Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Laura Sovardi, trader indipendente e corresponsabile del sito www.pietro-pitt-origlia.it, alla quale abbiamo rivolto alcune domande sui mercati finanziari.

I mercati azionari continuano a rimanere sulle montagne russe, sempre condizionati dal newsflow relativo al coronavirus. C'è spazio per un recupero o prevede nuovi affondi?

In un clima di risk-off generale, i mercati finanziari continuano a seguire minuto dopo minuto tutte le notizie che provengono dal “coronavirus".

Gli effetti di quest'ultimo iniziano già a farsi sentire su alcuni dati macro che sono arrivati nelle ultime ore e che anticipano una fase recessiva globale per i prossimi mesi.

Al momento non hanno rasserenato più di tanto gli investitori le mosse annunciate dalla varie Banche Centrali, ultime in ordine di tempo quelle della Bce.

Quest'ultima nella serata di mercoledì ha annunciato un pacchetto straordinario di misure che comprendono 750 miliardi di euro di creazione di base monetaria attraverso l’acquisto di titoli pubblici e privati.

Un annuncio che ha avuto comunque un impatto positivo sullo spread BTP-Bund, sceso sotto la soglia dei 200 punti base, perdendo in 24 ore quasi 150 punti.

La Bank of England da parte sua ha tagliato i tassi d’interesse allo 0,1%, con un quantitative easing ampliato fino a 645 miliardi di sterline.

Per quanto riguarda i mercati azionari la volatilità rimane altissima, con il Vix che si è portato oltre i massimi di sempre.

In questa fase credo sia opportuno operare con la massima cautela, anche perché le occasioni per rientrare non mancheranno di certo.

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L'attenzione dei mercati è rivolta principalmente al tema chiave del coronavirus e alle sue implicazioni per l'economia globale. Ci sono altri market movers da tenere d'occhio?

Ulteriori indicatori che il mercato inizierà ad osservare con molta attenzione saranno i dati macro, perchè da questi riusciremo a capire quanto la fase recessiva potrà essere profonda per l'economia globale e soprattutto quanti trimestri saranno influenzati dalla pandemia.

Ieri per esempio i sussidi di disoccupazione Usa sono stati superiori persino alle richieste che si erano avute nel 2008 in piena crisi Lehman Brothers.

In Cina invece a febbraio i vari indici Pmi sono scesi su livelli mai visti da quando ci sono queste statistiche.

A Piazza Affari il Ftse Mib è riuscito per il momento ad arginare la discesa con un minimo poco sopra i 14.000 punti. Ci sono le condizioni per ulteriori rimbalzi o vede ancora vendite?

Sembrano passati anni da quando analizzavamo il Ftse Mib sui massimi degli ultimi 11 anni ed invece sono trascorse poco meno di 4 settimane, con le quotazioni che hanno perso in questo arco di tempo oltre 10mila punti.

Graficamente la prima area da tenere sotto osservazione per il Ftse Mib è quella dei 15mila punti, livello che nelle ultime giornate ha più volte arrestato la forza dirompente delle vendite.

In area 15.000 si potrebbe iniziare a creare quella base da cui avviare un recupero del Ftse Mib in direzione dei massimi di questa settimana situati in area 15.800-15.850 punti e a seguire dei 16.900 punti.

Diversamente, l’eventuale rottura dei supporti spingerebbe velocemente il Ftse Mib verso i 14000 punti e poi a seguire sui minimi degli ultimi 12 anni in area 12.500 punti.

L'euro-dollaro continua a precipitare senza alcun paracadute. Quali i possibili scenari per questo cross ora?

Il bazooka messo in campo dalla Bce ha dato un'ulteriore spinta ribassista alla moneta unica europea che nei confronti del dollaro rompe i minimi di periodo situati in area 1,078.

A questo punto non possiamo escludere discese in direzione degli 1,065 e a seguire verso 1,06.
Per avere segnali di distensione l'Euro-Dollaro dovrebbe riprendere l’area degli 1,09.

Anche l'oro è stato colpito dalle vendite di recente, ma il bersaglio preferito dei ribassisti pare il petrolio in questo momento. Cosa può dici di questi due asset?

Il sell-off generalizzato non ha risparmiato il bene rifugio per eccellenza come l’Oro, i cui prezzi sono tornati a testare i forti supporti situati in area 1450 dollari l’oncia.
La soglia appena indicata rappresenta un buon livello dal quale il gold potrebbe rimbalzare.

Molto forte è stata la discesa del Petrolio che ha pagato a “caro prezzo” la guerra partita oramai due settimane fa tra Russia ed Arabia Saudita, vedendo piombare le quotazioni sulla soglia dei 20 dollari al barile.

Da questi livelli ieri abbiamo visto uno dei rally più ampi di tutti i tempi, con i prezzi che si sono spinti fin verso i 27 dollari al barile.

Questo movimento per ora non cambia il trend primario che rimane impostato al ribasso e nuove vendite, con ritorno sui minimi di periodo, non sono ancora escluse.

Per avere un primo segnale positivo il crude oil dovrebbe andare a rivedere la soglia dei 30 dollari al barile.