Nel 2021, la maggior parte delle aziende che rientrano a pieno titolo tra i giganti della tecnologia, ai tempi della loro fondazione sono state avviate come piccole startup

Facebook ne è un esempio: è infatti iniziato da una rete di scuole private a budget zero. E ancora, possiamo citare Google, nato da un progetto di ricerca di due studenti di Stanford. E infine Amazon, la cui azienda (che inizialmente era una libreria online) fu fondata in un garage, e i cui primi investitori furono i genitori del fondatore Bezos. I tre colossi del web hanno qualcosa in comune: sono state lanciate come startup.

Se sei approdato qui, la tua domanda che ti ha condotto a questo articolo è questa: come avviare una startup?

Iniziamo con una buona notizia; non è necessario essere Bezos o Zuckerberg per avviare una startup di successo. 

Purtroppo, però, spesso una buona idea non basta.

In questa guida step-by-step, scoprirai come avviare una startup e quali sono i passaggi necessari che ti condurranno da un’idea ad un’azienda di successo.

Avviare una startup, fase preliminare: l’idea

Il primo step per avviare una startup è quello di trovare un problema comune e proporne una soluzione; le startup di successo, infatti, iniziano da idee che devono soddisfare al meglio le esigenze di un target ben definito di utenti.

Non si tratta, necessariamente, di inventare un prodotto o servizio del tutto nuovo.

Si può, infatti, pensare di aggiornare qualcosa di già esistente, in modo che però la vita dei consumatori venga migliorata e semplificata; questo può avvenire aggiungendo nuove funzionalità, proponendo nuovi utilizzi per prodotti molto in voga, modificando l’aspetto di un prodotto di comune utilizzo per renderlo più funzionale.

Come avviare una startup? Controlla la tua idea

Ma la prima domanda che devi porti, ancor prima di domandarti come avviare una startup, dovrebbe in realtà essere un’altra. La prima cosa da fare, infatti, dovrebbe essere controllare se la tua idea è già stata implementata in precedenza da qualcun altro.

Se la risposta è negativa, è importantissimo che, prima di lanciarti nell’avvio del progetto, tu ti chieda il perché: trovare a risposta, infatti, potrebbe risparmiarti molto tempo e denaro.

Nel primo caso, infatti, se un’altra persona ha lanciato la sua startup con la tua stessa idea, sarà facile trovare tracce sul web e analizzare la startup in questione; ma se online non si trovano informazioni, o peggio ancora, se dovessi trovare informazioni su una startup basata sulla medesima idea, ma l’azienda ha fallito, probabilmente l’idea non è richiesta.

Una delle caratteristiche fondamentali di una startup, infatti, è quella di essere innovativa: la startup deve risolvere un problema comune alle persone, migliorare la loro vita. Se il problema che la startup risolve non è comune e non c’è quindi richiesta per risolvere questo problema, la startup è probabilmente destinata al fallimento.

E questa, purtroppo, è una situazione ben più comune di quanto si possa pensare.

Prima di lanciarti nell’avvio di una startup, quindi, è bene procedere ad una ricerca di mercato, facendo anche delle stime su quante saranno le persone per cui il problema che la tua azienda risolve ha un peso.

Questa fase viene definita come validazione dell’idea di business.

Secondo startupgeeks.it:

“Validare un’idea di business è il processo tramite cui si testa e si convalida la coppia cliente-problema e la propria soluzione prima di lanciare sul mercato il prodotto o il servizio finale, ossia si capisce se i potenziali clienti percepiscono un determinato bisogno e sono disposti a pagare per la soluzione che vuoi proporre.”

Avviare una startup: il business plan

Dopo aver validato la tua idea (ed esserti assicurato che, potenzialmente, potrà funzionare), lo step successivo per avviare una startup è quello di costruire un business plan, che includerà la descrizione del prodotto/servizio che vuoi lanciare, informazioni sul tuo settore, operazioni, finanze e un'analisi di mercato.

Stilare un business plan è un’operazione fondamentale per una delle fasi successive della fondazione della startup, la fase dei finanziamenti: senza un business plan adeguato, infatti, è difficile anche stabilire di quanto denaro si avrà bisogno e come lo si vorrà utilizzare.

In un articolo di startupgeeks.it sul business plan per startup, si insiste sull’importanza della chiarezza degli obiettivi e del piano d’azione, che dovrà contenere una strategia a breve, medio e lungo termine (spesso nel business plan è infatti contenuta la strategia a 3-5 anni dall’avvio della startup).

Il business plan è fondamentale per avviare una startup, in quanto necessario per gli investitori e per i finanziatori della startup, che hanno interesse a conoscere il mercato di riferimento, il modello di business, il piano di marketing.

Si tratta, dunque, di attrarre investitori, dimostrando che l’idea ha valore.

Senza denaro, inutile chiedersi come avviare una startup: se non ottieni la giusta quantità di finanziamenti o non riesci a raccogliere fondi per la tua attività, rischi di non essere in grado di pagare i costi operativi della startup e di dover chiudere.

Ecco perché il business plan riveste un ruolo cruciale nell’avvio della startup: indipendentemente da chi siano i tuoi investitori (familiari e amici, banche, business angels o venture capitalist), devi sapere esattamente quanto di quanto denaro hai bisogno per l’avvio (e il mantenimento in vita) della startup.

Avviare una startup: il team 

Quando ci si chiede come avviare una startup, dovrebbe essere anche automatico pensare ad un aspetto fondamentale nel successo di questo tipo di azienda: il suo team.

La maggior parte delle startup di successo, infatti, non sono state avviate da un singolo individuo, ma da un team. E quasi tutte le startup famose hanno almeno due co-fondatori. 

Questo perché non si può essere esperti in ogni campo operativo di una determinata attività e, per avviare una startup che sia stabile e di successo, c’è bisogno di molte figure, ognuna esperta in un differente campo di applicazione.

È inoltre necessario considerare il fatto che, per l’avvio di un’impresa, si avrà bisogno di consulenti aziendali fidati che potrebbero essere necessari; ci riferiamo a figure come commercialisti, avvocati o professionisti assicurativi. Anche queste figure vanno integrate nel team di una startup di successo.

Fasi di avvio di una startup: la sede 

Anche la scelta di una sede giocherà un ruolo di base quando vuoi avviare una startup. Sia che si tratti di un ufficio che di un impianto di produzione, avrai bisogno di uno spazio per sviluppare il tuo progetto.

Lo spazio e la sede, quando parliamo di startup innovative, non devono essere necessariamente fisici: ogni startup che si rispetti ha infatti un proprio spazio virtuale (sito web o piattaforma di eCommerce, a seconda delle caratteristiche specifiche della startup stessa).

È proprio questo uno dei vantaggi delle aziende digitali: possedere una sede virtuale che permette di mantenere l’azienda attiva ventiquattro ore al giorno, anche nei giorni festivi, cosa che aumenta di molto le possibilità di vendita.

Nell'era digitale di oggi, è importante creare una presenza online, soprattutto per le giovani startup; la presenza online se, adeguatamente strutturata, permetterà di raggiungere un vasto bacino di utenza.

Inoltre, recensioni e testimonianze fornite da chi ha già utilizzato i servizi offerti dalla startup appena avviata avrannp un impatto positivo sulla brand awareness legata alla startup stessa.

La presenza online di una startup in fase di avvio può essere migliorata utilizzando sia i Social Media che un blog: quest’ultimo è molto utile per stabilire una certa autorità nel campo in cui operi.

Ovviamente, se la startup deciderà di avviare un blog, nel team dovrà essere integrato un esperto della SEO, che curi i contenuti: per far si che la startup compaia tra i risultati dei motori di ricerca, infatti, ogni contenuto andrà ottimizzato seguendo le regole della Search Engine Optimisation.

Come avviare una startup con il giusto piano di marketing

Ogni startup, soprattutto nelle prime fasi di vita, ha poi bisogno di destinare una fetta del proprio budget a marketing e pubblicità.

Il giusto piano di marketing, infatti, consentirà di avviare una startup partendo col piede giusto: innanzitutto, serve per stabilire una brand identity e per distinguersi dalla concorrenza.

In secondo luogo, grazie alle attività pubblicitarie la gente potrà venire a conoscenza della startup. Infine, un piano di marketing che si rispetti avrà come fine ultimo il rafforzamento della reputazione aziendale.

Secondo netstrategy.it, un piano marketing per startup degno di questo nome deve necessariamente tener conto di:

  • Identificazione della propria audience
  • Obiettivi prefissati
  • Corretta e accurata keyword research 
  • Utilizzo di SEO e SEM
  • Piano di Content Marketing
  • Utilizzo dei Social Media

È chiaro, poi, che è anche possibile sfruttare i canali offline, per una strategia di marketing integrato e omnicanale.

Come avviare una startup con il Build-Measure-Learn

Per una startup in fase di avvio, infine, uno step da non sottovalutare è quello legato al Build-Measure-Learn, che è uno dei principi centrali del metodo Lean Startup, un approccio altamente efficace allo sviluppo delle startup introdotto da Eric Ries.

Secondo Ries, una startup di successo deve necessariamente trovare un modello di reddito di successo, che possa poi essere sviluppato mediante investimenti.

Build-Measure-Learn è il modello ideato da Ries per migliorare continuamente i prodotti e/o i servizi proposti dalla startup, e per farlo nel modo più rapido e conveniente possibile.

Build-Measure-Learn prevede infatti un ciclo di creazione e successiva verifica di ipotesi, con la costruzione di un piccolo modello che può essere provato dai potenziali clienti.

Vengono poi misurate le reazioni dei clienti: dai risultati ottenuti, si potranno migliorare continuamente i propri prodotti/servizi, fornendo ai clienti ciò di cui hanno realmente bisogno ed un prodotto che li soddisfi appieno.

Adesso sai come avviare una startup, ma l’avventura è solo agli inizi: la fase di startup è solo temporanea, lo step successivo sarà quello di trasformarla in una grande azienda.