Come sta accadendo in altri paesi del mondo, anche in Italia si sta assistendo alla corsa in Borsa dei titoli delle aziende di piccola e media capitalizzazione che stanno lasciando indietro i Large cap.

Il dato risalta guardando la composizione dei portafogli dei fondi dedicati al Belpaese. Nelle prime 10 posizioni (fino al 27 aprile e in euro) si piazzano gli strumenti che hanno una forte (o esclusiva) presenza netta di azioni di società small e mid cap.

I primi 10 fondi della categoria Morningstar Azionari Italia da inizio anno

L’azionario Italia è sopravvalutato

Guardando a Piazza Affari più in generale, l’indice Morningstar Italy nell’ultimo mese ha guadagnato lo 0,62%, portando a +11,2% la performance da inizio anno. In quattro settimane il paniere Global Markets ha segnato +2,5% (+11,5% da gennaio).

Indici Morningstar Italy e Global Markets a confronto da inizio anno

Dati in euro aggiornati al 27 aprile 2021

Fonte: Morningstar Direct

Secondo il Global Market Barometer di Morningstar, il mercato azionario della Penisola a questo punto è sopravvalutato del 2% rispetto al fair value (relativamente alle stock coperte dall’analisi Morningstar. Dato in euro aggiornato al 27 aprile 2021). Una situazione non troppo diversa da quella vista il mese scorso.

Cosa spinge le piccole

Sul buon stato di forma delle small e mid cap italiane sicuramente pesa il fatto che il tessuto economico del paese, di cui la Borsa è espressione, sia formato in larga parte da piccole e medie imprese. Ma ci sono altri elementi da prendere in considerazione e che di solito, anche in altre aree del mondo, favoriscono la corsa delle aziende i cui guadagni dipendono maggiormente dall’economia domestica.

Ad esempio le discrete previsioni di medio periodo sull’andamento del Prodotto interno lordo (Pil). Secondo lo Scenario Moderato per i principali paesi del mondo elaborato dall’agenzia di rating sul debito DBRS Morningstar, l’outlook per il Pil italiano parla di una crescita del 5% quest’anno (pari a quella degli Usa) che diventerà +3,5% nel 2022 (-8,9% nel 2020). In questo caso si considera, a livello mondiale, il progressivo successo delle misure di contenimento del Coronavirus nella prima metà del 2021 che, dice DBRS Morningstar, permetterà di arrivare a un allentamento delle misure di distanziamento sociale.

Nello scenario definito Avverso (scarso successo per buona parte del 2021 delle misure di contenimento del virus) il Pil dell’Italia crescerebbe del 2% nel 2021, per passare comunque al 4% l’anno prossimo.

Secondo l’ultimo “Sentiment Index”, intanto, gli investitori professionali italiani certificati CFA sono positivi sulle prospettive dell’economia domestica per quanto riguarda i prossimi sei mesi. Il paniere (frutto di un sondaggio mensile fra i Chartered Financial Analyst realizzato in collaborazione con  Il Sole 24 Ore Radiocor ) ha segnato un valore pari a 48,9 (+0,1 rispetto alla rilevazione precedente). In pratica si tratta di livelli vicini ai massimi dal 2016.

Sta poi per scadere la data per la presentazione alla Commissione europea del recovery plan (per ottenere i circa 2mila miliardi che saranno messi a disposizione per limitare le differenze economiche fra i diversi stati dopo lo shock prodotto dalla pandemia di Coronavirus) da parte dei paesi della regione. E l’Italia, insieme ad altri paesi del sud dell’area, secondo DBRS Morningstar dovrebbe essere fra i maggiori destinatari di buona parte dei fondi.

Di Marco Caprotti