Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, Chief Executive Officer di Unicron Associates, al quale abbiamo rivolto delle domande sugli indici azionari americani e su alcuni titoli Usa.

A Wall Street ieri i tre indici principali hanno chiuso in lieve rialzo dopo il forte calo di venerdì. Il recupero visto di recente è prossimo al capolinea o può proseguire?

Quando i tre indici principali Usa la scorsa settimana hanno rotto i massimi del 17 aprile, mi sarei aspettato un allungo un po' più consistente.

Questo però non è avvenuto e i listini sono tornati a scendere e ciò potrebbe essere un segnale ribassista.
Ci sono state delle sedute simili tra la seconda e la terza decade di aprile, quando però gli indici erano ripartiti al rialzo.

Sarà importante vedere ora come evolve la situazione e quali sono i supporti importanti dai quali il mercato potrebbe rimbalzare.

A Wall Street dunque qualche rischio al ribasso c'è nel breve, ma almeno per il momento non tutto è perduto.

Per il Dow Jones segnalo che il supporto chiave è in area 23.000 e fino a quando le quotazioni si manterranno al di sopra di tale soglia si potrà sperare in un ritorno sui massimi del 29 aprile a 24.764 punti, oltre cui si guarderà a quota 26.000 punti.

In caso di cedimento di area 23.000, il Dow Jones rischierà una flessione verso i 21.000 punti, previa rottura del supporto intermedio in area 22.000 che potrebbe anche frenare la discesa.

Simile il discorso per l'S&P500 che sotto i 2.800 punti troverà un supporto chiave a 2.736 punti, la rottura dei quali aprirà le porte ad un ribasso fino ad area 2.600.

Dai 2.736 punti l'&P500 potrebbe rimbalzare in direzione dei 2.954 punti e una volta rotta la barriera dei 3.000 punti ci sarà spazio per un allungo fino ai 3.100 punti.

Per il Nasdaq Composite il supporto è in area 8.400, sotto cui la discesa proseguirà verso gli 8.200 punti, con step successivo a quota 7.800.

In caso di recuperi dai primi due livelli di supporto l'indice potrebbe avviare un recupero verso i recenti massimi a 8.957 punti.

Lo step successivo sarà a quota 9.000 punti, oltre cui il Nasdaq Composite punterà ai 9.200 punti prima e in seguito ai top in area 9.600.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Apple e quali le sue attese nel breve?

Apple proprio nella seduta di venerdì scorso era arrivato a sfiorare i 300 dollari per poi ripiegare.
Questo potrebbe essere un segnale ribassista e ora il titolo troverà un primo supporto a 280 dollari e un sostegno successivo a quota 270 dollari.

E' probabile che Apple possa muoversi tra i 280 e i 300 dollari e al superamento di quest'ultimo livello si andrà a recuperare la perdita accusata in occasione del crollo.

Il primo target è la chiusura del gap del 24 febbraio a 312 dollari, oltre cui Apple punterà ai massimi storici in area 327 dollari.

La mia view sul titolo è positiva, pur non escludendo qualche rischio nel breve.

Tesla ieri ha vissuto una seduta brillante con un forte rally. Quali indicazioni ci può fornire per questo titolo?

Tesla ha fatto il pieno di acquisti dopo che il gruppo ha annunciato di aver brevettato una batteria da oltre un milione di km.

Ora il supporto chiave è a 680 dollari, sotto cui il titolo rischierà una flessione fino ai 560 dollari.

Il buon rialzo di ieri lascia ben sperare e apre le porte ad un primo target verso area 840 dollari prima e 8880 dollari in seguito, prima di pensare ad un ritorno sui massimi storici in area 968/969 dollari.

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Wall Street?

Sto seguendo Facebook che ha praticamente recuperato quasi interamente la perdita accusata durante il sell-off targato coronavirus.

In teoria potremmo aspettarci un ritracciamento del titolo verso i 196/193 dollari e in caso di cedimento di questa soglia si andrà verso i 184 dollari.

Se Facebook riuscirà a reagire potrà tornare verso i recenti top a quota 209 dollari, ultimo baluardo da abbattere prima di un ritorno sui massimi storici in area 224 dollari.