Sorpresa, si rivede una decorrelazione tra le asset class. In particolare tra quelle azionarie e quelle obbligazionarie, Ma non solo: anche i mercati emergenti si sono disallineati da quelli sviluppati. Conseguenza, questa, da un lato dei listini azionari che hanno macinato record su record e, dall’altro, delle paure riguardo un cambio di rotta nella politica monetaria delle principali banche centrali che mette sotto pressione i rendimenti obbligazionari.

Facciamo un passo indietro: la nozione secondo cui un portafoglio composto da azioni e obbligazioni abbassi il grado di rischio fa parte dell’ABC della finanza. Un portafoglio finanziario, infatti, non deve essere giudicato solo dalle performance, ma anche dall’equilibrio che riesce a trovare tra rischio e rendimento nel lungo periodo. Un rapporto che, per sua natura, è precario e mutevole e che perciò deve essere periodicamente ricercato tramite l’attività di ribilanciamento degli investimenti.

Guardando le tabelle sottostanti si nota come le categorie Morningstar, azionarie e obbligazionarie, abbiano in generale diminuito la correlazione tra di loro nell’ultimo anno (per interpretare le tabelle si possono seguire i colori: più la casella tende al verde, più la correlazione sarà elevata; al contrario, più la casella tende al rosso, più il coefficente sarà negativo).

I comparti obbligazionari governativi in euro, ad esempio, hanno diminuito i loro tassi di correlazione verso quasi tutte le altre categorie negli ultimi tre anni. Con i fondi obbligazionari euro high yield, ad esempio, il tasso di correlazione è crollato dallo 0,40 al -0,24 negli ultimi 36 mesi.

Questi ultimi, poi, segnano un rapporto dello 0,75 con gli obbligazionari euro indicizzati all’inflazione a tre anni, che diventa del -0,09 a un anno.

In linea generale, le categorie obbligazionarie hanno di molto aumentato la decorrelazione con quelle azionarie negli ultimi 12 mesi, ma non è l’unico cambiamento degno di nota. Anche tra le varie categorie equity i tassi di correlazione sono crollati, in particolare tra i mercati sviluppati e quelli emergenti. I fondi azionari Europa emergente, ad esempio, sono passati da una correlazione a tre anni con quelli Europa large cap dello 0,90 a una dello 0,45 a un anno.

Calcolare il coefficiente di correlazione del proprio portafoglio è un esercizio piuttosto complesso. Per avere un’idea di ordine generale, che comunque può già essere molto utile a evitare eventuali sovrapposizioni, abbiamo calcolato i coefficienti di correlazione delle 15 principali categorie Morningstar, a uno, tre e cinque anni, aggiornati al 31 dicembre 2021.

Le categorie oggetto dell’analisi sono le seguenti (i numeri corrispondono a quelli che appaiono nelle tabelle):

  1. Obbligazionari Corporate EUR
  2. Obbligazionari Diversificati EUR
  3. Obbligazionari Governativi EUR
  4. Obbligazionari High Yield EUR
  5. Obbligazionari Inflation-Linked EUR
  6. Obbligazionari Flessibili EUR
  7. Obbligazionari Diversificati USD
  8. Obbligazionari Paesi Emergenti
  9. Azionari Europa Large Cap Blend
  10. Azionari Area Euro Large Cap
  11. Azionari Giappone Large Cap
  12. Azionari USA Large Cap Blend
  13. Azionari Asia-Pacifico ex. Giappone
  14. Azionari America Latina
  15. Azionari Europa Emergente

Fonte: Morningstar Direct

Il coefficiente di correlazione misura in che modo la performance di uno strumento influenza l’andamento di un altro: varia tra -1 e +1. Un coefficiente pari a 0 indica che non vi è alcuna correlazione tra i due fondi. Un coefficiente pari a 1 segnala che c'è una correlazione positiva perfetta, il che significa che i due strumenti si muovono assieme: se uno sale del 10%, lo fa anche l’altro e viceversa. Ovviamente, in caso di perfetta correlazione negativa (uguale -1) il rapporto è inverso: se il primo sale del 10%, il secondo perde il 10%.

Di Valerio Baselli