Un finale di settimana con il sorriso per ENI che si è mosso in controtendenza rispetto al Ftse Mib, occupando la terza posizione nel paniere delle blue chips.

ENI in rialzo per la terza seduta di fila. Molto alti i volumi di scambio

Dopo essersi lasciato alle spalle la giornata di ieri con un vantaggio di oltre due punti percentuali, il titolo ha guadagnato terreno per la terza seduta di fila oggi.

A fine giornata ENI si è fermato a 10,062 euro, con un vantaggio dell'1,88% alimentato da volumi di scambio molto alti, basti pensare che sono state trattate poco meno di 36 milioni di azioni, quasi il doppio della media degli ultimi 30 giorni.

La forza dei volumi è senza dubbio una conferma del forte interesse per il titolo che si è sintonizzato molto bene con la positiva impostazione del settore oil a Piazza Affari.

ENI spinto dal nuovo rally del petrolio

Il comparto è stato indubbiamente puntellato dalla nuova cavalcata del petrolio che dopo aver messo a segno ieri un rialzo del 4,2%, si regala un nuovo rally oggi.

Negli ultimi minuti le quotazioni dell'oro nero sono fotografate a 65,8 dollari, più in alto di 2 dollari rispetto al close della vigilia, con un rally del 3,09%.

Questo irrefrenabile entusiasmo che si sta riservando sul petrolio e di conseguenza sul settore oil, ad esso strettamente correlato, è da ricondurre senza dubbio alle ultime novità arrivate dall'Opec+.

ENI favorito da decisione Opec+: tagli alla produzione non sono ridotti

Al termine del vertice di ieri, è stato deciso di non voler ridurre i tagli esistenti, così come l’Arabia Saudita ha confermato il taglio volontario che era operativo da febbraio.

I tagli quindi continueranno ad essere anche ad aprile pari a circa 7 milioni di barili al giorno, a cui va aggiunto il milione di barili giornalieri extra di origine saudita.

A essere parzialmente esentati sono Russia e Kazakistan che saranno autorizzate ad aumentare la produzione di 150.000 barili al giorno, per motivi operativi.

Il prossimo vertice dell’OPEC+ si terrà tra il 31 marzo e il 1 Aprile e l’obiettivo è quello di far rientrare le scorte su livelli "normali", situazione che potrebbe verificarsi in luglio nelle previsioni del cartello.

Dopo Opec scenario più positivo per il petrolio nel breve

La decisione dell’OPEC+, secondo gli analisti è la più favorevole ai prezzi del Brent nel breve termine.

Data la forte capacità produttiva del cartello attualmente ferma a circa 8 milioni di barili al giorno, il mercato era orientato ad un progressivo rientro di quei volumi in funzione del recupero della domanda.

L’OPEC+ dimostra quindi una certa unità di intenti e un adeguamento ai tagli produttivi che non si era mai verificato in passato, dato che gli scartellamenti erano piuttosto frequenti.

A detta della SIM milanese la decisione dimostra anche una certa difficoltà nel riavvio della domanda fisica di greggio che resta ancora debole: l’utilizzo della capacità di raffinazione in Nord America e Europa è molto contratto.

Petrolio: le stime di Equita. ENI è il titolo da preferire nell'oil

Gli analisti di Equita SIM ricordano che la loro stima del Brent sul 2021 è pari a 50 dollari al barile, mentre il consensus è circa 52-53 dollari, e 55 dollari nel 2022.

Equita SIM ritiene che la stima 2021 appare oggi abbastanza conservativa data la conferma delle quote produttive dell’OPEC.

Gli analisti confermando che il titolo preferito nel settore oil a Piazza Affari è ENI, coperto con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo a 10,5 euro.