Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro continua a salire all'indomani dell'estensione del QE annunciata dalla Fed. Si aspetta ulteriori rialzi per questo cross?

Non più tardi di ieri vedevamo la soglia degli 1,07 come pavimento di questa fase storica e 1,09/1,10 come fair value dell'euro-dollaro in questo contesto di mercato.

Sono intervenuti due elementi di debolezza per il dollaro: sicuramente le misure annunciate ieri dalla Fed che in buona sostanza ha detto "non vi preoccupate, compriamo tutto noi".

A questo si sono aggiunte le previsioni dei nuovi sussidi di disoccupazione Usa che usciranno giovedì e che disegnano uno scenario abbastanza preoccupante per lo stato dell'economia americana.

Quest'ultima rischia di vedere un tracollo in questo trimestre e un aumento della disoccupazione in maniera molto significativa.

Le previsioni di aumento dei sussidi di disoccupazione sono di 750mila/1 milione di richieste in più su base settimanale, come non si vedeva dal 2008.

Questo ha creato non poca volatilità sul cambio euro-dollaro, gettando le basi per un ulteriore indebolimento del dollaro.

Personalmente vedo salire l'euro-dollaro fino a quota 1,09/1,095 nel breve, indicando la soglia degli 1,10 come attrattore, visto che quest'area è il fair value del cross come detto prima.



Quota 1,10 è quindi un possibile target da qui alle prossime settimane e almeno nell'immediato non mi aspetto grandi ribassi.

Secondo me l'euro-dollaro è uscito un po' dalla fase di calo e gli elementi che andavano a descrivere una forza superiore del biglietto verde rispetto alla moneta unica sono un po' venuti meno.

Mi riferisco all'andamento dell'economia americana e alla possibile recessione, senza dimenticare le incertezze legate alle elezioni presidenziali.

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Il petrolio continua a mostrare un andamento incerto, pur avendo recuperato dai minimi della scorsa settimana. Cosa aspettarsi nel breve?

Per il petrolio non si può prescindere dalla guerra commerciale: Trump su istanza dei produttori shale oil e shale gas Usa aveva provato a far sentire la sua presenza per cercare di risollevare le quotazioni.

Il presidente Usa però non è riuscito nel suo intento, infatti dopo una iniziale puntata verso i 27/28 dollari si è scesi fino a quota 20 dollari e ora siamo al di sopra dei 23 dollari.

A mio avviso è ancora presto per vedere una risalita significativa del petrolio, perchè la guerra tra Arabia Saudita e Russia continua ad andare avanti, inoltre la produzione e la richiesta di materia prima restano piuttosto deboli, malgrado la Cina stia ripartendo.

Mi aspetto ora che le quotazioni del petrolio possano mantenersi intorno ai valori attuali, quindi probabilmente non assisteremo nè un affondo significativo nè ad un recupero rilevante. 

L'oro sta risalendo con decisione, tornando a flirtare con l'area di 1.600 dollari l'oncia. C'è spazio per ulteriori progressi?

Avevamo detto in precedenza che la dinamica seguita dall'oro è diversa dal punto di vista temporale rispetto a quella di altre asset class.

Il gold è spesso anticipatore di movimenti e per il momento siamo a ridosso dei 1.600 dollari dopo aver toccato livelli abbastanza bassi.

L'oro torna ad essere ad un'alternativa più che un asset rifugio, quindi è forse l'unico investimento che ha un po' di rendimento sul mercato.

Questa salita del gold non è un'apripista ad ulteriori crolli dell'azionario, puntellato dalle Banche Centrali, ma è la ricerca da parte degli investitori di qualche extra rendimento che non esiste da nessun'altra parte in questa fase di mercato.

Non è da escludere quindi che si possano vedere ulteriori rialzi dell'oro verso i 1.650 dollari nel breve.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse?

La presa di posizione molto netta da parte della Fed è stata abbastanza sibillina, con un deciso ritorno degli acquisti sui mercati azionari che mostrano ancora volatilità.

Potenzialmente le Borse potrebbero aver trovato l'area di supporto, cioè una specie di fair value.
Gli indici azionari sono scesi dopo gli eccessi visti sul finire di gennaio, con un deciso ridimensionamento delle quotazioni.

Ora si può ricominciare a fare trading o comunque ad avere un atteggiamento più legato ai fondamentali delle aziende.

Si ritorna un po' a studiare i mercati per quello che effettivamente sono, quindi nel breve mi aspetto un consolidamento delle Borse.

Le Banche Centrali avranno sicuramente un ruolo rispetto ad eccessivi ribassi, ma probabilmente anche rispetto ad eccessivi rialzi.

Mi aspetto quindi un consolidamento delle aree attuali e una risalita molto lenta nei prossimi due mesi, perchè l'attività economica avrà un impatto e questo secondo me deve essere ancora scontato dai prezzi.

Ci potrebbe essere quindi qualche recupero e poi prima dell'estate saremo in grado di capire quali ricadute avrà avuto il coronavirus sull'economia.