Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Antonio Zedda, Junior Financial Analyst di Unicron Associates, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui principali indici azionari, su valute e comomodities.

L'S&P500 si sta avvicinando nuovamente ai massimi storici. Il rialzo in atto proseguirà nel breve?

L'S&P500 ieri ha continuato a guadagnare terreno, dopo aver chiuso la scorsa settimana con una delle migliori performance settimanali da luglio, segnando un progresso di oltre il 4%.

Il principale driver del rialzo della scorsa ottava è stato la decisione del presidente Donald Trump di varare il piano di stimolo fiscale da 1,8 trilioni di dollari, dopo un iniziale tentennamento che ha portato una serie di vendite sui principali listini USA.

Dal punto di vista dei dati economici, quelli usciti in settimana, mostrano un quadro non del tutto chiaro e l’incertezza continua a perdurare ormai a poche settimane dalle elezioni.

Per quanto riguarda lo stimolo fiscale, potrebbe non essere approvato facilmente anche perché, come riporta il Financial Times, il nuovo pacchetto non sembra avere un quadro strategico del tutto chiaro per fronteggiare l’emergenza in corso.

Ipotizzando uno scenario in cui il nuovo piano non dovesse essere approvato, ci aspettiamo comunque una salita dell’indice S&P500 su debolezza del dollaro.

Quest'ultima rimarrà tale per ancora molto tempo in quanto la FED non può permettersi che il mercato sconti un aumento dei rendimenti obbligazionari soprattutto sulle scadenze più lunghe.

Da un punto di vista puramente speculativo, per l'S&P500 continuo a preferire posizioni short in daily position, perché penso che abbiano un rapporto rischio-rendimento più favorevole, grazie all’alta volatilità che continuerà ancora per molte sedute.

Il Dax 30 si è riportato sopra quota 13.000 punti. Quali le attese per le prossime sedute?

Anche il DAX 30 ieri è salito ancora dopo aver chiuso l’ultima ottava con una performance positiva del 2,85%.

L’indice tedesco, così come la gran parte degli indici azionari europei, è salito spinto dalle speranze dell’approvazione del pacchetto di stimoli USA.

Dal punto di vista economico, sebbene la locomotiva d’Europa continui a mostrare una certa forza, la ripresa inizia a mostrare segnali di affanno.

Il settore trainante continua a essere il manifatturiero, mentre quello servizi perde 2 punti dalla rilevazione precedente, anche se per il mese di settembre ha battuto le stime degli analisti che lo vedevano a 49.1 punti.

Agosto è stato faticoso per l’industria tedesca, come mostrano i dati sulla produzione industriale che si è contratta dello 0,2%, e il saldo della bilancia commerciale in calo rispetto al mese precedente.
Buono invece il dato sugli ordini alle fabbriche tedesche che crescono del 4.5% nel mese di agosto.

I main drivers da monitorare per l’indice Dax 30 sono tre al momento: casi COVID in forte aumento con conseguente pericolo nuovi lockdown, (fattore che potrebbe portare vendite già questa settimana), approvazione ufficiale piano fiscale USA e negoziati UK-EU sulla questione Brexit.

Da un punto di vista speculativo, sarebbe interessante valutare posizioni short proprio sul main driver numero 1, ossia quello del coronavirus, fattore che potrebbe essere confermato da un appiattimento generale della curva tassi tedesca.

L'euro-dollaro si è riportato a ridosso di quota 1,18: si salirà ancora da questi livelli?

L'euro-dollaro ha chiuso la scorsa settimana con un rialzo dello 0,99%, favorito da un forte indebolimento del dollaro americano su possibilità di nuove misure espansive.

Come spiegato nell’analisi sull’indice S&P500, ritengo che la debolezza del dollaro sia necessaria ancora per molto tempo per favorire la ripresa dell’economia americana.

L’euro tuttavia, non risulta particolarmente forte e questo potrebbe portare a vendite nel breve periodo, per cercare asset più sicuri, soprattutto dopo l’aumento dei contagi in Francia, Spagna, Regno Unito e Italia.

Dal punto di vista speculativo ritengo sia opportuno rimanere flat per questa settimana.

L'oro viaggia oltre la soglia dei 1.900 dollari. Ci sono le condizioni per ulteriori rialzi?

L'oro ha archiviato la scorsa settimana con una performance positiva dell'1,51%.

Il metallo prezioso ha beneficiato del forte ribasso del prezzo del dollaro, riportandosi con forza a quota 1.930 dollari.
L'oro potrebbe stornare qualora dovessero arrivare notizie negative sul fronte del pacchetto di stimoli USA, altrimenti potrebbe tranquillamente raggiungere nuovamente i 2.000 nel giro di poche sedute.

Dal punto di vista speculativo, la mia view di medio termine sull'oro rimane rialzista e sono pronto a valutare ingressi long già dai prezzi correnti.