Diventa ancora una volta protagonista in negativo della scena obbligazionaria: delle vicende politiche che coinvolgono la lira turca non scriviamo (ne sono piene i siti generalisti) ma un approfondimento di quelli operativi è invece opportuno. Dopo una giornata intensa, irrazionale e sotto certi aspetti contraddittoria per chi è esposto sui bond in Try.

Numeri a confronto

Il benchmark di riferimento, il governativo turco nella divisa locale (che lo ricordiamo non è scambiato sui mercati internazionali) è passato dal 14% al 18,8% di rendimento a cavallo del week-end. Intanto la “yield curve” si è ancor più collocata al rialzo sulla parte breve, con la scadenza a 1 anno salita dal 13,8% al 21,3%, mentre tutti gli altri tratti hanno confermato un tendenziale appiattimento. Ciò si verificava già prima ma nell’arco di poche ore ha assunto caratteristiche ancor più nette. Sul fronte delle emissioni in Try quotate sul Mot e riferite alle solite banche sovranazionali di sovvenzionamento dell’economia (Bei, World Bank ecc.) il caos ha avuto il sopravvento, con volatilità alle stelle, switch violenti e spread in alcuni casi impazziti. Infine la valuta di Ankara ha rischiato di tornare a toccare i 10 contro euro per poi chiudere la seduta a 9,37. Un cocktail insomma esplosivo in cui muoversi è stato molto difficile per chi clicca sui tasti di un computer allo scopo di effettuare scambi o di cercare di salvare il salvabile. Essendo la componente deflagrante di natura politica (l’ennesimo intervento di Erdogan sulla Banca centrale) è evidente che il tutto è avvenuto senza segnali premonitori.

Bene i prezzi “casuali”   

Ancora una volta è successo che chi ha messo ordini al ribasso in acquisto (lasciateci definirli in slang “ad minchiam”!) può aver colpito il centro del bersaglio. È una lezione che l’operatività in Try sta dando da tempo, poiché il mercato si muove alla rinfusa, senza alcuna logica, con cali e successivi rialzi dettati più da volumi e spread che da una razionalità di trend. Qualche esempio? L’Ebrd 13% 2024 (Isin XS2280643276) ha messo a segno sul Mot scambi a 87,2 verso le ore 12.00 per poi salire a 91 nel pomeriggio, quando su altri mercati si muoveva in direzione diversa. Inevitabilmente altrettanto ballerino il Bei 10% Mz22 (Isin XS1574041999), che avendo una vita residua a 1 anno ha incrementato la volatilità intraday con una variazione finale di seduta tutto sommato modesta (-1,17%), sebbene già da alcuni giorni desse avvisaglie di debolezza. Se i tassi fissi sono un po' andati per la loro strada gli zero coupon si sono dimostrati più allineati al benchmark governativo: il Bei Zc St22 (Isin XS0318345971) ha perso in una seduta quasi l’8%, mentre l’Ifc Zc Mz24 (Isin XS1577729020) si è limitato a un -4%, con però spike ultra ribassisti verso le ore 12.00. In conclusione il mercato in Try si è dimostrato di difficile gestione, convulso e con il solo criterio dominante di passaggi tra le diverse parti della curva, a favore soprattutto di vendite sul tratto cortissimo, come già detto precedentemente. 

Cosa si può fare

Sintetizziamo ora le ipotesi possibili per chi opera sulla valuta turca.

  • Nel caso si sia investiti senza il supporto di un conto specifico in Try – scelta inopportuna - si può cercare solo di abbassare i prezzi di carico riferiti al cambio sfruttando la sua probabile volatilità futura, sebbene occorra considerare gli spread riferiti sia al cross (applicati dagli intermediari) sia al book (derivanti dalla diversa liquidità dei titoli), che possono essere penalizzanti.
  • Nel caso si sia investiti con il sostegno di un conto in valuta si può sfruttare l’anormalità della curva passando da scadenze lunghe su quelle corte (per esempio a un anno), allo scopo di compensare in prospettiva parte delle probabili perdite.
  • Se si fa trading veloce la logica dei prezzi esasperatamente al ribasso (“la va o la spacca”) si conferma ancora una volta vincente, benché in questo caso l’aiuto dell’analisi grafica serva poco. 

Un discorso a parte riguarda i governativi turchi in dollari, i più colpiti dalla tempesta delle ultime ore. Di questi scriveremo nei prossimi giorni.