Sempre più italiani scelgono i pagamenti cashless, ovvero attraverso sistemi digitali, tracciabili. Il contante in circolazione è in calo, e quasi la totalità della popolazione italiana sta usando le carte per i pagamenti. Un andamento in linea con la dura lotta all’evasione fiscale messa in campo dallo stato già da qualche tempo.

Il trend è confermato anche da Quifinanza.it:

“Accelera in Italia la transizione digitale sul fronte dei processi di pagamento. Oltre il 63% vengono effettuati attraverso soluzioni cashless, il 95% della popolazione utilizza le carte, il 29% è già orientato verso i nuovi smart payments.”

Gli italiani stanno scegliendo di pagare maggiormente per i propri acquisti tramite carte di credito e debito, prepagate, sistemi di pagamento elettronici come Satispay. Un trend positivo che ha come conseguenza la limitazione del denaro in contante in circolazione, trainato anche dalle iniziative del governo sulle agevolazioni fiscali, accessibili unicamente tramite pagamenti elettronici.

Cashless e lotta all’evasione fiscale

Da qualche anno lo stato mette in pratica iniziative di diverso genere per la lotta all’evasione fiscale. Dal cashback di stato alla lotteria degli scontrini, ma non solo. La lotta all’evasione fiscale, che nel nostro paese è a livelli altissimi, passa anche per le agevolazioni erogate dallo stato per particolari interventi di ristrutturazione degli immobili.

Per poter accedere alle agevolazioni previste da bonus come il superbonus 110%, il bonus facciate o l’ecobonus, è indispensabile aver optato per pagamenti cashless, ovvero scegliendo metodi di pagamento tracciabili ed evitando il contante.

La lotta all’evasione fiscale si muove anche in questa direzione: incentivare i pagamenti in cashless e limitare l’uso del contante. Come spiega Startingfinance.com, l’evasione fiscale in Italia è molto alta:

“Sui dati del 2017 (le ultime stime disponibili) l’evasione fiscale in Italia ammonta a €108,8 miliardi. La cifra è calcolata come la differenza tra quanto lo Stato avrebbe dovuto ricevere in termini di tasse e contributi e quanto ha effettivamente ricevuto.”

L’obiettivo di limitare l’evasione fiscale è perseguito anche favorendo i pagamenti con metodi cashless, e sempre più italiani scelgono di evitare l’uso del contante.

Limite ai pagamenti in contante

Oltre ad incentivare l’utilizzo dei metodi di pagamento cashless, favorendo l’uso di pagamenti tracciabili per poter accedere ad importanti detrazioni fiscali, per quest’anno è previsto anche un limite ai pagamenti in contanti.

Come spiega Ipsoa.it:

“A decorrere dal 1° luglio 2020, il limite all’uso del contante passa dagli attuali 3.000 euro a 2.000 euro.”

Il limite massimo per cui è possibile pagare in contante è attualmente a 2.000 euro, fino alla fine dell’anno. E la previsione è quella che questa cifra continui ad abbassarsi, perché per il 2022 è prevista la soglia massima di 1.000 euro.

In alternativa al contante, i pagamenti cashless saranno gli unici ammessi per somme così elevate. In ogni caso è possibile superare la soglia prevista nel caso di pagamenti di tipo diverso, e distinti tra loro.

Il limite imposto ai pagamenti in contante è solamente una delle misure prese negli ultimi anni per contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale. Il principale problema in questo senso deriva dalle tasse evase sull’IRPEF, una delle principali imposte italiane: la tassa sul reddito da lavoro.

Limitazioni al contante ed economia sommersa

Uno dei principali problemi alla base dell’evasione fiscale è l’economia sommersa, ovvero tutto il lavoro nero che prevede pagamenti in contante senza regolare contratto. Se da un lato il problema si è acuito con lo scoppio della pandemia, dall’altro gli italiani dimostrano una limitazione sostanziosa del denaro contante in circolazione.

L’economia sommersa potrebbe presto subire forti limitazioni, e nel frattempo cambiano le preferenze degli italiani stessi, che dimostrano di andare in una direzione digitale anche per i pagamenti. La limitazione del contante deriva soprattutto dall’utilizzo massiccio di tecnologie digitali o metodi cashless per il pagamento di beni e servizi.

Con il boom dell’e-commerce, come spiega Corrierecomunicazioni.it aumenta lo shopping online, per cui sono necessari pagamenti in formato elettronico:

“Accelera la corsa dello shopping online. Nel primo trimestre del 2021 l’e-commerce  globale è cresciuto del 58% su base annua contro il 17% del primo trimestre 2020. Ma l’Italia riesce a fare “meglio” con una crescita del 78%.”

Il cashless si dimostra così un valido sostituto al contante, in un’epoca in cui è diventata consuetudine ordinare pietanze online tramite app di delivery, e acquistare su portali e-commerce prodotti di diversa natura. La questione economia sommersa rimane ancora aperta, anche se lo stato in questi ultimi anni ha messo a punto alcune iniziative per promuovere una maggiore trasparenza fiscale.

Via il contante, spazio al cashless: le iniziative

Il governo in particolare ha introdotto due iniziative per una maggiore trasparenza fiscale: da un lato il cashback di stato, che incentiva il pagamento tracciabile e l’emissione degli scontrini, dall’altra la lotteria degli scontrini.

Cashback di stato: l’iniziativa prevede l’utilizzo dell’applicazione “Io”, che mette in collegamento i cittadini e la pubblica amministrazione. Il cashback prevede rimborsi sugli acquisti per tutti i pagamenti per cui si sceglie un metodo cashless, documentato dall’app. In palio, oltre alla percentuale di rimborso, anche un montepremi;

Lotteria degli scontrini: l’iniziativa prevede che i cittadini, tramite acquisti presso negozi fisici, utilizzino metodi di pagamento elettronici per gli acquisti, e ricevano in cambio uno scontrino che è valido per la partecipazione alla lotteria e per vincere diversi premi.

Per le vincite della lotteria degli scontrini, l’iniziativa ha messo in palio diversi premi, alcuni sono stati resi noti nell’ultimo periodo, tramite pubblicazione dei vincitori.

Come spiega il sito ufficiale la scelta del pagamento cashless è determinante per partecipare:

“La lotteria degli scontrini non ti costa nulla perché è collegata ai normali acquisti cashless, acquisti effettuati senza contanti, utilizzando strumenti di pagamento elettronico.”

Limitazioni al contante: le disposizioni

Per limitare il contante in circolazione, lo stato ha messo in atto diverse iniziative, come spiega Ilsole24ore.com. In particolare, oltre al limite d’uso del denaro, anche il trasferimento stesso dei contanti allo stesso modo è stato limitato.

Le disposizioni per limitare l’uso del contante si muovono, come abbiamo visto, in tre direzioni:

•Limitare l’uso di banconote per pagamenti e trasferimenti di denaro;

•Incentivare la tracciabilità dei pagamenti attraverso le detrazioni fiscali di bonus specifici;

•Modifica delle soglie che regolano i controlli delle autorità sul movimento di denaro.

In più si aggiungono le iniziative mirate come quelle viste prima che riguardano il cashback di stato o la lotteria degli scontrini. La rivoluzione digitale ha favorito queste disposizioni, anche perché utilizzare il contante, prelevarlo o versarlo, è diventato costoso, dispendioso in termini di denaro e di tempo.

In particolare, come spiega Thewam.net anche i prelievi bancomat stanno diventando costosi. Si prevede una diminuzione progressiva degli sportelli bancomat disponibili ai cittadini, e il denaro nel futuro sarà per lo più gestito digitalmente.

Transazione digitale: addio contante, sì cashless

La transazione digitale è uno degli obiettivi presi in considerazione dallo stesso Recovery Plan dell’attuale governo, che punta ad una trasformazione tecnologica da apportare a diverse sfere della società. Dai lavoratori pubblici alle imprese, dalla gestione del fisco alle operazioni quotidiane, tutto sarà poco per volta digitalizzato.

In questa direzione sono andati anche i pagamenti, che sono sempre più digitalizzati, non solo grazie agli strumenti resi disponibili dalle banche, ma soprattutto con i nuovi conti on-line e i nuovi metodi di pagamento digitali, come la nota applicazione Satispay.

Questo genere di applicazione prevede l'utilizzo di uno spazio virtuale per contenere una certa quantità di soldi, ed è un metodo di pagamento valido e accettato in molti negozi, supermercati e attività.

I metodi di pagamento digitale consentono, oltre ad una trasparenza completa delle transazioni, anche di tenere sotto controllo, a livello individuale, le entrate e le uscite.

Le applicazioni di questo tipo sono sì collegate al conto corrente del soggetto intestatario, ma utilizzano uno spazio virtuale apposito per ospitare la quota decisa dal soggetto, e renderla disponibile al pagamento quando necessario. In questo caso l’addio al contante è facilitato da questi strumenti.

Lo studio IPSOS sui pagamenti cashless

Secondo un recente studio IPSOS, almeno il 63% dei pagamenti viene effettuato con metodi cashless, e questo può voler significare che in autonomia i cittadini stanno scegliendo questo tipo di pagamento al posto del contante.

Come spiega Tomshw.it la carta moneta non sparirà del tutto, ma i metodi di pagamento digitale continueranno ad aumentare:

“E nel futuro? Continueranno a crescere i metodi digitali anche se solo il 14% pensa che il contante sparirà del tutto. È questa la fotografia scattata dall’indagine di Ipsos realizzata per Adyen.”

I pagamenti cashless prenderanno il posto dei pagamenti in contante anche per le piccole transazioni, e al momento le regioni italiane che utilizzano maggiormente i pagamenti elettronici sono Emilia-Romagna e Puglia. Secondo Corrierecomunicazioni.it la spiegazione è semplice:

“La motivazione prevalente è che i pagamenti elettronici sono considerati più comodi, rapidi e sicuri rispetto a quelli effettuati utilizzando banconote e monete.”

Ne deriva che solamente il 25% degli italiani predilige ancora i pagamenti in contanti, mentre tutti gli altri scelgono prevalentemente carte di credito o debito, prepagate e sistemi di pagamento digitali come le app apposite.

Indubbiamente la sicurezza è uno dei motivi per cui moltissimi italiani scelgono di abbandonare i pagamenti in contanti: sia per la facilità della transazione, sia perché viene resa tracciabile, la sicurezza è garantita dai diversi sistemi informatici, direttamente collegati ai sistemi delle banche.