Ferrovie dello stato: esaminato e approvato, il 31 marzo 2021, il progetto di Relazione finanziaria annuale che include il bilancio consolidato di Gruppo, al 31 dicembre 2020. 

Anche FS italiane ha dovuto fare i conti con gli effetti negativi connessi con la diffusione della pandemia da Covid-19, che ha avuto impatti sull’intero sistema produttivo: i ricavi operativi di FS italiane scendono a 10,8 miliardi di euro rispetto al 2019, con un decremento complessivo di 1,6 miliardi di euro

Nonostante gli effetti negativi della pandemia, l’azienda guidata da Gianfranco Battisti si conferma primo gruppo industriale per investimenti tecnici in Italia, pari a 9 miliardi di euro nel 2020 (+5% sul 2019). 

Inoltre, Ferrovie dello stato supporterà la ripresa del Paese e ha istituito una task-force finalizzata al governo delle azioni del gruppo connesse al PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), il programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione Europea nell’ambito del fondo Next Generation EU

Ferrovie dello stato, bilancio e l’impatto del Covid-19 

Il Covid-19 ha impattato negativamente anche sul bilancio del Gruppo FS, così come sull’intero sistema produttivo, con particolari conseguenze sulla mobilità di persone e merci. Come commenta l’AD Gianfranco Battisti:

La crisi pandemica ancora in corso sta rappresentando contestualmente una forte discontinuità strategica e operativa e un'opportunità per abilitare un percorso di resilienza trasformativa che consenta al Gruppo Fs Italiane e alle società che ne fanno parte di emergere più forti facendo leva sull'esperienza maturata a partire da marzo 2020.

I ricavi operativi del gruppo scendono infatti a 10,8 miliardi di euro, con un decremento complessivo di 1,6 miliardi di euro (-12,8%) rispetto al 2019. I ricavi da servizi di trasporto segnano un decremento di 2,5 miliardi (di cui 2,3 miliardi per effetto della pandemia). 

A causa delle restrizioni imposte al settore della mobilità, specialmente nella fase di lockdown, Trenitalia registra una perdita di volumi di domanda pari al 67,9% nella lunga percorrenza a mercato e una riduzione del 61% dei posti*km vendibili. 

In ambito Regionale la riduzione della circolazione connessa con l’emergenza COVID ha portato a una forte riduzione dei viaggiatori-km (-55,3%) con una contrazione sulla produzione in termini di Treni-km pari a –14,9% rispetto al 2019.

I costi operativi dell’anno si attestano a 9,2 miliardi di euro, in diminuzione di 610 milioni di euro (6,2%) rispetto all’esercizio precedente, in buona parte grazie alle azioni di cost saving tempestivamente messe in atto dal management del Gruppo durante la fase di lockdown e nei mesi successivi.

Tali effetti economici includono anche l’iscrizione dei contributi previsti a livello nazionale dal Dl Rilancio e dal Dl Agosto, per un importo totale di 953 milioni di euro che hanno mitigato gli effetti negativi della pandemia.

Ferrovie dello stato, non si fermano gli investimenti

Nonostante gli effetti negativi del Covid-19, il Gruppo FS italiane mantiene un alto livello di solidità patrimoniale e finanziaria, con mezzi propri che superano i 41,4 miliardi a fine 2020

La pandemia non ferma gli investimenti da parte di Ferrovie dello stato: il Gruppo si conferma, anzi, come il primo gruppo industriale per investimenti tecnici in Italia, proseguendo nel suo ruolo centrale di sostegno del sistema industriale nazionale. 

Il volume degli investimenti tecnici nel 2020 è pari a 9 miliardi di euro (segnando una crescita del +5% rispetto all’anno precedente), contribuendo al rafforzamento del Paese con il 98% degli investimenti sul territorio nazionale e oltre 7 miliardi di infrastrutture ferroviarie e autostradali. 

Il Gruppo ha anche garantito pieno supporto finanziario al settore delle costruzioni e degli appalti con l’immissione di anticipazioni di circa 1 miliardo di euro ai fornitori. 

Le attività e gli investimenti di Gruppo FS contribuiscono in modo diretto e indiretto alla crescita dell’economia italiana per 2,4 punti percentuali di PIL, generando un impatto occupazionale equivalente pari a 260.000 unità.

Ferrovie dello stato all’insegna della sostenibilità ambientale e sociale

Ferrovie dello stato- che sarà carbon neutral entro il 2050 e il cui impegno verso la sostenibilità ambientale è ormai noto- conferma il miglioramento del trend delle emissioni, conseguenza anche della riduzione della produzione causata dalla pandemia. 

Il Gruppo FS raggiunge la fascia di leadership con il punteggio “A-” del rating di sostenibilità emesso da Carbon Disclosure Project, organizzazione che offre un sistema per misurare, gestire e condividere a livello globale informazioni che riguardano il cambiamento climatico.

Nello scorso anno, il Gruppo FS si è ulteriormente impegnato con l’istituzione del “Program Team per le iniziative di adattamento a fronte dei rischi del cambiamento climatico”, con l’obiettivo di definire la quantificazione dell’esposizione ai rischi derivanti dal cambiamento climatico sul lungo periodo. 

In questo contesto, nel corso del 2020 sono state realizzate nuove operazioni di finanza ESG per 990 milioni di euro in contropartita di istituzioni sovranazionali e di banche che vanno ad affiancare le emissioni di green bond realizzate fino alla data odierna per un totale di 2,3 miliardi di Euro e sottoscritte da investitori istituzionali. 

Infine, grazie all’acquisto di energia verde per la totalità dei consumi elettrici della rete stradale gestita dal Gruppo, sono state risparmiate più di 100.000 le tonnellate di CO2. L’impegno nel recupero dei rifiuti speciali si conferma nel 2020 a oltre il 95%

In ambito sociale, invece, Ferrovie dello stato ha dimostrato il suo impegno con la rete delle “Sale Blu”, servizi e assistenza per passeggeri con disabilità e a mobilità ridotta, ulteriormente supportate dall’istituzione della Sala Blu Nazionale. Nel 2020 le stazioni attive sono salite a 332. 

Ferrovie dello stato e Recovery Plan: la missione infrastrutture per una mobilità sostenibile

Tra le missioni del Recovery Plan (o Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, o PNRR) c’è quello che riguarda le infrastrutture per una mobilità sostenibile, con l’obiettivo di completare, entro il 2027, la realizzazione di un sistema di infrastrutture digitalizzato e sostenibile dal punto di vista ambientale

Lavori per strade e ferrovie, unitamente a interventi di digitalizzazione, che includerà l’impegno anche delle Ferrovie dello stato. Come afferma Battisti: 

Fs Italiane ha istituito una Task-Force finalizzata al governo delle azioni del Gruppo connesse al Pnrr con l'obiettivo di coordinare lo sviluppo del Piano approvato, con riferimento ai Progetti di cui Fs Italiane sarà Soggetto responsabile, monitorandone l'avanzamento e la realizzazione. In tal modo verrà assicurato il costante allineamento con la struttura di governance definita a livello nazionale per la realizzazione del Piano stesso. 

Del totale di 209 miliardi del PNNR, la quota relativa al settore ferroviario è di circa 28 miliardi e 300 milioni

Il 45% dello stanziamento andrà al sud, per il quale l’obiettivo del Gruppo FS è quello del recupero del divario infrastrutturale tra nord e sud. Non a caso, tra gli investimenti più importanti c’è proprio quello per l’alta velocità Napoli-Bari (in fase di realizzazione da parte di Rfi), attraverso un potenziamento tecnologico che concorre alla riduzione dei tempi di percorrenza complessivi.

Inoltre, le attività di realizzazione sono accompagnate dal monitoraggio ambientale i cui risultati vengono costantemente comunicati al Ministero dell’Ambiente.

La Task-Force istituita per il coordinamento delle azioni connesse al PNRR monitorerà gli aggiornamenti del Piano fino alla sua approvazione al fine di individuare i Progetti di potenziale interesse per il Gruppo FS Italiane. L’AD Battisti, conclude:

Il Gruppo FS, anche al fine di garantire che quanto sta accadendo non modifichi le sue attuali e confermate solide prospettive di medio-lungo periodo, aspira a supportare, nel suo ambito, la ripresa del Paese, contribuendo a una mobilità multi-modale di passeggeri e merci che parta dall'attenta analisi di come si definiranno i nuovi scenari post-pandemici, indirizzandoli e mantenendo ancor più al centro dell'attenzione i bisogni delle persone; una mobilità che sia sempre più sostenibile, sicura, e al contempo focalizzata sull'eccellenza operativa, mantenendo un ruolo di leadership sulle frontiere tecnologiche e di infrastruttura digitale resiliente, non solo in Italia ma con consolidata presenza internazionale.