).

Molti anche i singoli temi accaduti nel corso della settimana a Wall Street.   

Nell’attesa dell’incontro tra Trump e Jinping in sede di G20, il mercato ha premiato l’atteggiamento da “colomba” tenuto dal numero uno della Fed Jerome Powell. Inaspettatamente si è presentato alla platea con un approccio “dovish” sottolineando come il livello dei tassi sia “appena al di sotto” di quello ritenuto neutrale. È un vero e proprio cambio di rotta rispetto a quello adottato a inizio ottobre facendo reagire favorevolmente l’intero mercato azionario. Bisognerà comunque attendere l’appuntamento in calendario a dicembre (dove è atteso il quarto aumento dei tassi) per avere le nuove stime in tema di tassi futuri.