Alcuni investitori non fanno caso ai termini "exchange-traded" all’interno della parola "exchange-traded fund", e questo li porta a non realizzare quali siano le implicazioni di fare trading su un fondo che si comporta come un'azione. In effetti molti dei più grandi ETF vengono scambiati a spread ridotti nella maggior parte delle condizioni di mercato. Ma non tutti gli ETF sono uguali, e anche le fasi del mercato cambiano continuamente. Per questi motivi gli investitori dovrebbero rispolverare quelle che sono le nozioni più importanti da seguire quando si fa trading con gli ETF. Eccone alcune:

1. Usa gli ordini con limite di prezzo

Se dovessi fornire un solo consiglio, sarebbe questo: usa gli ordini con limite di prezzo quando fai trading con gli ETF.

Un ordine con limite di prezzo può essere eseguito solo a prezzi migliori (più bassi in caso di acquisto e più alti in caso di vendita) rispetto a quello limite.

Al contrario, gli investitori tendono a utilizzare l’opzione di ordini market quando è la velocità nell’esecuzione dell’ordine la loro priorità e il prezzo è di secondaria importanza.

Questa opzione garantisce che l'ordine verrà eseguito, ma non il prezzo di esecuzione.

Gli investitori che utilizzano gli ordini market desiderano eseguire l'intero ordine il prima possibile. Per gli ETF molto grandi e molto liquidi che vengono scambiati contemporaneamente ai loro titoli sottostanti, gli ordini market saranno probabilmente eseguiti in maniera rapida a un buon prezzo. ETF di piccole dimensioni e meno liquidi, invece, rischiano di essere scambiati in modo non sincronizzato con i titoli sottostanti.

In tutti i casi, è buona norma utilizzare gli ordini con limite di prezzo perché garantiranno un'esecuzione favorevole dal punto di vista del prezzo. Bisogna però tenere presente che in questi casi potrebbe essere necessario più tempo per completare l’ordine e non è detto che esso sia completamente soddisfatto.

2. Fai trading quando il mercato dei titoli sottostanti è aperto

Se stai negoziando un ETF che investe in titoli scambiati in mercati con un fuso orario diverso, ricordati che è meglio farlo quando i titoli che compongono l’indice sottostante sono negoziati attivamente nel loro mercato nazionale. Durante questo periodo di sovrapposizione degli orari di negoziazione è più facile per i market maker mantenere il prezzo dell'ETF in linea con il suo NAV, poiché le azioni contenute nel suo portafoglio vengono ancora acquistate e vendute sul mercato locale. Una volta che i mercati locali chiudono, i market maker fanno affidamento sulle fluttuazioni dei mercati aperti come guida nella determinazione dei prezzi, un riferimento che è meno affidabile. Alcuni mercati potrebbero non avere sovrapposizioni negli orari di negoziazione, come nel caso degli ETF che investono in Giappone per i risparmiatori statunitensi. In questo caso, considera il suggerimento al punto 1.

3. Non fare trading nelle fasi vicine all'apertura o alla chiusura

È meglio evitare di fare trading di ETF subito dopo la campanella di apertura. Ci vuole del tempo prima che tutti i titoli nei loro portafogli inizino a essere negoziati. Prima che si realizzi questa condizione i market maker possono richiedere spread più ampi come compensazione per l'incertezza sui prezzi.

È anche una buona idea evitare di scambiare ETF mentre si avvicina la campana di chiusura. Mentre il mercato si avvicina alla fine della giornata gli spread tendono ad allargarsi poiché ci sono meno market maker che quotano attivamente i prezzi.

Alla luce di queste considerazioni, ha senso attendere circa 30 minuti dalla campanella di apertura ed evitare di negoziare durante la mezz'ora finale che porta alla chiusura del mercato.

4. Se stai facendo un grosso affare, chiedi aiuto a un professionista

Per gli investitori che desiderano eseguire un'operazione di grandi dimensioni in un ETF ha senso avvalersi dell'aiuto di un professionista. Non esiste una definizione rigida di ciò che si definisce una grande operazione. Solitamente vengono considerate tali gli ordini che rappresentano il 20% del volume medio giornaliero di un ETF o più dell'1% dei suoi asset. In questi casi gli investitori potrebbero risparmiare elevati costi di esecuzione se si fanno aiutare da un market maker.