Di seguito riportiamo l'intervista a realizzata ad Eugenio Sartorelli, trader e socio ordinario Siat, al quale abbiamo rivolto alcune domande sul fenomeno sempre più dilagante delle criptovalute.

In questi ultimi mesi si registra un crescente interesse sulle criptovalute: può spiegarci in maniera semplice cosa sono? Quale è la sua idea relativamente a questa attività di investimento?

Diamo delle definizioni schematiche di criptovaluta, dicendo in primis che si tratta di una moneta virtuale/digitale che non ha bisogno di una Banca Centrale per essere emessa.
La criptovaluta usa la crittografia (da cui criptovaluta) per una maggior sicurezza delle transazioni e ognuna di queste è garantita da una rete decentralizzata e trasparente (peer-to-peer).

Soprattutto l’ultimo punto richiederebbe molte precisazioni, ma aggiungo solo che la rete paritaria (peer-to-peer) è una delle prerogative per non avere un qualcosa di simile ad una Banca Centrale.
Seguo dal 2013 le criptovalute (all'epoca c’erano solo Bitcoin e Litecoin) e già da allora ero convinto che sarebbero diventate una nuova asset class da detenere in qualsiasi portafoglio.

Chiaramente nel 2018 ciò è ancora più realistico. Non si può che dedicare a questo tipo di asset class una piccola parte del proprio investimento (diciamo massimo il 2%-3%) poiché comunque esiste il rischio di azzeramento del valore.

Quali sono a suo avviso le criptovalute più interessanti e dove è possibile tradarle?

Ovviamente tra quelle più interessanti mettiamo le 2 capostipiti Bitcoin e Litecoin. Segue Ethereum che è secondo al Bitcoin per capitalizzazione. Aggiungo Ripple che è in forte crescita. Come outsider da tradare metto Monero e Dash. Ci sarebbe anche il Bitcoin Cash che nasce da una costola (split) del Bitcoin, ma lo trovo meno interessante.