Lasciando sullo sfondo il caos delle criptovalute, con le sue ricadute sui mercati azionari, e le continue prese di beneficio sul settore tecnologico, reduce dalla sbornia pandemica (le valutazioni delle Big Tech, ma anche delle aziende tecnologiche non tanto Big, si sono impennate grazie all'effetto lockdown sul settore), qual è il settore su cui conviene di più puntare a Wall Street? Per Jesse Felder, ex Bear Stearns e gestore di hedge miliardari, non ci sono dubbi: si tratta dell'Energy.

Dopo il Tech l'Energy torna a essere buy a Wall Street?

Felder, oggi autore di uno dei più noti blog finanziari (The Felder Report), sostiene che la tendenza in atto sia abbastanza evidente e porti in tutto per tutto verso il settore energetico. Tutto nasce, spiega Felder, dall'entusiasmo con cui molti investitori hanno abbracciato percorsi alternativi come l'Esg, soprattutto per quanto riguarda "i suoi elementi più speculativi come l'energia verde e i veicoli elettrici". Titoli come Tesla, ovviamente, ma anche la rivale cinese Nio. O come la danese Ørsted che, è il caso di ricordarlo, si chiamava fino a pochi anni fa Dong Energy e Dong era l'abbreviazione di Danish Oil and Natural Gas.

Per Felder il buy dell'Energy è nel grafico dell'S&P 500

Come ricorda Felder ci sono molti modi per definire l'Esg (acronimo inglese per Environmental, ambiental, Social, sociale, e Governance). Nella pratica però la spinta verso questo tipo di investimenti alternativi ha "portato a portafogli con una maggiore concentrazione in settori popolari come la tecnologia e un sottopeso di settori impopolari come l'energetico tradizionale", sottolinea Felder che nota come le opportunità d'investimento che vadano in senso contrario al trend imperante diventano automaticamente più attraenti.

Tech a Wall Street appena sotto ai massimi storici

Felder basa la sua visione sull'analisi del grafico di lungo periodo dell'S&P 500 che mostra le cosiddette fauci di coccodrillo nell'andamento del settore tecnologico (in costante salita) e di quello energetico, tendente al basso. L'Energy pesa meno sull'S&P 500 di quanto pesasse 20 anni fa, all'inizio del suo ultimo grande mercato rialzista. Tecnologia e telecomunicazioni sono invece appena sotto ai massimi storici raggiunti al culmine della bolla della new economy a cavallo tra secondo e terzo millennio. 

L'Energy ha iniziato a sovraperformare il mercato

La tendenza, però, sta cambiando: l'energia ha iniziato a sovraperformare il resto del mercato, tecnologia compresa. "Di conseguenza molti potrebbero chiedersi se questa tendenza sia sostenibile. Per quanto mi riguarda quelle fauci di coccodrillo mi sembrano più propense a chiudersi di scatto piuttosto che ad aprirsi ancora di più", è la risposta di Felder in riferimento al riavvicinarsi delle curve degli andamenti di Energy e Information Technology dell'S&P 500.

(Raffaele Rovati)