Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro è arrivato a lambire l'area degli 1,10 salvo poi tornare indietro, all'indomani della proposta franco-tedesca sul Recovery fund. Cosa aspettarsi ora?

Per il momento stiamo vedendo un rientro dell'euro-dollaro dopo l'entusiasmo della mattinata.

Sicuramente il Recovery fund è uno di quegli elementi importanti, di cui parlavamo anche nelle scorse interviste, per dare uno scossone al rialzo alla debolezza della moneta unica.

Il fatto che il cross non sia riuscito a riconquistare quota 1,10 conferma che ci troviamo in un laterale molto estremizzato, perchè va avanti ormai da fine marzo.

Almeno per il momento mi aspetto una prosecuzione di questa fase di trading, range, con punto centrale intorno ad area 1,09.

Sono stati buoni i dati prospettici pubblicati questa mattina e mi riferisco all'indice Zew tedesco, ma a fare parte dell'area euro non è solo la Germania, ma anche diversi Paesi che hanno ben altre difficoltà.

Per il momento permane la fase laterale del cambio, anche se ci siamo riportati in una situazione di maggiore forza relativa della moneta unica rispetto al biglietto verde.

Da un punto di vista fondamentale però è molto difficile che il cross venga fuori dal trading range con convinzione.
A prescindere dalle notizie che possono influire positivamente sull'una o sull'altra valuta, c'è una tendenza a non sconvolgere eccessivamente i cambi, soprattutto sulle macro aree economiche.

In questa fase così delicata, una svalutazione o una rivalutazione potrebbero significare perdite ulteriori, non necessarie, sul fronte economico.

Non mi aspetto quindi che l'euro-dollaro vada oltre area 1,10 nel breve, fermo restando che ci sono dei fattori positivi per la moneta unica, ma non tali da permettere di superare con decisione quota 1,10.

Al contempo non prevedo grandi ribassi, perchè l'elemento del Recovery Fund è senza dubbio solido e dovrebbe contenere eventuali spinte ribassiste.

L'oro sta allungando il passo oltre quota 1.700 dollari. Ci sono le condizioni per ulteriori rialzi nel breve?

Parlando dell'oro lo vedo al rialzo o che comunque conferma una certa forza relativa.

Dopo aver segnalato come livelli di guardia i 1.725 e i 1.740 dollari, al superamento di quest'ultimo ostacolo abbiamo visto un allungo fino a 1.765 dollari, da cui però è partito uno storno con il ritorno di fiducia sull'azionario.

Il gold però non è sceso sotto 1.730/1.725 dollari per cui sta confermando la fase di forza e la sua alternatività ai Fed Fund americani che sono in prossimità dello 0.

Almeno per tutta la fase 2 mi aspetto ancora forza relativa per l'oro che potrebbe allungare il passo anche fino ad area 1.800 dollari.

Il petrolio è reduce da un recupero molto corposo. Quali scenari si possono ipotizzare ora?

Per il petrolio, venendo meno la fase di instabilità del mercato, quindi problemi nello stoccaggio, tagli promessi e non effettuati dai Paesi che avevano firmato l'accordo, è andata scemando la situazione verificatasi il mse scorso.

Si è avuto un progressivo miglioramento delle quotazioni, con una certa stabilità e ora come primo livello da mettere sotto la lente è quello dei 35 dollari.

Le pressioni al rialzo sono sicuramente maggiori di quelle al ribasso in questa fase, perchè l'economia pian piano si sta riprendendo.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse?

Prendendo come riferimento l'indice più rappresentativo al mondo, l'S&P500, siamo in trading range, quindi senza infamia nè lode.

L'indice si muove tra i 2.750 e i 2.950 punti, ma questa tendenza prima o poi dovrà fare i conti con la realtà.
Venute meno l'euforia e gradualmente l'immissione di liquidità, vedremo un ritorno alle valutazioni.

Per il momento è tutto congelato, quindi siamo in un trading range di 200 punti per l'S&P500, senza una tendenza ben definita.

Nel breve un po' di correzione è possibile, ma per il momento nessuno se la sente di andare short in maniera decisa sugli indici azionari, perchè c'è una fortissima propensione a leggere in maniera positiva una notizia che è tale e a rispondere in modo meno negativo ad una brutta notizia.

Tendenzialmente l'effetto è sempre positivo sulle Borse, ma non so fino a quando potrà durare tutto ciò.
In sintesi un po' di correzione dopo gli eccessi è possibile, ma mi aspetto una prosecuzione di questa fase di forza relativa.