Il segmento dei beni di consumo difensivi europei cresce, ma non riesce a tenere il passo con il resto dell’azionario del Vecchio continente. E in questa situazione, dicono gli analisti di Morningstar, conviene fare attenzione all’effetto che sul comparto può avere il ritorno dell’inflazione e l’evoluzione dello shopping online dopo il Coronavirus.

L’indice Morningstar Europe Consumer Defensive in un anno (fino al 22 novembre e in euro) ha guadagnato il 18,17% (+18,35% da gennaio). In 12 mesi il paniere Europe ha segnato +28,1% (+24,3% da inizio anno).

Confronto tra indice Morningstar Consumer Defensive Europe e Europe (1 anno)

Dati in euro aggiornati al 22 novembre 2021

Fonte: Morningstar Direct

Occhio all’inflazione

Il primo elemento da tenere in considerazione quando si parla di consumer defensive è il costo più elevato delle materie prime che, da quest’anno, sta iniziando a incidere sull’inflazione. “Il carovità è determinato dall’andamento di un gran numero di commodity”, spiega IoannisPontikis, analista di Morningstar. “Ma ci sono due prodotti i cui costi sono notevolmente più elevati e che stanno rapidamente influendo su molti beni di consumo: il petrolio e l'olio di palma”. Entrambe le materie prime sono aumentate di oltre il 200% in un anno.

Andamento petrolio e olio di palma

Dati al 28 settembre 2021

Fonte: Morningstar Direct

“Il rally del prezzo del petrolio aumenterà i costi di imballaggio nei segmenti in cui l’uso della plastica è prevalente, come l'acqua in bottiglia, oltre a far lievitare i costi di distribuzione”, dice l’analista. “Per ottenere un portafoglio pronto per l'ondata di inflazione, consigliamo di avere società che abbiano la capacità di trasferire i costi crescenti al consumatore”.

Shopping online, nessuna rivoluzione. Per ora

Un altro fattore da tenere in considerazione è la spesa via Internet, visto che il Covid ha avuto un impatto senza precedenti sulla possibilità di fare acquisti attraverso questo canale. “Riteniamo che l’evoluzione sia stata anticipata di diversi anni in tutti i mercati”, dice l’analista. “Tuttavia, almeno per ora, non prevediamo un cambiamento sostanziale nei livelli di penetrazione. La maggior parte degli ordini online è arrivata da consumatori che hanno scelto di acquistare i loro generi alimentari via Internet, dato il rischio di infezione che derivava dal visitare i negozi. Con l'avanzare dell'immunizzazione e la revoca delle restrizioni, stiamo iniziando a vedere i primi segnali di rallentamento in questo canale. Detto questo, riteniamo che i negozi di alimentari, che da tempo hanno un focus strategico sull'automazione, abbiano già una posizione di vantaggio per sfruttare ancora bene questa opportunità.

Andamento shopping online

Dati al 28 settembre 2021

Fonte: Morningstar Direct

Di Marco Caprotti