Viceversa, la rottura da parte del Ftse Mib dei massimi della scorsa ottava a 22.010 punti, aprirà le porte al secondo attacco del top 2019 a 22.357 punti, sopra il quale ci sarà spazio per i massimi mensili del 2018 a 22.516-22.938 punti e il più basso del 2017 a 23.313 punti, tanto per gradire.

Venerdì scorso Intesa Sanpaolo e Unicredit si sono mossi su sentieri opposti, con il primo in rialzo e il secondo in calo. Qual è la sua view su questi due titoli?

Intesa Sanpaolo tenta ancora di invertire il trend, dopo l’oramai quasi noioso e ripetitivo crollo tipico del comparto bancario, con un rimbalzo percentualmente interessante, sino al ritorno dei venditori che l’hanno spinta su nuovi minimi di periodo.

Questi ultimi sono stati seguiti da una debole ripresa e da nuovi minimi appena crescenti che hanno reso possibile la presente risalita.

Dopo una serie di minimi poco sopra gli 1,86 euro e massimi relativi intorno a 2,26 euro, Intesa Sanpaolo ha oscillato tra 2,13 euro circa e le resistenze della media giornaliera a 12 e 200 periodi in area 2,17-2,185 euro circa, sino alla recente falsa rottura verso i 2,355 euro, con ritorno rapido e violento poco sopra gli 1,80 euro.

Da qui si è avuto rimbalzo verso i 2,08-2 euro, con la media daily a 100 periodi a far da barriera a ulteriori progressi e nuovo capitombolo con doppio minimo poco sopra 1,81 euro e attuale ripresa verso i 2,07 euro circa.

Un ulteriore scenario rialzista di breve per Intesa Sanpaolo si avrà sopra i 2,07 euro, con supporti a 1,970-1,910 euro e prossime resistenze a 2,170 e 2,310 euro.