Con la chiusura di venerdì si è respirato un attimo, un sollievo che però non sembra essere che momentaneo viste le premesse e soprattutto le varie considerazioni che arrivano circa la situazione sui mercati internazionali. Mai come adesso serve una bussola. A fornirla è  Antonio Landolfi Trader Master presso la Trading Room Academy (ant.landolfi@libero.it) .

Dopo una lunga tempesta, finalmente venerdì ha segnato un rialzo del 4,7% sul listino milanese. Sta cambiando qualcosa o si tratta solo di un rialzo momentaneo? 

E’ certamente difficile commentare un indice che dopo la perdita in un mese del 15% senza soluzione di continuità in sole altre 2 settimane, se possibile con maggiore veemenza, ha perso un ulteriore 15%. La vera e propria Caporetto dei titoli bancari ha finito per contagiare l’intero listino provocando delle vere e proprie vendite a pioggia che hanno via via assunto l’aspetto di vere e proprie vendite da panic selling e da “vendite obbligate ” di qualche mano primaria.

Fondamentale è stata la rottura dei 18800-18900 punti, livello orizzontale importantissimo, ora coincidente anche con la MM200 del grafico weekly (è doveroso sottolineare che l’ultima perforazione al ribasso di tale media è avvenuta a febbraio 2008 al valore di 35500 e sappiamo quali effetti ha prodotto…), confermata dall’ulteriore cedimento dei 17800-17750 che avevano contenuto le spinte ribassiste degli ultimi 2 anni.

Naturalmente ora la domanda più ovvia è non solo se ci sarà una reazione, ma se possa essere anche duratura. Premesso che, come più volte sottolineato nei precedenti articoli, per la direzione di più lungo termine sarà fondamentale la chiusura di febbraio del future sull’S&P500 che, se dovesse avvenire al di sotto di 1980, allungherà una brutta ombra su tutti i mercati in quanto si porta dietro lo spettro di ribassi più pronunciati, occorre sottolineare che alcune condizioni perfettamente coincidenti chiamano/esigono un rimbalzo forse anche corposo che comunque sarà difficile da cavalcare: la concomitante prossimità di tutti gli indici/future sui livelli di supporto chiave (16300 per il future italiano, l’area 8450 per il future sull’indice tedesco DAX30, i 1800 punti per quello sull’S&P500…) e la comparsa su tutti delle prime figure di reazione di analisi tecnica. Attenzione però perché quelle presenti sui future europei non sono da ritenersi figure definitive in quanto necessitano, dopo il rimbalzo, comunque almeno di un ritest dei minimi se non forse di nuovi, mentre sembra più affidabile la figura sull’S&P500.