Le migliori idee sono nate in garage come fece per esempio Steve Jobs. Ma ci sono anche tante altre storie di prodotti, business e invenzioni nate da idee geniali alle quali però mancavano i fondi per mettere in produzione il primo prototipo. E così si bussava alle porte di qualche amico per chiedere un prestito, oppure per i più fortunati si bussava alle porte di qualche azienda importante. Poi è stato il turno delle banche che non sempre si sono mostrate amanti del rischio di business. O meglio, concedono denaro a prestito ma con delle garanzie. Ma se bisogna lanciare un nuovo prodotto e non si hanno sufficienti denari, quali garanzie si possono offrire. 

Negli anni si è pian piano fatta avanti la finanza alternativa, o complementare. Una strada con cui reperire denaro disintermediando il circuito bancario ed accedendo direttamente al mercato dei capitali. Strumenti come mini-bond (piccole obbligazioni) o primi passi di private equity (chiedere soldi a qualche azionista magnate che voglia investire) si stanno facendo avanti.

Ma uno strumento che sta dando interessanti risultati anche per idee più piccole è il crowdfunding, la raccolta fondi. Prima si utilizzavano cene, eventi per raccogliere fondi per opere di beneficienza. Oggi il web aiuta anche a dare concretezza ad un'idea, mediante la raccolta di denaro su piattaforme specializzate.

Crowdfunding: cosa è

Finanziamento ed investimento. Il crowdfunding può far incontrare le esigenze di chi ha un idea o un progetto ed è alla ricerca di fondi alternativi ai prestiti bancari per finanziarli, e di chi invece vuol diversificare i proprio investimenti, oppure vuol partecipare allo sviluppo di una start-up innovativa. 

Il crowdfunding è una forma di finanziamento che si basa sulla partecipazione di più persone (“crowd” o folla) al finanziamento (“fund) di un progetto imprenditoriale o iniziative di diverso genere utilizzando siti internet ("piattaforme" o "portali") e ricevendo talvolta in cambio una ricompensa. La partecipazione diffusa può consentire anche di investire piccole somme.

Il crowdfunding si avvale dell'aiuto di benefattori che scelgono di investire liberamente, ispirati dal progetto e dall'idea proposta.

Questa forma di finanziamento alternativo costituisce una delle principali fonti di sostentamento delle start up e delle PMI (piccole e medie imprese) che rappresentano oltre il 90% del PIL italiano.

La raccolta di fondi avviene attraverso piattaforme online. Pertanto tale forma di finanza alternativa può definirsi una finanza 4.0 che per funzionare si avvale del mezzo più efficiente a disposizione nell’era digitale.

Crowdfunding: quali sono i vantaggi

Le idee corrono in rete, o meglio corrono sui “social”. La capacità di internet di mettere in collegamento idee, progetti e persone ha consentito di diffondere nell’ultimo quinquennio la raccolta fondi attraverso piattaforme web. Il crowdfunding viene associato alla ricerca di finanziatori per un’iniziativa attraverso la rete Internet, rivolgendo un appello diretto alla ‘folla’ dei web surfer - anche per piccole somme considerate singolarmente - invece che ai tradizionali canali intermediati da investitori professionali quali banche, fondi di private equity e venture capital, business angel.

Si potrebbe dire che si tratta di investimenti “social”, dove i finanziatori interagiscono in rete non solo come fornitori di capitale, ma anche come possibili contributori al progetto stesso, nella logica del crowdsourcing. Da questo punto di vista il vantaggio del crowdfunding non è legato solo all’opportunità di finanziamento, ma anche al possibile valore aggiunto dato dall’azione di marketing e di ‘validazione-critica’ di un progetto imprenditoriale attraverso la rete.

Lo sfruttamento della rete consente di raggiungere svariate tipologie di persone, artisti, imprenditori, cui far conoscere la propria idea o progetto. Attraverso poi la loro influenza, quei soggetti consentono di poter raggiungere una platea illimitata a cui chiedere il sostegno economico.  

La raccolta può avvenire secondo un modello ‘all or nothing’ cioè la raccolta deve raggiungere un target minimo di importo. Se il target non è raggiunto le somme versate sono restituiti ai finanziatori. L’altra forma di raccolta è detta ‘take it all’, cioè tutti i fondi raccolti vengono accettati, indipendentemente dal raggiungimento o meno del target.

Crowdfunding: diverse tipologie tra cui scegliere

Sono diverse le tipologie di Crowdfunding, pensate per rendere l'esperienza più agevole e finanziare al meglio il proprio progetto, modelli che si adattano anche alla specifica legislazione fiscale ed economica vigente nei vari paesi.

Di particolare rilievo è l’equity crowdfunding, disciplinato unicamente in Italia nel panorama europeo che consente agli investitori, a fronte del finanziamento, di ottenere la partecipazione alla compagine finanziaria dell'impresa finanziata. In sostanza, l'investitore ottiene strumenti partecipativi al capitale di rischio del progetto finanziato (ad esempio quote di S.r.l. o azioni di S.p.a.) con il complesso di diritti patrimoniali e amministrativi che ne derivano.

Secondo una ricerca dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, l’equity crowdfunding ha visto un ottimo tasso di crescita negli ultimi mesi, anche grazie all’estensione a tutte le PMI di questa opportunità, inizialmente riservata a startup e PMI innovative

Crowdfunding: raccogliere denaro come donazione

In questa tipologia l'investitore/finanziatore dell'idea o del progetto fa una donazione in denaro senza ricevere nulla in cambio. Si tratta di uno schema particolarmente adatto al finanziamento di iniziative avente carattere sociale e civile, ad esempio quelle promulgate da iniziative no profit, enti a scopo sociale e altre associazioni che spingono la società a collaborare con intento caritatevole e filantropico.

Ad esempio, se vorresti sostenere un’associazione culturale, oppure del terzo settore, per favorire progetti di inclusione sociale oppure per sostenere un parco ludico per bambini disagiati, la soluzione della donation, è la strada giusta.  

Crowdfunding: scambio denaro-prodotto

Questo modello prevede che il proprietario dell’idea, colui che raccoglie il finanziamento, stabilisce un premio a favore dell’investitore che effettua una donazione; questa può essere commisurata al contributo oppure anche di valore simbolico, ossia inferiore alla donazione. Può trattarsi del prodotto finanziato, ricevuto dall’investitore in anteprima.

Crowdfunding: utile anche per esigenze tra privati

Con questa formula è possibile realizzare prestiti tra privati, ricompensati con il pagamento di interessi ed effettuati per il tramite di piattaforme on-line (c.d. modello di "social lending" o "peer to peer lending").

La piattaforma di raccolta è il mezzo con cui si raccolgono i fondi che verranno successivamente erogati sotto forma di prestiti ai vari soggetti che hanno presentato un idea, oppure che hanno necessità di somme di denaro per esigenze personali (ad esempio un mutuo, oppure spese urgenti). La piattaforma, in sostanza, gestisce richieste di finanziamento ricercando soggetti disponibili a partecipare all'erogazione di questo a favore del richiedente, ricevendo in cambio una remunerazione del capitale sotto forma di interessi. Trattandosi di una norma di intermediazione creditizia, l'attività è sottoposta alla normativa sul credito e alla vigilanza della Banca d'Italia.

Crowdfunding: quali sono le piattaforme 

In Italia si contano 82 piattaforme già predisposte che possono operare sia per finanziare progetti di differenti tipologie, che specializzarsi in un singolo settore o tipologia di prodotto. Eccone alcune

StarsUp

E' il 1° portale autorizzato dalla Consob in Italia per la raccolta online di capitale di rischio da parte di aziende (start-up e PMI) innovative. Sul portale è possibile trovare sia il progetto che poter contribuire mediante il versamento di fondi personali. Se l'operazione ha esito positivo e il capitale viene raggiunto, l'operazione è conclusa e StarsUp trattiene un compenso, in genere su base percentuale dell'ammontare raccolto.

Eppela

È la piattaforma più usata in italia per progetti creativi e di start up. Ha il vantaggio di dare visibilità al progetto, grazie alla partecipazione del Web, senza tassi d'interesse, prestiti onerosi o obiettivi irraggiungibili. La procedura è gratuita e i costi di gestione vengono trattenuti solo in caso di successo. Il sito offre all'utente un'attività di consulenza per presentare al meglio i progetti e stabilire le ricompense per i sostenitori, anche per la fase di promozione una volta partita la raccolta fondi. 

Starteed

Questa piattaforma oltre a sviluppare soluzioni di crowdfunding per il finanziamento di idee o progetti personali, consente di curare anche le successive fasi di sviluppo e vendita del prodotto, magari tramite vendita agli altri utenti della piattaforma stessa.

Produzioni dal basso

Fondata nel 2005, è ritenuta la prima piattaforma di Crowfunding dedicata a quelle tipologie di raccolta che prevedono una ricompensa o una donazione. È aperta a tutti e gratuita, non si avvale dell'intervento di intermediari e consente di caricare il proprio progetto o idea sociale, culturale, personale, di prodotto, o di servizio. Produzioni dal Basso permette di raccogliere i finanziamenti con bonifico, carte di credito, prepagate e PayPal.

Kickstarter

Piattaforma riconosciuta come la migliore dal Time nel 2001, sostiene soprattutto progetti creativi: tramite essa sono stati finanziati, ad esempio, fumetti, videogiochi, progetti musicali, film indipendenti, ma anche idee connesse al mondo dell'alimentazione.

Crowdfunding: a cosa fare attenzione

Attenzione a quando si decide di investire i propri risparmi in progetti o idee, mediante le piattaforme di crowdfunding. 

Se invece si è il proprietario del progetto o dell’idea alla ricerca di finanziamenti, bisogna prestare attenzione alle commissioni sul capitale raccolto. Essa è variabile in funzione della tipologia di progetto e in genere compresa fra il 2% e il 10%.

Per l’investitore invece i rischi sono connessi al rischio di perdita totale del capitale, oppure al rischio di illiquidità. 

Infatti investire su una start-up è una sorta di scommessa. Una start-up innovativa è qualcosa di nuovo: non ha una storia, né propria né riferita al settore in cui opera, non ha risultati da presentare, non ha dividendi da promettere (la cui distribuzione non è consentita affinché gli utili eventualmente realizzati siano reinvestiti nell'attività d'impresa).

E' opportuno pertanto investire in start-up solo le somme per le quali riteniamo di poter sostenere la totale perdita.

Infine come regola aurea, con riferimento all'intero nostro portafoglio, è sempre una saggia regola quella di diversificare gli investimenti, anche perché per una società in start-up non è facile generare utili e quindi produrre dividendi che vadano a remunerare il capitale investito. Quindi l’investitore dovrà tenere in conto che per i primi anni, il suo capitale non verrà remunerato, ma potrebbe accrescersi per via della maggiore valorizzazione della società.