Di seguito riportiamo l'intervista a realizzata ad Eugenio Sartorelli, trader e socio ordinario Siat, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

I mercati azionari stanno vivendo sedute ad altissima tensione, con pesanti affondi da cui per ora non riescono a riprendersi. Questa situazione è destinata a durare nel breve?

Molto probabilmente la turbolenza dei mercati azionari durerà per tutto il mese di marzo almeno.
I miei modelli ciclici ipotizzano un possibile minimo entro inizio aprile. Purtroppo in fasi di elevata volatilità, qualsiasi modello interpretativo riduce la sua efficacia, poiché la base statistica a cui attingere è minore.

A Piazza Affari il Ftse Mib viaggia sui minimi di fine 2018, ma si è spinto anche oltre. Si aspetta un recupero dai valori attuali o è bene prepararsi a nuove vendite?

Probabilmente nel breve a Piazza Affari bisognerà prepararsi a nuovi ribassi, segnalando che il prossimo livello di supporto forte per il Ftse Mib è a 15.000 punti, corrispondenti al minimo del luglio 2016.

Le scelte della Bce e le misure che questa annuncerà oggi possono arginare il ribasso, ma è in arrivo una forte crisi economica ed i mercati azionari non possono che anticiparla.

ENI e Saipem stanno vivendo un vero e proprio incubo, complice anche l'affondo del petrolio. Ritiene i due titoli appetibili sui valori di prezzo attuali?

ENI è su minimi imbarazzanti per un titolo di questo calibro. Purtroppo i fondi stanno vendendo in modo quasi incondizionato tutto.
Ritengo che acquistare ENI sotto gli 8 euro possa essere un buon investimento per la propria pensione.

Saipem è un titolo che era già messo meno bene di ENI. Difficile dire fin dove potrebbe sprofondare, fermo restando che non è un titolo che comprerei sulla debolezza.

La pesante correzione delle ultime sedute ha creato interessanti opportunità da cogliere nel settore bancario? A quali titoli guarderebbe in particolare ora?

Difficile trovare opportunità in questa fase. L’aiuto che darà la Bce oggi potrebbe giovare soprattutto ai grossi istituti bancari.

Segnalo in particolare Intesa Sanpaolo che quest'anno pagherà un dividendo di 0,192 euro.

Probabilmente questo titolo manterrà una forza relativa ben superiore a quella del Ftse Mib, ma non si può escludere che le quotazioni ritornino sui minimi di giugno 2016.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Azimut e FinecoBank e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Azimut e FinecoBank sono anch’essi titoli in sofferenza. Difficile per ora trovare dei livelli in corrispondenza dei quali potrebbe fermarsi l’attuale ribasso.

Cosa ci dicono gli indicatori di sentiment legati alla volatilità?

In questo momento sia il Vix che il Vstoxx sono sopra al 50%. Livelli ben più elevati si sono avuti solo nell’ottobre/novembre 2008.

La fase attuale è a tutti gli effetti di panico. Solo con discese di volatilità sotto il 30% potremmo dire che la fase di paura è contenuta.