Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte a Roberto Scudeletti, trader indipendente e titolare del sito www.prtrading.it.

Il Ftse Mib sta provando a ripartire dopo aver avvicinato quota 14.000. Ci sono le condizioni per ulteriori recuperi nel breve?

Piazza Affari rimane in un trend ribassista, ma ha dato segnali di timida ripresa che potrebbe essere confermata da possibili ulteriori rimbalzi, seppur in una situazione tecnica ancora negativa.

Nel breve, oltre il massimo di venerdì scorso sopra i 16.180 punti circa, potremo assistere ad una nuova fase di ripresa per il Ftse Mib, con spazio per la media giornaliera a 12 periodi intorno ai 17mila punti.

Da non escludere un'eventuale estensione verso area 17.675 – chiusura gap down – e i 18.410 punti in seguito, sopra cui accelerazione ulteriore in zona 18.650-19.175 punti e l’ex supporto, ora resistenza, sulla media mensile a 100 periodi a 19.570 punti.

Viceversa, sotto i 15.600 punti, per il Ftse Mib sarà probabile un ritorno ribassista verso i 15.110-14.980 e i 14.900-14.690 punti circa.

Al di sotto di queste soglie di prezzo ci sarà spazio per il minimo dell’anno a 14.153 punti che dovrà tenere e favorire una immediata ripresa dei corsi, pena approfondimenti negativi del Ftse Mib a 13.850-13 200 punti e oltre.

Anche nell'ultima seduta prima del week-end Unicredit ha mostrato più vivacità al rialzo di Intesa Sanpaolo. Cosa può dirci di questi due titoli?

Unicredit ha concluso un buon trend ascendente di medio termine, riprendendo il crollo verticale tipico del settore bancario per le note vicende sanitarie oramai globali.

Il titolo ha registrato una recente accelerazione e una finta rottura ribassista di un livello intero, con presente ripresa, ancora identificabile come rimbalzo piuttosto che come inversione rialzista.

Dopo il recente doppio top a 14,43-14,44 euro, per Unicredit abbiamo assistito al recente crollo verticale in area 9,60-9,95 euro prima, proseguito senza paracadute sino sotto i 7 euro, con minimo relativo a 6,41 euro e attuale ripresa tecnica poco sotto gli 8 euro e la media giornaliera a 12 periodi.

Solo oltre gli 8,10 euro si assisterà per Unicredit ad un nuovo impulso rialzista, con supporti a 7,50 e 7 euro e resistenze a 9 e 10,60 euro.

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Intesa Sanpaolo è in caduta libera, in stile quasi noioso e ripetitivo tipico del comparto bancario, dopo un rimbalzo percentualmente interessante, sino alla mancata conferma sopra un livello di prezzo intero, seguita dal presente crollo praticamente verticale, nonostante un ultimo rimbalzo per ora soltanto tecnico.

Alla falsa rottura rialzista di quota 2,40 euro e dopo il massimo relativo a 2,63 euro circa, abbiamo assistito per Intesa Sanpaolo alla profonda discesa di circa metà del prezzo poco sopra 1,30 euro, con presente tentativo di ripresa verso zona 1,50-1,46 euro circa.

Per Intesa Sanpaolo un nuovo scenario rialzista al momento si prospetta molto distante dai prezzi attuali e, eventualmente si può anticipare sopra 1,51 euro, con supporti a 1,40-1,33 euro e prossime resistenze a 1,62 e 1,69 euro.

Telecom Italia ha tirato il fiato venerdì dopo il rally delle tre sessioni precedenti, mentre STM si è spinto ancora in avanti. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

Telecom Italia pareva essere riuscita ad invertire il trend laterale ribassista, caratterizzato da massimi chiaramente decrescenti e da un triplo minimo potenzialmente pericoloso, sulla cui tenuta invece è stata protagonista del recente rialzo.

Quest'ultimo è stato seguito purtroppo da una fase correttiva tramutatasi in crollo verticale e dalla presente ripresa, peraltro ostacolata da una importante resistenza, tra un prezzo intero e un pesante gap down.

Infatti, possiamo osservare per Telecom Italia come il supporto statico intorno a 0,4350 euro, già toccato tre volte nel 2019, dopo un buon rialzo poco sopra 0,59 euro, sia stato fatalmente rotto con la classica figura del gap down, con minimo relativo addirittura a 0,2861 euro e attuale forte rimbalzo, respinto per ora da quota 0,40 euro.

Nuovo impulso rialzista per Telecom Italia sopra 0,4080 euro, con supporti a 0,3880 e 0,37 uro e resistenze a 0,4360-0,4580 euro.

STM era in chiara fase rialzista, caratterizzata da minimi e massimi crescenti, però dopo un evidente doppio massimo ha intrapreso la via della correzione, tramutatasi in crollo arricchito da ricchi gap down, con presente tentativo di rimbalzo, peraltro abbastanza lontano da essere una inversione rialzista.

In concreto sul recente doppio top intorno a 29,40 euro, per STM è iniziata la valanga delle vendite, con caduta verticale delle quotazioni addirittura più che dimezzate a 13,70 euro, e attuale tentativo di ripresa in ampia zona 17,30-15,90 euro circa.

Sopra i 17,30 euro si profila per STM una ripresa dei corsi, con supporti a 16 e 15,55 euro e resistenze a 19-20,30 euro.

Venerdì Snam è stato travolto dai sell, mentre Enel si è mosso al rialzo. Quali strategie ci può suggerire per questi due titoli?

Snam era stata protagonista di un buon trend positivo, sino alla falsa rottura rialzista di un prezzo intero, con un doppio massimo poco sopra che ha dato il via alla recente discesa, diventata crollo verticale con presente tentativo di ripresa, ancora preda dei venditori.

Infatti, al superamento di quota 4 euro, Snam ha intrapreso un chiaro trend positivo, con accelerazione estiva a 4,863 euro e successiva correzione, col prezzo che è poi volato a 5,11 euro, con doppio top decrescente a 5,10 euro e crollo poco sopra 3,18 euro, con attuale ampio timido rimbalzo ostacolato dai venditori in zona 4,27-3,76 euro circa.

Eventuali scenari rialzisti per Snam si avranno sopra 4,09 euro, con supporti a 3,90-3,73 euro e resistenze a 4,37 e 4,57 euro.

Enel aveva intrapreso un chiaro trend rialzista, caratterizzato da massimi e minimi crescenti, sino al recente massimo relativo, in fase di accelerazione verticale, con correzione e massimo decrescente che, assieme alla nota crisi sanitaria mondiale, ha favorito il recente crollo verticale, con presente rimbalzo, respinto dalla prima resistenza giornaliera.

Infatti, al superamento convinto di 5-5,30 euro di inizio 2019, abbiamo assistito per Enel ad un rally che, come spesso capita, nella parte finale ha corso quasi in verticale verso 8,60 euro, per poi ricevere l’attenzione dei venditori, con discesa anche sotto la media giornaliera a 50 periodi intorno ai 7,38 euro circa.

C'è stato poi nuovo massimo discendente a 8,276 euro e inizio di una discesa profonda sino a 5,15 euro, con attuale ripresa sulla media giornaliera a 12 periodi a 6,33 euro che ha respinto il prezzo sino a 5,89 euro circa.

Un nuovo tentativo rialzista per Enel si avrà solo sopra 6,35 euro, con supporti a 6-5,85 euro e resistenze a 6,85-7,25 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo in questa fase di mercato? A quali consiglia di guardare ora?

Monitoriamo con prudenza in ottica Long: AMPLIFON, BPER BANCA, FERRARI, GENERALI e PIRELLI, mentre in chiave ribassista segnaliamo CAMPARI, FINECOBANK, HERA, MONCLER, POSTE ITALIANE e TERNA.