Dogecoin continua ad "azzannare" il mercato delle criptovalute. Non solo per il suo simpaticissimo simbolo, a forma di cane, (l volto di uno Shiba Inu) preso in prestito da un meme che ha spopolato anni fa. Uno dei tanti, ritrovatosi a sua insaputa una preziosa forma di investimento. Ne abbiamo parlato approfonditamente qui.

La storia del Dogecoin (DODGE) è alquanto bizzarra: creata nel 2013 da Jackson Palmer e Billy Markus, il progetto che ne era alla base è stato abbandonato poco dopo il suo lancio. Perché in fondo partito come un gioco. Sia dai suoi stessi fondatori e sviluppatori, sia dai supporter della prima ora che hanno preferito virare su altro. Come del resto si fa per tutte le mode passeggere che circolano sul web.

Non a caso, fino a poco tempo a, era in uno stato così debole e abbandonato a se stesso, da non potersi neppure permettere di alimentare la propria infrastruttura blockchain. E dopo un anno dalla sua creazione, ha praticamente agganciato il suo carro a un'altra criptovaluta: il litecoin (LTC).

Era una pura questione di sopravvivenza. Ora però, la situazione si è capovolta, e la capitalizzazione del Dogecoin è più del doppio del Litecoin (ma non solo, pure della banca Barclays vecchia 330 anni, per fare un esempio). Entrando nella Top 10 delle criptovalute per marketcap.

Ora, molti si chiedono se Dogecoin diventerà il nuovo Bitcoin. Vediamo se sarà davvero così.

Dogecoin nuovo Bitcoin? 

Riguardo il confronto col Bitcoin, interessante è la disamina di Adam B. Levine per Coindesk, secondo il quale l'idea generale è stata quella che non sarebbe stata la criptovaluta prediletta, poiché le commissioni di transazione sono, in molti casi, superiori ai ricavi conseguiti in un giorno. E in generale non sono all'altezza delle scale di valore a livello locale.

Le persone vedevano ancora il bitcoin come la loro migliore opzione, il che ha creato un ciclo che si auto-rinforza, le cui implicazioni stiamo ancora osservando oggi. La domanda di fondo che molti si sono posti è la seguente: di tutte le valute a cui ho accesso, quale è più probabile che mi torni utile?

Per bitcoin, quell'utilità è data da 2 fattori:

  • la prevedibilità: Le persone trasformano le loro valute locali in bitcoin perché sono alla ricerca di un modo per immagazzinare valore scollegato dalle realtà politiche ed economiche locali. Tutti conoscono l'offerta di token fissi di bitcoin e la sua politica monetaria in gran parte immutabile, rendendola così fuori dalla portata dei governi in generale.
  • liquidità: le persone vogliono essere sicure che quando decideranno di vendere, ci sarà sempre qualcuno che vorrà comprare al prezzo di mercato.

Quindi, anche se in termini locali il bitcoin può essere visto come piuttosto costoso, resta l'opzione preferita. Le persone possono e scelgono di acquistare altri token, ma questa "coda lunga" di investimenti in criptovaluta è incredibilmente sempre più diversificata poiché il numero di token tra cui scegliere si espande a dismisura. Sono più speculativi perché c'è poco o nessun consenso.

Ciò potrebbe cambiare, ma il cosiddetto vantaggio del primo motore e l'effetto di rete che il bitcoin porta con sé è stato incredibilmente potente. Per dirla semplicemente, bitcoin è così utile perché è ciò che tutti usano.

Ma per Dogecoin le cose sono diverse.

Perché Dogecoin non è il Bitcoin

Dogecoin da inizio 2020 si sta comportando proprio così: come il Bitcoin è la scelta prediletta per le persone che cercano "denaro prevedibile" nel loro wallet, così il Dogecoin sembra la scelta preferita per i trader che vogliono il cosiddetto "meme-y wackiness" nella loro valuta.

Ciò è eloquente in personaggi come Elon Musks, Slim Jims e Mark Cubans. Per non parlare di una quota crescente della cultura dei meme in generale.

Ciò è stato evidenziato nella pubblicazione sugli utili aziendali di Conagra Brands all'inizio di questa settimana. Conagra non è un'azienda alla moda. Possiede un formidabile paniere di marchi ormai considerati storici, come Slim Jim, Marie Callender's  e Hunt's Tomatoes. Oltre ad un'altra dozzina. Molti dei quali in auge negli anni '90, ma che tutto sommato "tirano ancora".

Ma quando è arrivato il momento di parlare delle recenti vittorie, il CEO di Conagra ha sottolineato come chiave la "strategia di coinvolgimento Dogecoin" del suo team. Dogecoin ha aiutato a raddoppiare i followers di Slim Jim su Twitter, aumentando il coinvolgimento di oltre il 500%.

Sean Connolly, l'amministratore delegato, ha attribuito alla comunità dogecoin "un ruolo importante" nel fornire a Slim Jim la vittoria finale nel confronto con il marchio a tema March Madness di Adweek all'inizio di questo mese.

Doge, anche per le sue origini, è dunque diventata la "moneta dello scherzo". E tutti vogliono esserne coinvolti, il che fa salire il prezzo. E rende questa sorta di scherzo ancora più grande. Anche perché sembra essere diventata la criptovaluta degli Influencer. È un ciclo che si auto-rinforza. Un po' il discorso fatto prima col Bitcoin.

Ora, tutto questo potrebbe finire molto male: molte persone che comprano DOGE a questi prezzi rischiano di ritrovarsi in una bolla molto pericolosa. Come tante altre esplose nei mercati finanziari, fin dal primo caso dei tulipani olandesi nel 1600. O, in tempi più recenti, il caso dot-com nel 2000 o il caso sub-prime del 2008.

La moda Dogecoin potrebbe presto finire e personaggi come Elon Musk potrebbero proiettarsi verso altri target. 

Dogecoin non ha una base tecnica implementata

Dogecoin denota anche una certa carenza tecnica di base. Non si registrano di fatti particolari migliorie tecniche alla sua blockchain. Il che lo rende uno dei token utili per pagamenti rapidi. L’espansione all’interno dei principali progetti commerciali non rientra tra le priorità del progetto, il che lo rende una scatola vuota, dal futuro incerto.

Del resto, diciamocela tutta: DODGE è una criptovaluta come detto nanta per gioco e diffusasi principalmente grazie a chat tra Nerd, siti internet dedicati al tempo libero e ai tweet di qualche perconaggio influente come Elon Musk.

In realtà, di recente, forse anche sull'onda del successo di questi mesi che ne ha risvegliato anche l'interesse da parte degli sviluppatori, è stato rilasciato un aggiornamento core. Il quale ha senza dubbio migliorato di molto le performance dell’intera rete.

Tuttavia, per quanto veloci possano diventare le transazioni su Dogecoin, il gap tecnologico con quanto offerto da altre criptovalute più recenti resta ancora molto evidente.

Conviene investire su Dogecoin?

Insomma, da tutto quanto detto emerge che Dogecoin difficilmente possa diventare il nuovo Bitcoin. Almeno stando alla situazione attuale e salvo il caso in cui, qualcuno non si prenda la briga di realizzare una Blockchain al livello di Bitcoin, Ethereum, Ripple, ecc. O magari, che il progetto non finisca nelle mani di personaggi alla Elon Musk o Mark Zuckerberg che lo rendano qualcosa di straordinario.

Del resto, quest'ultimo è molto interessato alle criptovalute, tanto da stare lavorando da tempo alla lancio di una criptovaluta di Facebook. Il quale nome previsto inizialmente era Libra.

La sensazione, e il timore, è che il simpatico cane che fa da simbolo al Dogecoin possa finire presto di nuovo nella cuccia. Come avvenuto per diversi anni dopo la creazione. 

Al momento della scrittura, Dogecoin è ottavo per capitalizzazione di mercato, con un volume di 34.159.808.812 dollari americani. Ed un prezzo di 0,26 USD. Segui gli aggiornamenti in tempo reale su CoinGecko.

Il modo migliore per investire è tramite il trading CFD, il quale consente di posizionarsi sia long che short in base alla situazione. E il consiglio è sempre di farlo su broker con regolare licenza per operare, onde evitare di incappare in truffe sempre in agguato con assurde promesse.

In alternativa, puoi pensare di investire in Dogecoin tramite Exchange. Pur ricordando che dovrai valutare quali piattaforme di scambio lo contemplano le proprio elenco e che dovrai soprattutto sperare in un suo rialzo per venderlo e ottenere un surplus.