Sanofi e GlaxoSmithKline sono entrati in ritardo nel business del vaccino per il Covid-19. Tuttavia, dicono gli analisti, nel caso in cui la pandemia perduri hanno le carte in regola per assumere un ruolo da protagonista sul mercato. E i loro titoli sono scambiati a prezzi convenienti.

Titolo: Sanofi

Isin: FR0000120578

Morningstar rating: 4 Stelle

Grazie alla recente acquisizione di Translate Bio per 3,2 miliardi di dollari, Sanofi entra nel business dei vaccini a mRNA. Secondo gli analisti di Morningstar questa operazione rafforza la pipeline dell'azienda, che è uno dei pilastri chiave che sono alla base dell’Ampio Economic moat della casa farmaceutica francese, ma nonostante questo non modificano il fair value del titolo che resta invariato a 86,45 euro (report aggiornato al 3 agosto 2021).

“Grazie a questa operazione Sanofi sarà in grado di competere con i maggiori produttori di vaccino mRNA ma crediamo sarà costretta a rimanere ai margini del business legato alla profilassi per il Covid-19. Il vaccino prodotto da Translate Bio è ancora in fase di approvazione e nella più rosea delle previsioni potrebbe sbarcare sul mercato per la fine del 2022, quando presumiamo che la domanda di sieri nei paesi Occidentali si sarà ridotta in maniera significativa. Nel caso, però, che emergano nuove varianti del Coronavirus, l’azienda francese potrebbe giocare un ruolo nel mercato dei vaccini mRNA Covid-19. Inoltre, se i prezzi dei sieri dovessero salire dagli attuali livelli fortemente scontati, per Sanofi potrebbe diventare un business attraente. Ci aspettiamo poi che Sanofi possa fare leva sulla tecnologia mRNA per entrare anche in altri mercati come l’influenza”, dice Damien Conover analista azionario di Morningstar. “Nei prossimi cinque anni ci aspettiamo una crescita media del fatturato del 3% per effetto dall’espansione nei principali mercati di riferimento e un miglioramento dei margini di profitto”.

Titolo: GlaxoSmithKline

Isin: GB0009252882

Morningstar rating: 4 Stelle

GlaxoSmithKline ha perso quasi il 20% della sua capitalizzazione di mercato da inizio anno (al 13 novembre 2020) e ora è scambiata a un rapporto Prezzo/Fair value di 0,8 (report aggiornato al 6 novembre 2020).

GlaxoSmithKline ha guadagnato oltre il 10% negli ultimi tre mesi (in euro al 6 settembre 2021) anche in scia ai buoni dati riportati nel secondo trimestre, ma il titolo continua a essere scambiato a un tasso di sconto di circa il 15% rispetto al fair value di 17,30 sterline (report aggiornato al 30 luglio 2021). “I numeri dell’ultima trimestrale sono stati superiori alle nostre aspettative, con la crescita dei ricavi che è stata maggiore delle nostre stime grazie alle vendite di coadiuvanti pandemici, ma al momento non alziamo la stima del fair value”, dice Conover.

“Continuiamo a credere che il mercato sottovaluti il potenziale di Glaxo. Il gruppo farmaceutico britannico è riuscito a costruirsi una forte posizione di vantaggio all’interno del settore healthcare (Economic moat nella misura di Ampio) grazie a un portafoglio marchi esteso e ben diversificato (che la mette al riparo dalla scadenza di alcuni brevetti), a una rete di distribuzione superiore a quella dei competitor e alla leadership nel segmento delle malattie respiratorie. Questo le garantisce non solo di realizzare elevati margini di profitto, ma anche di reinvestire i capitali in ricerca e sviluppo in modo da prolungare e rafforzare il primato sul mercato. Inoltre, Glaxo sta concentrando la sua ricerca sul sistema immunitario e sullo studio del genoma per la produzione dei farmaci di nuova generazione e la sua offerta nei segmenti vaccini e prodotti da banco le offre un buon posizionamento nei mercati emergenti”.

Di Francesco Lavecchia