Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Antonio Zedda, Junior Financial Analyst di Unicron Associates, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui principali indici azionari, su valute e comomodities.

L'S&P500 ha rimbalzato in chiusura di settimana e sembra tenere per ora la soglia dei 2.500 punti. Ritiene sia stato raggiunto un bottom da cui ripartire?

L’S&P500 ha perso oltre il 25%  dal massimo del 12 febbraio, entrando formalmente in un  bear market.
I principali driver del ribasso sono stati la diffusione ormai pandemica del coronavirus e la mancanza di liquidità.

Ciò ha costretto la Federal Reserve ad intervenire con una iniezione di 1.500 miliardi di dollari in 3 giorni. espandendo il proprio bilancio come non si vedeva dalla crisi finanziaria del 2008.

Ieri poi a sorpresa la Fed ha azzerato i tassi di intesse, tagliandoli dell'1% allo 0%-0,25% e annunciando un piano di quantitative easing da 700 miliardi di dollari. 

Devo ammettere che mi ha sorpreso il rimbalzo di quasi il 10% messo a segno nella seduta di venerdì, durante la conferenza di Trump che ha dichiarato emergenza nazionale per gli Stati Uniti per via del coronavirus, sicuramente per avere una ripartenza degli indici azionari.

Per l'S&P500 è necessario che vi siano ulteriori certezze riguardo agli stimoli fiscali, arma che, combinata alle misure annunciate ieri dalla Fed, potrebbe far ripartire l’indice azionario.

Per questo motivo, dopo il rally di venerdì scorso è bene attendere nuove indicazioni prima di posizionarsi long sull’S&P500 e aspettare che la volatilità diminuisca almeno sotto il livello dei 40 punti di Vix.

In sintesi credo che la strategia migliore in questo momento sia quella di rimanere flat.

Il Dax ha recuperato poco meno dell'1% prima del week-end. C'è il rischio di ulteriori ribassi dai livelli attuali?

Sicuramente l’Europa è decisamente più esposta, almeno per il momento, al problema coronavirus.
Infatti il numero dei casi in Italia, il paese più colpito dal virus, continua ad avere una media di crescita esponenziale.

Gli altri paesi, come Francia e Germania, hanno visto crescere il numero di casi da un giorno all’altro.

La Spagna addirittura ha varato lo stato di emergenza, mentre in Germania la risposta del Governo è stata molto tempestiva, con la decisione di concedere prestiti alle imprese tedesche per oltre 500 miliardi di euro, in modo da sostenere l’economia.

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Non si può dire altrettanto della BCE che si è limitata ad un estensione del QE e a nuove tranche di Tltro, senza tagliare i tassi di interesse.

Tutto questo ha portato ad un grosso sell-off giovedì scorso sui principali indici europei, compreso il Dax che ha archiviato la scorsa ottava con un ribasso del 16,5% su base settimanale.

Per l'indice tedesco le prospettive rimangono ribassiste e per via dell’eccessiva volatilità è preferibile stare flat e attendere un calo di quest’ultima prima di operare.

L'euro-dollaro ha continuato ad arretra dai recenti top, mettendo sotto pressione anche quota 1,11. Quali le sue indicazioni per questo cross?

Dopo un rally che ha portato l'euro-dollaro a sfiorare il livello degli 1,15, si è avuta una brusca correzione la scorsa settimana, dovuta al peggioramento della situazione nella zona euro.

Il cross ha raggiunto il suo minimo a 1,105 giovedì, durante il discorso della Lagarde.

Credo che l'euro-dollaro offra interessanti opportunità di acquisto ora, anche alla luce delle mosse annunciate ieri dalla Fed che influiscono negativamente sul biglietto verde.

La mia view sull'euro-dollaro dunque è long e mi aspetto un primo target in zona 1,15, superata la quale ci sarà spazio per correre poi anche verso 1,17/1,18. Dal punto di vista macroeconomico, il giusto fair-value del cross dovrebbe essere intorno al livello di 1,25.

Anche l'oro è finito nel mirino dei ribassisti e si sta dirigendo a grandi passi verso area 1.500. Come spiegare questo ribasso visto lo scenario risk-off e cosa aspettarsi ora?

Il gold ha chiuso una settimana negativa, nonostante sia un bene rifugio, ma continua ad essere venduto da parte dei grandi operatori per coprire le posizioni in Margin call, e dalle Banche centrali, come Giappone e Venezuela, per avere liquidità pronta da utilizzare.

Penso però che il gold possa continuare a regalarci performance positive, grazie anche ai tassi d’interesse così bassi.

Uno storno dell'entità cui abbiamo assistito nei giorni scorsi potrebbe essere una buona occasione per costruire operazioni long.

La mia view dunque è rialzista sull'oro, anche se potrebbe esserci un momento di lateralità prima di assistere ad una ripresa della salita.