Secondo i dati Morningstar, a maggio, tra il miglior Exchange traded product (in termini di rendimento) e il peggiore ci sono oltre 50 punti percentuali (prendendo in considerazione quelli registrati alla vendita in Italia ed escludendo i replicanti strutturati, cioè a leva o inversi).

Questi strumenti, essendo prodotti puramente passivi, riflettono nei loro movimenti l’evoluzione dei mercati, senza che la performance venga distorta dalle scelte (buone o cattive) di un gestore attivo.

I Top

La Top 10 di maggio dei fondi passivi quotati in Borsa, cioè gli Exchange traded products (ETP), vede in testa il Market Access NYSE Arca Gold BUGS Index UCITS ETF, il quale investe in un paniere equiponderato contenente le maggiori società attive nell’estrazione dell’oro; attualmente il benchmark conta 51 componenti.

Dopo un inizio d’anno sottotono, nel mese di maggio il prezzo spot del metallo giallo è salito da 1.768 a 1.905 dollari l’oncia, sulla scia dei timori riguardo al possibile surriscaldamento dell’economia mondiale con conseguente ripartenza dell’inflazione, senza dimenticare l’ondata di vendite che recentemente ha colpito in modo omogeneo l’universo delle criptovalute. Se il lingotto dovesse passare la soglia psicologica dei 2.000 dollari, potrebbe essere spinto ulteriormente al rialzo.

Al secondo posto troviamo il WisdomTree Coffee - EUR Daily Hedged.Uno dei principali paesi produttori, il Brasile, sta vivendo (a detta degli esperti) la peggior siccità degli ultimi 90 anni. Una situazione che si ripercuote su diverse colture, tra cui appunto il caffè, i cui future hanno toccato i massimi da quattro anni e mezzo a causa dei timori degli investitori sul raccolto anche dell’anno prossimo.

E i Flop

In cima alla lista dei replicanti che hanno sofferto di più, invece, troviamo il WisdomTree Bitcoin. La principale criptovalute continua la sua discesa, dai 63.000 dollari circa di metà aprile ai 36.000 dollari attuali. Manco a dirlo, a scatenare (in parte) l’ondata di vendite ha contribuito anche Elon Musk su Twitte. Durante un scambio di tweet, il fondatore di Tesla ha fatto intendere che avrebbe potuto vendere le sue posizioni in Bitcoin, smentendo però la notizia pochi giorni dopo.

Non è la prima volta che Musk, che ha detto spesso di essere un grande estimatore del Bitcoin (anche se ora sembra più interessato al nuovo DogeCoi) si trova al centro delle polemiche per la sua comunicazione su Twitter riguardo agli investimenti in criptomonete.

Di Valerio Baselli