Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte a Roberto Scudeletti, trader indipendente e titolare del sito www.prtrading.it.

L’indice Ftse Mib ha allungato ulteriormente il passo nelle ultime sedute, spingendosi a poca distanza da quota 22.000. Si aspetta ulteriori progressi nel breve?

La Borsa italiana, come sappiamo, rispetto alle sorelle tedesca e americana (col Dow Jones volato a un nuovo record mondiale sopra i 22mila punti!) è molto indietro per “merito” della sua composizione bancaria. Ora, sui nuovi massimi dell’anno, vediamo come reagirà il Ftse Mib a eventuali prese di profitto made in USA (S&P e Nasdaq non hanno segnato nuovi massimi), ossia se confermerà i massimi, proseguendo il rialzo o seguirà il possibile vento correttivo agostiano.

Nel primo caso è ovviamente necessario, nel breve, il superamento dei massimi di venerdì sopra 21962 punti, con primo obiettivo l’area 22100-22220 e i 22500 punti, con estensione verso i massimi del 2015 sui 22870 circa.  Ottimisticamente parlando in ottica di medio termine, un vero rally porterebbe i prezzi prima verso i massimi del 2014 intorno ai 23800-24.000 punti e infine verso la media a 200 periodi mensile che passa ora a 25.390 punti circa.

Viceversa una discesa sotto il precedente massimo di 21.829 punti vedrebbe, al momento, non una inversione ribassista, ma una semplice correzione da prese di profitto, magari come accennato sopra accompagnata da una analoga iniziativa dei venditori compaesani di Mister Trump.

I supporti vanno dalla zona 21690-21510 ai 21400 della media a 24 periodi giornaliera, con eventuale sussulto venditorio (pensavo di aver inventato una parola nuova, invece Treccani lo attribuisce ad un giornale milanese del 1844) verso l’area 21190-21135 punti, che dovrebbe contenere il ribasso, pena una accelerazione ulteriore verso 20880-20700 circa, come dico spesso improbabile ma in Borsa mai impossibile!