Secondo i dati Morningstar, a luglio, tra il miglior Exchange traded product (in termini di rendimento) e il peggiore ci sono circa 88 punti percentuali (prendendo in considerazione quelli registrati alla vendita in Italia ed escludendo i replicanti strutturati, cioè a leva o inversi).

Questi strumenti, essendo prodotti puramente passivi, riflettono nei loro movimenti l’evoluzione dei mercati, senza che la performance venga distorta dalle scelte (buone o cattive) di un gestore attivo.

I Top

La Top 15 di giugno dei fondi passivi quotati in Borsa, cioè gli Exchange traded products (ETP), vede – dopo molti mesi di sofferenza – una gran quantità di ETP esposti alle criptovalute. Ethereum, in particolare, è il token che ha dato più soddisfazione il mese scorso, aumentando il proprio valore di circa 75 punti percentuali, spinto dalla attesissima fusione (prevista per settembre) tra Ethereum e il sistema proof-of-stake della Beacon Chain, attraverso la quale la rete principale aggiungerà la capacità di eseguire smart contract nel sistema proof-of-stake, oltre alla cronologia completa e al fatto di diventare più sostenibile ed ecologica.

Bene anche Solana e il leader di mercato Bitcoin. A proposito di quest’ultimo, a distanza di quasi un anno dalla decisione di rendere BTC la moneta ufficiale del Paese, pochi giorni fa è tornato a parlare il ministro delle finanze di El Salvador, Alejandro Zelaya, il quale ha dichiarato che la moneta digitale ha portato servizi finanziari a una popolazione in gran parte priva di banche e ha attirato turismo e investimenti. Sebbene il suo utilizzo come mezzo di scambio sia basso, ha affermato di continuare a credere nella moneta digitale e ha aggiunto che il governo sta ancora pianificando l’emissione di un'obbligazione garantita da Bitcoin utilizzando la tecnologia blockchain.

E i Flop

La classifica relativa ai replicanti che hanno perso di più nel mese di luglio vede, invece, un quadro più eterogeneo.

In testa troviamo il SG ETN VIX FUTURE (VIX1L), lanciato nel marzo di quest’anno, un Exchange traded note lineare che replica l’indice VIX – detto anche “indice della paura” – un benchmark che è rappresentativo di una strategia basata sulla volatilità attesa del mercato azionario statunitense (a breve e medio termine). In particolare, fornisce esposizione, al rialzo o al ribasso, ai movimenti dei contratti future quotati sul mercato CBOE (Chicago Board Options Exchange) e relativi alla volatilità attesa dell’indice S&P 500.

Oltre a sette fondi esposti a vario titolo al mercato azionario cinese, troviamo poi ETC su diverse commodity: carbone, rame, grano.

L’analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

Di Valerio Baselli