Raggiunto nella notte (e per giunta a porte chiuse) l'accordo per la gestione "ordinata" dei fallimenti bancari. Una maratona che, ufficialmente, doveva mettere in sicurezza un settore delicatissimo del credito per evitare di far pagare ai contribuenti i default delle banche. Ma sarà altrettanto sicuro per i cittadini? Oppure siamo di fronte a un altro ennesimo favore fatto alle banche a discapito del ceto medio? Giancarlo Dall'Aglio, trader esperto nel settore delle commodities, ne ha analizzato gli aspetti più importanti e, guarda caso, meno conosciuti, scoprendo che nelle pieghe di queste decisioni si nasconde ben altro...

Siamo all'inizio di un lungo cammino, anche insidioso, che porterà all'unione bancaria, quello che la Bce e molti governi definiscono come il primo passo verso la vera unità dell'Europa, proprio sul piano economico. L'Ecofin ha già dato inizio alle prime riunioni per stabilire il meccanismo che darà vita a questa "creatura". Sempre che non sia un mostro di Frankenstein...

L’unione bancaria viene salutata da tutti, come una grande conquista, in realtà non è altro che il primo passo verso il più grande furto legalizzato della storia che non viene fatto attraverso le armi tradizionali, come una qualsiasi rapina “standard”, ma attraverso la finanza.

Questa mattina la stampa nazionale riporta le dichiarazioni festanti del ministro dell’economia Saccomanni, il quale parla di grande vittoria dell’Italia sul tema dell’unione Bancaria. “L’accordo raggiunto, permetterà di evitare che vi sia un’altra Lehman Brothers a Roma” Come quasi sempre capita da un bel po’ di tempo a questa parte, chiariamo che non c’è proprio niente da festeggiare e se avete qualche minuto di tempo per leggere questo articolo per intero, capirete perché. Bisogna essere molto chiari con i lettori, perché l’informazione “tradizionale” lo è molto poco su questo tema.