Vuoi sapere come finanziare una start up? Hai appena deciso di avviare una start up innovativa, o magari hai una buona idea ma non disponi dei capitali per poterla sviluppare? 

Per fortuna, per gli startupper, non sempre la mancanza di fondi impedisce di realizzare il proprio sogno e la propria idea: quando si vuol avviare una start up, infatti, esistono diversi modi per farla decollare, anche in mancanza di fondi.

Anche se gestire una start up, talvolta può essere molto difficile, è anche estremamente gratificante e, se l’idea alla sua base funziona, può garantire un successo inaspettato.

Se hai deciso che l’avvio di una start up fa per te, in questo articolo scoprirai come si finanziano le aziende innovative.

Ci sono infatti vari modi per finanziare una start up, e non è detto che tu debba sceglierne uno solo.

Finanziare una start up con il crowdfunding

Uno dei metodi più utilizzati per finanziare una start up nelle prime fasi di avvio del progetto è il crowdfunding; in realtà, questo metodo non viene usato per finanziare solo le start up, ma anche moltissimi altri progetti imprenditoriali.

Il sito startupgeeks.it, in merito al crowdfunding, utilizza questa definizione:

“si tratta cioè di raccogliere denaro da più persone per finanziare la realizzazione di un progetto, una sorta di finanziamento di collettivo insomma”.

Il crowdfunding è dunque una forma di finanziamento che aiuta a finanziare una start up o un’impresa tramite la raccolta di piccole somme di denaro da un collettivo di individui. Tale raccolta di solito avviene tramite piattaforme online.

Il crowdfunding sta crescendo in modo esponenziale, tanto che, anche nel nostro Paese, sono nate moltissime piattaforme che permettono, a chiunque abbia un'idea, la possibilità di proporla agli investitori disponibili. 

Tipologie di crowdfunding

In realtà, il crowdfunding non è pensato solamente per finanziare una start up: anche per queste ragioni, ne esistono differenti tipologie, ognuna delle quali ha i suoi vantaggi e le sue criticità. Ogni tipologia, poi, può essere appropriata per finanziare una start up o meno.

Possiamo individuare quattro differenti tipologie di crowdfunding, che peraltro sono riportati anche da startupgeeks.it all’articolo già menzionato poco più in alto:

  1. equity crowdfunding
  2. reward crowdfunding
  3. lending crowdfunding
  4. donation crowdfunding

L’equity crowdfunding è la tipologia più utilizzata per finanziare una start up, soprattutto nel nostro Paese. In sostanza, l'equity crowdfunding offre i titoli della società a una serie di potenziali investitori in cambio di finanziamenti; gli investitori, di fatto, diventano soci di minoranza. Ogni investitore ha diritto a una partecipazione nella società proporzionale al proprio investimento.

Il reward crowdfunding prevede invece che gli investitori ricevano, in cambio della somma, una ricompensa o un incentivo: prodotti, servizi, vantaggi o riconoscimenti. Questa tipologia non è molto utilizzata nel settore delle start up, ma viene di solito sfruttata per il finanziamento di progetti culturali e/o legati all’arte.

Nel lending crowdfunding, un investitore private si occupa di effettuare un prestito ad un altro soggetto privato, di solito utilizzando una piattaforma, per poi ricevere indietro la somma prestata, con l’aggiunta degli interessi. L’investitore non riceve una ricompensa o un'equità in cambio dell’investimento.

Il donation crowdfunding, infine, si realizza quando un gran numero di persone dona una piccola somma di denaro per un progetto. I finanziatori non riceveranno niente in cambio, se non la gratitudine dall'organizzazione e la soddisfazione di sostenere la causa.

Come funziona il crowdfunding per le start up

Prima di avviare una campagna di crowdfunding per finanziare una start up, è necessario scegliere la piattaforma da utilizzare.

In Italia esistono moltissime piattaforme di crowdfunding, tra le quali CrowdFundMe, 200Crowd e Opstart, che sono tutte piattaforme di equity crowdfunding

Scelta la piattaforma, dovrai creare la tua campagna, che racchiuderà il motivo della raccolta fondi.

Tra i dettagli della campagna è importante inserire chi sei, cosa vuoi ottenere e cosa ti serve per arrivarci: sii più dettagliato possibile, in quanto è più probabile che le persone effettuino donazioni per campagne dettagliate, che raccontano una storia. Dovrai anche considerare quanti soldi stai cercando di raccogliere e impostare il tuo obiettivo.

Una volta che la tua campagna è stata pubblicata, è aperta a individui e gruppi che possono donare denaro per aiutarti a raggiungere il tuo obiettivo di finanziamento. Chiunque può contribuire alla tua campagna, il che significa che hai maggiori possibilità di raggiungere il tuo obiettivo più rapidamente.

Finanziare una start up con il fundraising

Per poter finanziare una start up, esiste poi una seconda opzione: quella del fundraising. In realtà, questo termine si può tradurre, in italiano, come “raccolta fondi”.

In effetti, il fundraising non è altro che una semplicissima raccolta fondi.

La raccolta fondi è un processo che permette di raccogliere del denaro sotto forma di donazioni, non solo per finanziare una start up, ma anche per differenti altre cause.

Solitamente veniva utilizzato per raccogliere fondi per le organizzazioni non profit, ma negli anni la raccolta fondi si è evoluta molto ed ora viene utilizzata anche per raccogliere altri tipi di finanziamenti, inclusi quelli legati alle start up. 

L’unica differenza con il crowdfunding, e che rappresenta anche un limite del fundraising, è che quest’ultimo di solito avviene offline, mentre il crowdfunding si avvale di piattaforme online. Alcuni, tra l’altro, considerano il crowdfunding come una sottocategoria del fundraising; come abbiamo già visto, infatti, il crowdfunding si propone di raccogliere fondi.

Il fundraiser per la raccolta fondi start up

Se vuoi avviare una raccolta fondi per finanziare una start up, puoi affidarti ad una figura specifica, quella del fundraiser professionista. Questo professionista avrà il compito di occuparsi di trovare fondi per l’attività, utilizzando varie strategie.

Molto spesso, è lo startupper stesso che si pone come fundraiser, ma sarebbe bene affidarsi ad un esperto del settore, che sappia utilizzare tutte le strategie e le attività idonee ad una raccolta fondi che funzioni.

I fondi offline per una start up possono infatti essere raccolti anche tramite eventi, ma è necessario che il fundraiser sappia bene quello che fa affinché il fundraising funzioni.

Business angels, VC, incubatori e acceleratori

Quando parliamo di opzioni per finanziare una start up, non dobbiamo dimenticare business angels, VC, incubatori e accoleratori.

È possibile ottenere fondi tramite i Venture Capitalist, detti anche VC: si tratta di persone o società che, in cambio di quote azionarie, decidono di investire nelle prime fasi di un’azienda.

In realtà, molto spesso, questa opzione è valida soltanto se la start up innovativa opera nel campo dell’alta tecnologia: le società di Venture Capital hanno di solito interesse sia a investire in questi settori, sia a recuperare al più presto i loro soldi.

Cedendo una quota della tua start up, però, ti assicurerai moltissime risorse che potranno portare l’azienda al successo.

Quanto alla figura del business angel, spesso viene confusa col VC, ma si tratta di due figure diverse.

Quando gli angel investor ottengono una quota azionaria della start up in cambio del loro investimento, il loro finanziamento può anche essere scambiato con debito convertibile.

Non di rado, i business angels sono anche imprenditori o ex imprenditori, dunque se una start up viene finanziata da un angel investor giusto, beneficerà anche della sua consulenza esperta e delle sue capacità di gestione.

Per finanziare una start up, infine, si possono interpellare incubatori ed acceleratori.

Un acceleratore di startup è un'organizzazione che offre tutoraggio, capitale e connessioni con investitori e partner commerciali. Trovare fondi per finanziare una start up è una delle motivazioni più comuni per cui gli startupper si rivolgono agli acceleratori.

Molti acceleratori, infatti capitale in cambio di una percentuale di quote azionarie della start up. Gli acceleratori, ad ogni modo, aiutano la start up stimolandola ad una crescita rapida.

Se stai cercando di finanziare una start up nelle sue prime fasi di avvio, è meglio rivolgersi ad un incubatore.

Gli incubatori, di solito, sono disponibili a seguire il percorso delle start up per periodi abbastanza lunghi, anche oltre un anno. Gli incubatori forniscono infatti un aiuto con servizi legali e aziendali, oltre ad aiutare a trasformare un concetto in qualcosa che si adatta al mercato del prodotto.

Oltre a queste attività di supporto a 360°, anche gli incubatori possono aiutare a finanziare una start up, come gli acceleratori.

Finanziare una start up: non dimenticare il business plan

Adesso che abbiamo analizzato le modalità esistenti per finanziare una start up, è importante considerare che, prima ancora di avviarla, c’è bisogno che tu abbia una chiara visione di come la tua attività sarà gestita una volta avviata.

Per questo, hai bisogno di un business plan, che ti aiuterà a tenere sotto controllo i fondi quando li avrai ottenuti, ma anche a migliorare la crescita della tua start up.

Tra l’altro, senza un business plan, non è possibile raccogliere i tuoi fondi: i tuoi potenziali investitori vorranno di certo visionare le future proiezioni finanziarie, altrimenti non riuscirai a raccogliere un solo centesimo per la tua attività.

Inoltre, il business plan ti servirà per gestire i tuoi soldi, e per spenderli nel miglior modo possibile, modo che garantirà la crescita della start up.

Un business plan che attragga gli investitori dovrà necessariamente includere, oltre alle informazioni sulla start up:

  • analisi di mercato
  • struttura organizzativa dell’azienda
  • proiezioni finanziarie a 3-5 anni

Per quanto riguarda, nello specifico, le proiezioni finanziarie, è ovvio che devono essere realistiche: non dovrai prevedere guadagni esorbitanti fin da subito, ma dovranno essere molto precise. Solo così sarà possibile ottenere fondi e finanziare una start up innovativa in fase di avvio.