Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Antonio Zedda, Junior Financial Analyst di Unicron Associates, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui principali indici azionari, su valute e comomodities.

L'S&P500 è tornato a perdere terreno nelle ultime sedute, mantenendosi per ora sopra quota 3.300 punti. Quali le attese nel breve?

L’indice benchmark del mercato americano ha chiuso in rosso la scorsa settimana con una performance negativa del 2,41%.

L'S&P500 è sceso per la seconda settimana consecutiva, zavorrato dal settore energetico dopo il forte crollo del prezzo del petrolio, attualmente sotto i 38 dollari al barile.

Anche il settore tech, al momento quello più monitorato dagli operatori, cede per la seconda ottava consecutiva.
Basti pensare che il Nasdaq, ovvero l’indice tecnologico per eccellenza, si trova a un meno 10% dai massimi di qualche giorno fa.

Il motivo lo possiamo riassumere affermando con certezza, che le quotazioni dei tech sono spaventosamente alte se le confrontiamo ad esempio anche con i corporate profits che stagnano ormai da qualche anno.

Pesa anche il fatto che il rilascio negli Stati Uniti di un ulteriore pacchetto di stimoli prima delle elezioni di novembre sia molto difficile da realizzare.

Interessante notare la correlazione positiva degli ultimi giorni tra Vix e S&P500: noi interpretiamo il recente rialzo del Vix, seguito da un rialzo del corso azionario, come una forma di copertura ( acquisto Vix ) in attesa di un aumento della volatilità che potrebbe esserci a partire dal mese prossimo, con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali.

Dal punto di vista dei dati economici, continuano ad aumentare le richieste iniziali di disoccupazione questa settimana ( 884mila attuali contro le 846mila previste), mentre l’inflazione cresce dello 0,4% ad agosto rispetto a luglio e le aspettative a 5 anni sono ancora sotto il 2% target “naturale” della FED, ma in forte aumento nonostante la disoccupazione sia ancora alta.

Nella settimana iniziata oggi bisognerà dare un occhio di riguardo alla riunione della FED, nella quale Jerome Powell potrebbe approfondire proprio il discorso sull’inflazione e sul target del 2% di media nel tempo.

Dal punto di vista operativo, la mia view sull'S&P500 rimane short e si potrebbero valutare posizioni su un rimbalzo dell’indice a inizio settimana di 30-40 punti.

Sul lato investimenti si potrebbe aspettare uno storno più consistente per costruire portafogli azionari molto interessanti.

Il Dax si è mosso in direzione opposta all'S&P500 nelle ultime giornate. Si aspetta ancora forza per l'indice tedesco?

L’indice tedesco chiude la settimana passata con una performance positiva del 2,80%.

Il Dax, come anche molti altri indici europei, non è stato trascinato dai recenti scossoni del settore tech (vista l’esposizione molto contenuta su questo settore) e si è portato più in alto in quest’ultima ottava.

Nonostante la BCE non abbia accennato a nuovi pacchetti di stimoli, gli indici europei hanno beneficiato comunque della decisione di tenere tassi d’interesse molto bassi e di continuare l’acquisto di titoli di Stato grazie al piano PEPP.

Tuttavia gli investitori rimangono preoccupati su un possibile “No-deal” dopo che l’ottavo round di negoziati UK-EU non è stato molto producente.

Preoccupa anche il forte aumento di casi Covid-19 nei vari Paesi dell’Eurozona. E’ importante citare il caso Israele, primo Paese al mondo ad essere nuovamente entrato in una fase di lockdown totale.

Dal punto di vista speculativo, per chi ha una view short, è preferibile stare flat sul Dax nelle prossime sedute.

L'euro-dollaro sta provando a riportarsi verso quota 1,19. C'è spazio per ulteriori rialzi?

L'euro-dollaro ha concluso la settimana con una leggera performance positiva dello 0,07%.

Il cambio è ancora ingabbiato in una fase laterale che vede come tetto il valore 1,20 e come base l'area 1,175.

Durante la scora settimana l’andamento altalenante è stato determinato da un iniziale indebolimento dell’euro a causa dei negoziati Brexit, e da un successivo indebolimento del dollaro ( dopo dati negativi ) accompagnato da un ulteriore rafforzamento dell’euro tra giovedì sera e venerdì.

Sicuramente ha impattato positivamente sull'euro-dollaro la decisione della BCE di stare in una posizione certamente accomodante, ma in modalità “Wait and see“. Inoltre la Lagarde, al contrario di Philip Lane, non sembra essere preoccupata per l’andamento del cambio in quanto il suo andamento non rientra nel mandato della BCE.

Da un punto di vista operativo e speculativo sarebbe già interessante valutare operazioni long sull'euro-dollaro a partire dall’inizio di questa settimana.

Cosa può dirci in merito al recente andamento dell'oro e quali le sue strategie nel breve?

Anche il metallo prezioso ha archiviato la scorsa ottava in positivo, con una performance dello 0,39%.

La commodity si trova anch’essa in un trading range molto simile a quello dell’euro-dollaro.
Tuttavia le probabilità che le quotazioni dell'oro possano schizzare al rialzo sono molto alte, anche perché lo sfondo macroeconomico è molto favorevole.

Certamente, un'eventuale esplosione della volatilità come era successo tra febbraio e marzo, potrebbe portare pressioni anche sul Gold, per esempio a causa di coperture.

Tuttavia, il fatto che sia FED che BCE siano e rimarranno estremamente accomodanti, che il dollaro continuerà a indebolirsi ancora nelle prossime sedute e che i T-note diano rendimenti reali negativi, mi portano ad avere una forte view rialzista di medio periodo.

Dal punto di vista speculativo si potrebbero valutare posizioni long sull'oro a questi prezzi con target del 2/2,5%.