S&P500 e Dax 30 in verde: fuoco di paglia? Occhio a Eur/Usd

L'S&P500 e il Dax reagiscono dopo una settimana molto pesante, ma ora tutto dipende dall'esito delle elezioni Usa. L'analisi di Antonio Zedda.

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Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Antonio Zedda, Junior Financial Analyst di Unicron Associates, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui principali indici azionari, su valute e comomodities.

L'S&P500 rimbalza oggi dopo una settimana molto pesante. Quali i possibili scenari ora?

Il principale indice americano ha perde oltre il 5% nell’ottava appena conclusa.

Il forte aumento del numero dei casi giornalieri, che raggiunge nuovi massimi, e il timore dei nuovi lockdown in Europa, hanno portato ad un forte sell-off anche sui principali corsi azionari americani.

A ciò si aggiunge l’incertezza riguardante le elezioni Usa, evento chiave di questo 2020, che potrà innescare nuovi movimenti ribassisti, qualora non ci dovesse essere un chiaro vincitore.

Sicuramente lo scenario più probabile, nonché quello probabilmente già scontato dai prezzi, vede come presidente Biden con le Camere e il Senato a guida democratica.

Tuttavia, in uno scenario del genere mi aspetto che Trump possa contestare l’andamento delle elezioni con conseguente panico sui mercati.

Dal punto di vista economico abbiamo assistito a un forte rimbalzo del PIL per il terzo trimestre che ha superato le aspettative degli analisti.

Bene anche le richieste iniziali di disoccupazione in calo per la seconda settimana consecutiva, tuttavia la fiducia dei consumatori è scesa ad ottobre da 101,9 a 100.3 punti, senza dimenticare che un’eventuale aspettativa di lockdown potrebbe intaccare negativamente i consumi.

Da un punto di vista operativo, questa settimana preferisco rimanere flat su tutti i mercati per via delle elezioni Usa.

Anche il Dax 30 è reduce da una settimana molto pesante. Ci sono le condizioni per un recupero?

L’indice tedesco è l’asset del mio portafoglio che ha perso di più questa settimana, con una performance negativa di oltre l'8%.

In questo momento il driver principale è nuovamente la possibilità di una nuova chiusura delle economie, a causa del forte aumento della curva dei contagi.

E’ ormai chiaro che è necessario l’intervento della BCE per cercare di sostenere l’economia reale in questo nuovo scenario, come ha appunto fatto intendere nella riunione di giovedì la Lagarde.

Dal punto di vista dei dati economici, in calo la fiducia delle aziende in Germania per il mese di ottobre a causa delle aspettative negative di questi nuovi lockdown, che potrebbe danneggiare ulteriormente il settore servizi e rallentare il settore manifatturiero, spina dorsale dell’economia tedesca.

Il PIL tedesco per il terzo trimestre rimbalza oltre le aspettative e registra un aumento dell'8%.

Da un punto di vista operativo starei flat anche sul Dax 30 questa settimana, anche se possiamo aspettarci un rimbalzo sostenuto da un aumento della massa monetaria da parte della BCE nel breve-medio termine.

L'euro-dollaro sta scivolando verso area 1,16. C'è il rischio di nuovi cali dai livelli attuali?

L'euro-dollaro ha ceduto l’1,77% la scorsa settimana, sia a causa di un rafforzamento del dollaro che continua a interpretare il ruolo di protagonista in scenari di forte incertezza e di panico essendo un bene rifugio, sia a causa di una debolezza proprio della moneta unica.

Quest'ultimo fattore è quello su cui vorrei concentrarmi nell’analisi odierna. Giovedì scorso la BCE ha chiaramente fatto intendere che nel mese di dicembre sarà necessario un ulteriore allentamento della politica monetaria in quanto la crescita economica sta subendo un rallentamento più forte del previsto, soprattutto a causa dei nuovi lockdown.

Inoltre le aspettative negative spingono in basso i consumi e a ciò sta seguendo un forte calo del prezzo delle materie prime e dunque un ulteriore calo dell’inflazione.

Anche le imprese a causa dell’incertezza stanno diminuendo gli investimenti, andando a creare quella che è chiaramente una spirale deflazionistica che Lagarde preferisce chiamare “inflazione negativa”.

Dal punto di vista operativo, mi aspetto un ribasso dell'euro-dollaro a causa proprio di questi fattori, a cui si aggiunge l’incertezza politica americana, che potrebbe portare a un ulteriore rialzo del dollaro. Dunque avendo una view di medio-termine long, preferisco stare flat questa settimana.

L'oro è in recupero oggi, ma si mantiene per ora sotto quota 1.900 dollari. Qual è la sua view su questo asset?

L'oro vive un’altra settimana in discesa, con una performance negativa dell'1,39%.

L’oro continua a rimanere stabile intorno al livello chiave a 1.900 dollari, nonostante stia subendo forti scossoni in queste ultime sedute.

L’andamento al ribasso dell'ultima settimana è dovuto a un aumento dei rendimenti del Tesoro statunitense e a un conseguente rialzo del dollaro.

In generale possiamo notare che la volatilità dell’oro continua a essere molto bassa e questa compressione così prolungata generalmente sfocia in un forte movimento, o al rialzo al ribasso.

Siccome l’ambiente macroeconomico continua a essere favorevole al rialzo dell’oro, possiamo aspettarci un forte incremento delle quotazioni nelle prossime settimane o comunque un primo aumento di volatilità già all'indomani delle elezioni americane.