Credit Suisse in cerca di nuovi investitori. L'obbiettivo è recuperare 3 miliardi

Credit Suisse sta attraversando un momento di profonda crisi finanziaria, nello scorso semestre ha perso 1,6 miliardi Per ripagare il proprio debito con i creditori la banca Svizzera dovrà trovare circa 3 miliardi. Sul tavolo l'amministratore Koerner mette una strategia a breve termine ed una a medio lungo termine che prevedono la liquidazione di attività finanziarie e proprietà e la ricerca di nuovi investitori.

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Credit Suisse, uno degli istituti finanziari più grandi al mondo, sull'orlo del fallimento dopo una chiusura semestrale in perdita di 1,59 miliardi. La banca svizzera punta ad un riassestamento, liquidando diverse attività e cercando nuovi investitori. Sul tavolo la proprietà dell'Hotel a 5 stelle di Zurigo Savoy e diverse quote della stessa banca di investimenti. La banca necessita di capitale per circa 3 miliardi per ripagare il proprio debito.

La crisi di Credit Suisse

La recente notizia della crisi interna a Credit Suisse, in perdita nell'ultimo semestre di 1,59 miliardi di franchi, fa seguito a numerosi scandali finanziari e manageriali che hanno minato conti e reputazione dell'istituto bancario elvetico. La crisi è precipitata la scorsa settimana quando la quotazione dei Credit Default Swap, più precisamente la misura del costo assicurativo contro il fallimento del gruppo, è quintuplicata, passando da circa 50 punti di inizio anno a 255 punti a fine settembre. Questo dato ha fatto precipitare i titoli dell'istituto, portando ad una perdita di oltre 10% in tutte le borse europee

La risposta dell'istituto a questo momento di forte difficoltà ha portato Ulrich Koerner , amministratore delegato del gruppo bancario, ad annunciare un nuovo piano strategico entro il 27 ottobre.

Nonostante la crisi e le forti difficoltà, per il Wall Street Journal, il default del gruppo finanziario è ancora molto lontano, grazie ad una riserva di capitale di circa 238 miliardi, non dovrebbe quindi avere troppe difficoltà a recuperare, attraverso la liquidazione di quote e proprietà, i tre miliardi necessari a coprire il proprio debito. Inoltre, secondo gli analisti di Swissquote, è altamente improbabile che la Svizzera lasci fallire una banca di tali dimensioni, sottolineando che, il fallimento di un istituto come Credit Suisse avrebbe ripercussioni sull'intero sistema bancario mondiale, innescando una crisi più profonda di quella del 2008.

Crisi finanziaria dell'istituto

I Credit Default Swap dell'istituto bancario, negli ultimi giorni, hanno perso più del 12% del loro valore, portando ad un forte aumento dei rendimenti delle obbligazioni dell'istituto.

Nello specifico, i Cds quinquennali hanno visto un incremento di 160 punti rispetto alla metà di settembre, raggiungendo il valore di 360 punti base. Quelli ad un anno invece hanno raggiunto i 600 punti base.

L'aumento dei rendimenti delle proprie obbligazioni rende estremamente costoso il debito societario, ed alimentano dubbi e timori sulla capacità effettiva dell'istituto di trovare il capitale necessario a fronteggiare la crisi.

Credit Suisse in cerca di investitori

Per fronteggiare la crisi, l'istituto ha a disposizione diverse possibili vie, tra queste, la più remota, è un coinvolgimento diretto del governo, con la nazionalizzazione dell'istituto. Più plausibile potrebbe invece essere un aumento di capitale, con l'immissione di nuove azioni sul mercato la società potrebbe trovare abbastanza denaro per risolvere o comunque arginare la crisi. 

Nell'attesa di una strategia a medio lungo termine, che dovrebbe essere annunciata entro il 27 ottobre, Credit Suisse ha messo in campo soluzioni più rapide e immediate, come la vendita dell'Hotel di Zurigo Savoy, un Hotel a cinque stelle che dovrebbe portare all'istituto circa 400 milioni di franchi, circa 411 milioni di euro.

Contemporaneamente, riporta l'agenzia Bloomberg, il gruppo bancario ha avviato la ricerca di investitori a cui cedere una quota di una nuova società, che funge da spin-off delle sue attività di banca d'investimento. Questa nuova società potrebbe ereditare il nome di First Boston, una banca d'investimento statunitense rilevata da Credit Suisse negli anni 80.

Stando a quanto riportato da Bloomberg, il capitale recuperato da queste operazioni a breve termine, serve principalmente a rafforzare l'organizzazione interna della società della nuova società, finanziando le assunzioni ed evitando la fuga di talenti che, vista la crisi aziendale, potrebbero volare verso altre anche d'investimento.

Sul medio e lungo periodo invece, bisognerà attendere il nuovo piano industriale che verrà presentato entro fine ottobre.