Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Antonio Zedda, Junior Financial Analyst di Unicron Associates, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui principali indici azionari, su valute e comomodities.

L'S&P500 si è spinto su nuovi top di sempre nei giorni scorsi. C'è soazio per ulteriori allunghi?

L’indice americano ha segnato nuovi massimi la scorsa settimana, con una performance dell'1,96%.

I Democratici hanno ottenuto il controllo del Senato, nonostante le forti proteste dei sostenitori del presidente uscente Donald Trump.

Questo per i mercati azionari significa maggiori stimoli fiscali, stimati da Goldman Sachs per un importo aggiuntivo di circa 750 miliardi di dollari.

Queste aspettative hanno influenzato l’andamento del mercato obbligazionario, con il rendimento del Treasury a 10 anni che è schizzato all’1,10%: un campanello d’allarme per i mercati azionari.

Infatti con un debito così alto e quotazioni così elevate, una rotazione verso l’obbligazionario potrebbe portare forti vendite di asset rischiosi.

Sicuramente la FED cercherà di controllare i rendimenti sulle scadenze più lunghe attraverso il cosiddetto controllo della curva, in modo da non creare troppe pressioni sul mercato azionario.

Un altro campanello d’allarme arriva ancora una volta dall’economia reale. Il mercato del lavoro, dopo aver registrato una ripresa nei primi mesi post prima ondata, ha iniziato ad avere un andamento sempre più negativo.

La scorsa settimana il dato NFP è stato addirittura negativo, con -140.000 posti di lavoro nel settore non agricolo, rispetto ai +50.000 previsti.

Valutazioni così alte insieme a questi fattori di rischio, mi portano ad avere una view speculativa short su questo mercato.

Il Dax venerdì scorso ha toccato nuovi massimi di sempre oltre quota 14.000 punti. Qual è la sua view su questo indice?

L’indice DAX, anch’esso positivo, segna una performance del 2.41% su base settimanale.

L’indice tedesco corre sostenuto dalle aspettative di nuove misure di politica fiscale espansive, grazie alla vittoria dei democratici, e a un’economia che, nonostante sia parzialmente bloccata dalle recenti misure restrittive, continua ad essere molto resiliente.

Questo soprattutto dal punto di vista della produzione industriale e della manifattura, che rappresenta la spina dorsale dell’economia tedesca.

Il PMI manifatturiero tedesco continua a rimanere stabile anche nel mese di Dicembre, sopra i 58 punti, sostenuto da un incremento della produzione industriale che a novembre è cresciuta dello 0,9% insieme agli ordini delle fabbriche tedesche che registrano un aumento del 2,4%.

Il tasso di disoccupazione rimane stabile al 6%, ancora al di sopra del periodo pre-pandemia, a cui tuttavia si aggiunge un calo del numero dei disoccupati per il terzo mese consecutivo.

Rimane ancora in una fase di contrazione, al di sotto dei 50 punti, il settore dei servizi.

Sebbene le quotazioni dei mercati europei siano rimaste indietro rispetto a quelle americane, per via della correlazione, i potenziali rischi che stiamo monitorando in USA, sicuramente avranno un effetto negativo su questi mercati, quindi anche nel caso del Dax la view speculativa è short.

L'euro-dollaro continua a scivolare verso il basso: la discesa in atto è destinata a proseguire?

L'euro-dollaro ha chiuso la settimana con  una performance piatta, vicino alla parità.

La vittoria dei Democratici e l’insediamento di Biden hanno spinto il biglietto verde più in alto, sostenuto anche da un aumento dei rendimenti obbligazionari e dunque dall’aumento dello spread con i titoli tedeschi a 10 anni.

Il contesto macroeconomico generale continua comunque ad essere a favore di un indebolimento del dollaro anche per questo 2021.

Non è infatti pensabile un aumento dei rendimenti come sta scontando la parte lunga della yield curve.
E’ solo questione di tempo perchè la FED intervenga per raffreddare il comparto obbligazionario.

E’ importante ricordare che il valore di una moneta non riflette altro che le aspettative sui tassi d’interesse.

Dunque la performance negativa dello 0,4% dell’ultima seduta favorisce la probabilità che io entri long questa settimana sull'euro-dollaro.

L'oro scivola verso il basso senza sosta: cosa aspettarsi per questo asset?

Il metallo prezioso ha chiuso l’ultima ottava con una performance negativa del 2,42%.

Il discorso per il metallo prezioso è molto simile a quello del cambio EUR/USD. Anche qui la forza del dollaro americano e l’aumento dei rendimenti obbligazionari USA hanno portato a forti vendite su questa commodities, che ha registrato la sua peggior giornata negativa da Novembre.

L’oro è un anticipatore dell’andamento dell’inflazione, le cui aspettative a 5 anni sono ora al di sopra del 2% e ciò potrebbe favorire un ulteriore allungo dell’asset in questione.

L’enorme ammontare di liquidità inoltre insieme alla necessità di tenere un dollaro debole nel medio periodo sono da considerare come fattori positivi per il prezzo dell’oro.

Ritengo questa discesa come opportunità per valutare ingressi long sull'oro.