Il prezzo di Bitcoin è tornato a scendere dopo aver toccato il suo nuovo massimo storico l'8 novembre, intorno ai 67.500 dollari americani. Infatti, è ritracciato di oltre 10.000 dollari nel giro di 16 giorni. Toccando al momento della scrittura quota 56.500 dollari americani.

Non a caso, quando parliamo di investimenti sul bitcoin, professiamo sempre una certa cautela. Giacché si tratta di un asset estremamente volatile. E quanto accade oggi, potrebbe già essere stravolto il giorno seguente.

Negli ultimi mesi, il Bitcoin ha ottenuto diversi riconoscimenti dall'economia cosiddetta mainstream, intendendo con questo termine l'economia tradizionale. Che esso sfida e cerca di cambiare, almeno nelle intenzioni originarie dell'ancora misterioso (o misteriosi) ideatore Satoshi Nakamoto. Infatti, sono stati lanciati alcuni ETF negli Usa, e, di recente, anche in Spagna, da parte del Banco Santander. Uno dei più importanti in terra iberica.

Tuttavia, una brusca frenata a questa ascesa è giunta dal diniego della SEC - Security and Exchange Commission - al colosso finanziario VanEck relativo alla proposto di quest'ultimo di lanciare un ETF spot che replicasse Bitcoin.

Secondo gli analisti, proprio questo evento ha accelerato la discesa del prezzo di Bitcoin. Il quale, proprio come fatto quando toccò quota 65.500 dollari, ha visto di nuovo sensibilmente calare il suo valore.

Cerchiamo di capirne di più.

SEC respinge proposta ETF spot VanEck

Ad approfondire la questione è un articolo pubblicato su CoinTelegraph, specializzato appunto in criptovalute. Se è vero che Bitcoin (BTC) ha registrato un'impressionante rialzo di prezzo quando c'è stata l'approvazione da parte della Securities and Exchange Commission riguardo l'exchange traded fund (ETF) proposto da un altro colosso finanziario, ProShares, sui futures Bitcoin all'inizio di ottobre - proprio perché costituita un ulteriore tassello alla sua credibilità - adesso subisce l'effetto contrario all'indomani di un importante diniego.

Diniego che si è consumato il 12 novembre, portando come detto il prezzo di Bitcoin al minimo di 30 giorni di $ 55.705 il 19 novembre. Prezzo intorno al quale viaggia anche al momento della scrittura.

L'ETF BTC di Proshares era stato il primo ETF a ottenere l'approvazione dalla SEC. Il che ha dato maggiore coraggio alle altre società finanziarie nel proporre propri strumenti di investimento. Del resto, fino a quel momento, erano state presentate oltre 20 domande alle autorità di regolamentazione finanziaria. Tutte con esito negativo. Segno questo che qualcosa sotto l'ombra della imponente statua della Libertà stava cambiando. Ed invece...

Jan van Eck, CEO di VanEck, ha fatto sentire tutta la sua disapprovazione a mezzo Twitter:



In sostanza, van Eck si è detto profondamento deluso dal rifiuto della SEC riguardo l'approvazione del loro ETF bitcoin fisico. Per poi aggiungere:

Riteniamo che gli investitori dovrebbero essere in grado di ottenere un'esposizione a #BTC attraverso un fondo regolamentato e che una struttura di ETF non futures sia l'approccio migliore

Ma evidentemente la SEC non la pensa così. E nel prossimo paragrafo vedremo perché.

Perché SEC ha rifiutato ETF spot di VanEcks su Bitcoin

Cointelegraph cerca anche di spiegare tecnicamente perché la SEC ha rifiutato l'ETF spot di VanEcks su Bitcoin

La differenza tra gli ETF Bitcoin approvati ed oggi scambiati su varie borse valori negli Stati Uniti - si pensi a Nasdaq o CBOE - e quest'ultimo sta proprio nel fatto che si tratti di un ETF spot. Mentre gli altri ETF sono basati su futures.

Van Eck invece confida nella bontà degli ETF spot ritenendoli la scelta migliore. In quanto, a suo dire, offrono un'esposizione al bitcoin mediante un fondo regolamentato. Oltre al fatto di ritenere un ETF non futures l'opzione migliore.

Il presidente della SEC, Gary Gensler, che fin dalla sua investitura a gennaio 2021 ha lasciato trapelare una maggiore predisposizione rispetto alle criptovalute, aveva già fatto capire la sua predilizione rispetto agli ETF BTC basati sui futures rispetto a quelli spot.

La SEC ha fondato la sua scelta di respingere un ETF spot che replichi Bitcoin proposto da VanEck con il fatto che le regole finanziarie sono "progettate per prevenire atti e pratiche fraudolente e manipolative''. Il tutto, al fine di "proteggere gli investitori e il pubblico interesse."

Qui potete leggere l'atto pubblico con cui la Security Exchange Commissioni ha respinto lo strumento finanziario di VanEck.

Perché ETF spost più pericolosi

Se è vero che i futures sono spesso un prodotto ad alto rischio, probabilmente la SEC ha valutato l'ETF di VanEck ulteriormente rischioso dato che permette al denaro istituzionale di Wall Street di sfruttare i movimenti dei prezzi di Bitcoin. Notoriamente molto volatili.

Un contratto futures fa in modo che chi lo acquista, acquisti altresì l'attività sottostante. Mentre l'autore o il venditore del contratto ha da parte sua l'obbligo di vendere e consegnare l'attività a un prezzo specificato in una data futura sempre specificata nel contratto.

Spesso i contratti future fungono da copertura rispetto ad altre posizioni nel portafoglio di un investitore. O, semplicemente, servono per investire su un asset senza possederlo direttamente. Si tratta pertanto di contratti derivati, proprio come i Contract for difference. Anche essi molto usati per investire in criptovalute, specie dai trader retails nel trading online. 

Nei futures, particolarmente pericolosa è la leva finanziaria. Non a caso uno strumento chiamato metaforicamente "arma a doppio taglio". In quanto, se le cose dovessero andare male per l'investitore, giacché la sua previsione di mercato era sbagliata, finirà per vedersi moltiplicate le perdite.

Con i contratti futures, la leva finanziaria potrebbe arrivare addirittura fino al 95%. Ciò significa che l'investitore, sfruttando appieno questa opportunità, avà bisogno "solo" di investire il 5% del suo capitale.

L'investitore si impegna comunque anche a tenere un margine qualora le cose dovessero mettersi male. Il che si traduce nella vendità di altre attività ched detiene nel portafoglio per coprire i rischi.

Per comprendere la portata del rischio, basta solo dire che l'autorità di vigilanza sui mercati finanziari dell'Unione europea, l'ESMA, ha ridotto con la direttiva Mifid II drasticamente la leva finanziaria per i trader retails. Portandola per le criptovalute addirittura ad un livello di 1:2. Proprio perché già si tratta di un asset volatile. 

Ricordiamo che i trader retails sono quelli che investono importi ridotti e hanno meno esperienza rispetto ai trader istituzionali. Quanti cioè investono massicci capitali.

VanEck chi è

Come spiega Just ETF, sito specializzato in questo strumento di investimento, VanEck è un gestore di asset fondato a New York nel 1955. Sotto il marchio VanEck Vectors, gli ETF rappresentano oltre il 75% del totale di tutti gli asset proposti da VanEck.

All'inizio del 2018, ha rilevato il fornitore di ETF olandese Think ETF, integrandola come propria sussidiaria europea. Mentre per realizzate diversi dei suoi indici innovativi per gli ETF si serve di una sussidiaria con sede a Francoforte sul Meno.

VanEck è particolarmente specializzata nell'investimento sull'oro. Ed è opinione diffusa che offra ETF su indici specializzati difficilmente riscontrabili altrove. Gli indici offrono una esposizione su asset come azioni privilegiati e azioni negoziate a sconto rispetto al valore intrinseco. Nonché obbligazioni ad alto rendimento che si occupano soprattutto di società una volta rinomate nel proprio settore ma ora in decadenza. Oppure sui mercati cosiddetti emergenti.

Proprio il fatto di aver rilevato Think ETF, ha permesso a VanEck di essere maggiormente presente sul mercato europeo. Dove gli ETF sono arrivati ad inizio anni 2000, qualche anno dopo rispetto al mercato americano. Riscontrando però un veloce riscontro positivo

Vedremo se VanEck proverà un nuovo assalto con nuove proposte. Probabilmente sì. Anche perché il mercato sta evolvendo continuamente e, come visto, prima che venisse approvato il primo ETF, ne sono stati respinti oltre 20.

Bitcoin nel Mondo

In generale, cominciano ad aumentare i paesi che stannoa adottando il Bitcoin come valuta corrente. Da affiancare a quella avente corso legale. Il che sta anche preoccupando non poco gli Usa, dato che la diffusione di questa pratica toglie terreno all'influenza che la valuta americana ha in giro per il Mondo.

A partire proprio dalla vicina El Salvador, che ha adottato il Bitcoin come valuta avente corso legale parallela a quella principale. E sappiamo quanto storicamente gli Stati Uniti cerchino di avere il controllo e l'influenza sui paesi latinoamericani e appunto del Centro America.

Anche in Iran si sta diffondendo l'uso delle criptovalute, per aggirare i dazi americani. Mentre in Nigeria il lancio è ormai imminente, il che renderà ancora più evoluto economicamente un paese che sta avanzando enormemente, seppur ancora snobbato dal resto del Mondo.

Altre superpotenze come Cina o Russia ci stanno pensando da tempo, dal 2017 per esattezza. Almeno stando a quando hanno lanciato il primo altisonante primo annuncio, in concomitanza con le limitazioni che hanno inflitto alle criptovalute. Non casuale, visto che in quell'anno il Bitcoin ha cominciato a veder volare il suo prezzo in maniera evidente.

Ma gli stessi Usa ci stanno riflettendo ultimamente, col Governo Biden che sembra maggiormente predisposto rispetto al precedente guidato dal "Tycoon" Donald Trump. Il quale non ha lesinato sovente tuonate proprio contro le criptovalute, soprattutto con il mezzo che gli è più congeniale: i Social. Tanto da essere bannato sia da Twitter che da Facebook, costretto ad avviarne così uno in proprio.