Giunge al termine l'evoluzione del conto corrente bancario, che sembrava avesse trovato nella consultazione online e nella fruibilità digitale la sua forma definitiva; ci stavamo finalmente abituando a gestire i nostri fondi da PC ed ecco che ancora una volta dobbiamo cambiare prospettiva, immaginando nuovi modi di effettuare pagamenti e ricevere soldi, con l'euro digitale.

E allora figuriamoci un "portafoglio elettronico protetto", molto presumibilmente fruibile da app mobile e che detronizzerà il conto corrente tout court.

I conti correnti sono destinati a sparire? Si, ma ancora no, perché le due monete viaggeranno parallele e saranno entrambe garantite alla pari nel loro valore dalla Banca centrale europea (Bce).

E' infatti la Banca centrale europea (Bce) ha farsi carico dell'onere e dell'onore di traghettare la sua nuova creatura lungo il nuovo corso dei un'economia sempre più smart, con lo scopo di stimolare ancor di più la digitalizzazione dei pagamenti, sperimentando nuove modalità di interscambi monetari per arrivare là, dove nessuno è mai arrivato prima: siamo di fronte a una rivoluzione? Economic league or digital vs. physical? 



E a proposito di Banca centrale europea (Bce), Christine Lagarde che da sempre si è detta critica verso le criptovalute, mostrando uno scetticismo dettato dal buon senso, ritiene che i tempi in cui questo tipo di moneta era  protagonista di eclatanti exploit così come di rovinose cadute siano passati e a sorpresa immette un'iniezione di fiducia nell'euro digitale e lo proietta verso una fase esplorativa:  



Euro digitale: istituti bancari a rischio? 

I rischi ci sono, e non solo per le banche, che innanzi tutto dovranno accertare che i depositi non calino pericolosamente sotto i limiti di sicurezza e vigilare affinché un uso eccessivo della new coin non finisca per incidere pericolosamente sulla nostra economia. 

Ma vediamo in cosa differisce l'euro digitale rispetto al suo fratello più anziano, quello nato nell'ormai lontano 1999 ed entrato nelle nostre nostre vite nel 2002 e che nel nostro continente si è imposto come moneta di riferimento.

In primis l'euro digitale esautora gli istituti di credito delle loro prerogative di principali e fondamentali attori economici: li spoglia di quella valenza di mezzi da tramite nel dualismo acquirente-venditore che regola i rapporti di interscambio nei casi di pagamenti digitali; il solo fatto di possedere l'euro digitale non comporterà più la necessità di essere titolari di un conto corrente bancario. 

Inoltre nel caso la Commissione erogasse fondi e bonus, questi confluirebbero nei portafogli elettronici dei beneficiari in maniera naturale e senza intermediari, rendendo più agili i processi che al giorno d'oggi comportano lungaggini burocratiche di vario genere.

Quindi un rafforzamento dei meccanismi di trasmissione di politica monetaria, in un momento in cui famiglie e imprese in difficoltà per non aver potuto godere delle migliaia di miliardi di euro che la Banca centrale europea (Bce) ha immesso nel sistema attraverso gli istituti di credito, riceverebbero in modo veloce e diretto la liquidità di cui hanno bisogno. 

L'euro digitale e la questione della sicurezza della privacy: libertà individuali compromesse? 

In questo scenario, la Banca centrale europea (Bce) è chiamata a farsi baluardo della nostra privacy, assicurando con scrupolo e soprattutto trasparenza che gli scambi economici avvengano in riservatezza: difatti c'è un precedente illustre ed è quello della grave deriva autoritaria innescata dallo e-yuan (la moneta digitale della Cina) che ha consentito alla Repubblica popolare cinese un capillare controllo sull'attività economica della popolazione. 

Rischieremmo dunque di esporre i nostri dati sensibili mettendo a repentaglio la nostra libertà, di fatto venendo sorvegliati da un grande fratello istituzionale?

In un Paese libero e democratico il rischio appare improbabile, visto che la Banca centrale europea (Bce) non si sognerebbe mai di strutturare l'euro digitale sul modello dello yuan digitale, perché ciò implicherebbe l'eventualità da parte dei governi nazionali di controllare i movimenti economici e la possibilità di bloccare i fondi personali a proprio piacimento, pianificando smart contract per imporre o vietare determinate categorie di spesa.  

Quindi in linea di principio una valuta digitale basata su token non garantirebbe il completo anonimato e se ciò si dimostrasse vero, innescherebbe ineluttabilmente problemi sociali, politici e legali, e avrebbe dei risvolti molto seri sull’intero sistema finanziario: per questo l'immissione sul mercato di questa moneta nuova avverrebbe gradualmente, accompagnata da un periodo sperimentale. 

Euro digitale: una criptovaluta controllata centralmente 

L'euro smart si chamerebbe Cbdc (Valuta Digitale della Banca Centrale) dell’Eurozona, equivalente elettronico dell’euro fisico in contanti, e le cui logiche di funzionamento sarebbero quelle che regolano il Bitcoin ma con una sostanziale differenza: l'euro digitale sarebbe emesso e trasferito utilizzando la blockchain e conservato nei portafogli digitali ma al contrario delle criptovalute sarebbe implementato e controllato centralmente, tramite un mega-database gestito dalla Banca centrale europea (Bce), dai governi o da società terze a tal fine autorizzate. 

Eurozona digitale: e il resto del mondo? 

Nel 2020 la Cina ha posto in essere il secondo programma pilota che coinvolge lo e-yuan e si appresta ad essere la prima grande economia mondiale a introdurre la moneta digitale; le città si Shenzhen, Shanghai e Pechino si preparano ad accogliere la nuova moneta, facendo da apripista per il lancio formale, considerando che durante il secondo programma, le autorità della città di Suzhou, nella Cina Orientale, hanno immesso 20 milioni di e-yuan, che equivalgono a 3,1 milioni di dollari, indirizzandoli ai residenti locali attraverso una lotteria ad hoc: si calcola che ognuno dei 100 mila vincitori abbia ricevuto 200 e-yuan, spendibili per acquisti online o offline.  

l’India attuerebbe invece una rigida politica sulle criptovalute, vietandone la circolazione in luogo di una moneta digitale ufficiale (statale) (vedi il mio articolo https://www.trend-online.com/bitcoin/bitcoin-tesla/) nell'ottica appunto di facilitare la creazione di una proprio e-coin, emesso dalla banca centrale nazionale, la Reserve Bank of India (RBI). 

L'Ucraina, per voce del ministero della trasformazione digitale, fa sapere che intende sviluppare una nuova infrastruttura di mercato degli asset virtuali per dar vita ad una valuta digitale nazionale. 

La Federal Reserve (Fed, la banca centrale degli USA), sostiene che il 2021 sarà un anno fondamentale per il dollaro digitale, ma i tempi di attuazione potrebbero essere più lunghi del previsto perché la questione dovrebbe necessariamente passare al vaglio del congresso: negli Stati Uniti d'America il progetto riveste primaria importanza. 

Euro digitale vs. Bitcoin 

Il potere del Bitcoin, che rimane per certi aspetti enigmatico e misterioso, ha dato il via ad una rivoluzione senza precedenti, destinata a cambiare inesorabilmente il nostro modo di approcciare gli interscambi economici: l'euro digitale si frapporrebbe tra un Bitcoin sempre più aggressivo e un mercato perennemente avido di strumenti che lo autorigenerino: l'euro digiale sembrerebbe avere le carte giuste per vincere la scommessa, essendo uno mezzo più agile e veloce, garantito da un ente autorevole e riconosciuto. 

I cambiamenti più promettenti portano con sé sempre nuove opportunità ma proprio per questo è molto difficile farsi un’idea di ciò che ci risereverà futuro: una cosa è certa, chi saprà innovare attingendo a un modello nuovo in materia di euro digitale, vedrà i suoi profitti accrescersi enormemente.