Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, Chief Executive Officer di Unicron Associates, al quale abbiamo rivolto delle domande sugli indici azionari americani e su alcuni titoli Usa.

A Wall Street i tre indici principali continuano a salire in attesa di conoscere l'esito delle elezioni presidenziali. Quali gli scenari attesi?

Gli indici stanno reagendo dopo essere scesi sui minimi di settembre scorso e ora tutta l'attenzione è rivolta alle elezioni, l'esito delle quali potrebbe anche compromettere il recupero in atto, motivo per cui è bene prendere in esame anche una view ribassista.

In caso di flessioni infatti gli indici potrebbero andare a rompere i minimi, per cui si potranno valutare ingressi short o attendere che il mercato scarichi la volatilità, per poi cercare un ingresso long.

Partendo dal Nasdaq Composite, il 30 ottobre sono stati segnati i minimi di periodo a 10.822 punti, mentre il supporto subito sotto è in area 10.750, oltre cui si guarderà ai minimi del 24 settembre a 10.520 punti.

L'eventuale violazione di quest'ultima soglia spingerà il Nasdaq Composite verso i 9.750 punti, quindi se il mercato dovesse scontare in modo negativo l'esito delle elezioni, questi sono i livelli da prendere in considerazione.

Al rialzo la resistenza chiave ora è a 11.250 punti, oltre cui il Nasdaq Composite si spingerà verso area 11.500 prima e in seguito in direzione di quota 12.000.

Anche l'S&P500 è quasi arrivato sui minimi del 24 settembre scorso a 3.209 punti, con un rimbalzo che lo sta proiettando ora verso quota 3.390/3.400 punti, con conseguente chiusura del gap del 21 ottobre.

In caso di ulteriori forza l'S&P500 punterà ai 3.440 e ai 3.480 punti, con target successivo i massimi del 12 ottobre in area 3.550.

Al ribasso da monitorare i minimi in area 3.209 punti, sotto cui l'S&P500 scenderà verso i 3.120 e i 3.000 punti.

Il Dow Jones a fine ottobre ha toccato dei minimi un po' più bassi di quelli del 24 settembre, scendendo in area 26.140.

L'indice però ha ripreso quota ed è andato a chiudere oggi il gap a 27.460 punti, oltre cui ci sarà spazio al rialzo fino ai 28.250 prima e in direzione di area 29.000 in seguito.

Anche per il Dow Jones prendiamo in considerazione lo senario ribassista che si è andrà a materializzare con la rottura dei minimi del 30 ottobre in area 26.140, sotto cui si rischierà un affondo verso i 25.000/24.500 punti.

McDonald's sta provando a risalire la china dopo la discesa partita da metà ottobre. Cosa può dirci di questo titolo?

McDonald's ha trovato un supporto in area 210 dollari, sostegno che troviamo tra fine agosto e inizio settembre.
Per il titolo ora segnalo una resistenza a 217,98 dollari che coincide sostanzialmente con i massimi del 13 febbraio scorso.

Se McDonald's riuscirà a violare questo top potrà puntare alla chiusura del gap del 28 ottobre a 222,92 dollari.
L'ostacolo successivo è in area 225 dollari, oltre cui ci sarà spazio di crescita fino ai 230 dollari.

I minimi di McDonald's sono intorno ai 210 dollari, sotto cui si scenderà verso i 200/195 dollari.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Tesla e quali strategie ci può suggerire per questo titolo?

Tesla dai massimi del 14 ottobre a 465,9 dollari è sceso e ha toccato un minimo il 30 ottobre a 379,11 dollari, da cui ha avviato un rimbalzo.

La prima resistenza ora è in area 420 dollari, da violare per innescare un allungo verso i 460 dollari, superati i quali si guarderà ai top dell'1 settembre in area 500 dollari.

Al ribasso dai 380 dollari Tesla scivolerà verso i minimi del 24 settembre in area 351 dollari e in seguito in direzione di quelli dell'8 settembre a ridosso di quota 330 dollari.

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Wall Street?

Segnalo Goldman Sachs che a mio avviso è interessante dopo aver segnato il 30 ottobre i minimi a 185,52 dollari, livello che coincide all'incirca con i minimi del 23 settembre e con la resistenza violata il 26 maggio scorso.

L'area dei 185 dollari funge ora da supporto, la cui rottura vedrà Goldman Sachs scendere verso i 170 dollari, forse anche fino ai 165 dollari.

Al rialzo invece la resistenza chiave è a 195 dollari, oltre cui si guarderà ai 205 dollari prima e in seguito all'area dei 215 dollari.